Sud-Est Asiatico, un’imponente crescita economica garantita dagli accordi di libero scambio

Nel 2030 l’ASEAN potrebbe diventare la quarta economia mondiale, con un mercato di consumatori del valore di oltre 4 trilioni di dollari. Tale risultato economico sarà guidato da quattro forze principali:

  • forte crescita demografica (il 65% dei 600 milioni di abitanti dell’ASEAN sarà di classe media);
  • aumento degli investimenti stranieri;
  • aumento dei livelli di reddito;
  • progresso digitale.

Al rafforzamento di tale crescita costante del blocco ASEAN ci sono vari accordi di libero scambio, alcuni dei quali sono i più grandi al mondo. Tali accordi offrono numerose opportunità per gli investitori stranieri, che vanno dalla capitalizzazione di Singapore come hub dei servizi finanziari della regione o lo spostamento delle operazioni di produzione in regioni a basso costo come Vietnam, Indonesia e Malesia.

Le imprese internazionali possono trarre vantaggio dalla rete degli accordi di libero scambio dell’ASEAN sotto forma di riduzione dei costi di importazione, migliori sdoganamenti e maggiore accesso alle materie prime. Inoltre, ci sono numerosi vantaggi fiscali.

Area di libero scambio ASEAN-Australia-Nuova Zelanda

L’Area di libero scambio ASEAN-Australia-Nuova Zelanda (AANZFTA) è entrata in vigore nel gennaio 2010 e attualmente elimina il 90% dei dazi sulle merci scambiate tra i Paesi aderenti. L’FTA copre circa una popolazione di 653 milioni e vale oltre 4,3 trilioni di dollari. L’accordo sarà pienamente implementato nel 2025, momento in cui tutti gli scambi tra gli stati dell’ASEAN, dell’Australia e della Nuova Zelanda saranno esenti da dazi.

Nel 2019, i firmatari dell’accordo si sono incontrati per analizzare e sviluppare regole nei settori della politica commerciale moderna. Le parti si sono concentrate sulla revisione di queste aree commerciali chiave:

  • E-commerce: rivedere il capitolo sull’e-commerce per tenere conto degli sviluppi che potrebbe avere nei prossimi anni;
  • procedure doganali – revisionare il capitolo sulle procedure doganali per includere l’agevolazione degli scambi, in particolare le disposizioni dell’Accordo sull’agevolazione degli scambi della WTO;
  • appalti pubblici: sviluppare un capitolo per migliorare la trasparenza e la cooperazione negli appalti pubblici;
  • commercio e sviluppo sostenibile: sviluppare un’ulteriore cooperazione in questo campo tra i membri;
  • concorrenza – Rivedere il capitolo per includere nuove disposizioni sulla protezione dei consumatori;

Area di libero scambio ASEAN-Cina

L’Area di libero scambio ASEAN-Cina è stata firmata nel 2004 ed è stata implementata nel luglio 2005.

Grazie a tale accordo di libero scambio, la Cina si è affermata come il principale investitore dell’ASEAN degli ultimi dieci anni, con un commercio totale di oltre 731 miliardi di dollari nel 2020.

L’accordo ha ridotto a zero le tariffe su oltre 7.000 categorie di prodotti, ovvero il 90% delle importazioni, entro il 2010, sebbene inizialmente fosse applicabile solo a Indonesia, Malesia, Singapore, Brunei, Filippine, Singapore e Thailandia. I restanti membri dell’ASEAN (Myanmar, Laos, Vietnam e Cambogia) hanno seguito l’esempio nel 2015.

Nel 2019, l’accordo è stato aggiornato al fine semplificare le misure di facilitazione degli scambi, le procedure di investimento e le procedure doganali.

Nel primo trimestre del 2020, l’ASEAN ha superato l’UE diventando il principale partner commerciale della Cina, aumentando di anno in anno di circa 140 miliardi di dollari, rappresentando il 15% del volume commerciale totale della Cina. Ciò è diretta conseguenza anche dei pesanti lockdown applicati in Europa che hanno bloccato ampiamente il commercio con la Cina.

L’elettronica ha contribuito maggiormente in tale commercio, con la Cina che ha importato circuiti integrati per un valore di 14,9 miliardi di dollari, come chip per microprocessori, convertitori analogico-digitali e condensatori per chip dai Paesi dell’ASEAN.

Area di libero scambio ASEAN-India

L’Area commerciale ASEAN-India (AIFTA) è entrata in vigore il 1° gennaio 2010. La firma dell’accordo ha aperto la strada alla creazione di uno dei più grandi mercati di libero scambio al mondo, creando opportunità per oltre 1,9 miliardi di persone in ASEAN e in India con un PIL complessivo di 4,8 trilioni di dollari.

L’accordo ha stabilito la liberalizzazione tariffaria di oltre il 90% dei prodotti, in particolare per alcuni prodotti come olio di palma, pepe, tè nero e caffè.

Le esportazioni dall’India all’ASEAN hanno raggiunto i 31 miliardi di dollari per il periodo 2019-2020, mentre le importazioni indiane dall’ASEAN hanno raggiunto i 55 miliardi di dollari sempre nello stesso periodo.

L’India e l’ASEAN hanno concordato di rivedere la portata dell’accordo al fine di affrontare alcuni ostacoli al commercio, in particolare per ciò che riguarda le tariffe. Esistono importanti opportunità in settori quali la produzione di farmaci generici e i dispositivi medici. L’India è il più grande fornitore mondiale di medicinali generici e fornisce circa il 62% dei vaccini globali.

Area di libero scambio ASEAN-Repubblica di Corea

L’Area di libero scambio ASEAN-Repubblica di Corea è entrata in vigore nel 2007 e stabilisce accordi commerciali preferenziali tra gli Stati membri dell’ASEAN e la Corea del Sud.

L’eliminazione dei dazi per il 90% dei prodotti scambiati tra la Corea del Sud e i membri dell’ASEAN sono state applicate nel 2010 per Brunei, Indonesia, Filippine, Malesia e Singapore e nel 2018 per Vietnam, Laos e Myanmar.

Le esportazioni combinate della Corea del Sud verso tutti i 10 membri dell’ASEAN hanno raggiunto oltre 80 miliardi di dollari nel 2019, con il commercio a due vie che ha raggiunto i 160 miliardi di dollari. La Corea del Sud e l’ASEAN si sono impegnati ad aumentare tale importo a 200 miliardi di dollari durante un vertice a Busan per celebrare 30 anni di legami.

Ciò è avvenuto due anni dopo che Seoul ha lanciato la sua nuova politica meridionale, che mira a coltivare meglio le relazioni con l’ASEAN e l’India come partner fondamentali della regione meridionale. Per l’ASEAN, maggiori legami economici con la Corea del Sud potrebbero aiutare il blocco a diversificare i suoi interessi economici, in particolare riducendo la dipendenza dalla Cina.

Partenariato economico globale ASEAN-Giappone

Il partenariato economico globale ASEAN-Giappone è entrato in vigore nel dicembre 2008, riguarda il commercio di servizi, beni, investimenti e cooperazione economica.

L’accordo prevede l’eliminazione dei dazi sull’87% di tutte le linee tariffarie e include un meccanismo di risoluzione delle controversie semplificato. Sia l’ASEAN che il Giappone hanno anche avviato diversi progetti di cooperazione economica che includono lo sviluppo di capacità e l’assistenza tecnica in settori di reciproco interesse. Queste aree includono i diritti di proprietà intellettuale, le procedure relative al commercio, l’IT, lo sviluppo delle risorse umane, il turismo, i trasporti e la logistica.

Nell’agosto 2020, è stata effettuata una revisione dell’accordo che consentirà maggiori investimenti transfrontalieri tra il Giappone e l’ASEAN che hanno raggiunto oltre 214 miliardi di dollari nel 2019 e richiederà ai Paesi di mantenere la trasparenza nella regolamentazione dei servizi.

Stabilisce, inoltre, meccanismi di risoluzione delle controversie per le imprese in merito a possibili trattamenti iniqui da parte del Governo, oltre alle norme sugli spostamenti dei viaggiatori d’affari stranieri. Queste regole sono di particolare importanza per Myanmar, Laos e Cambogia che non hanno accordi commerciali bilaterali con il Giappone.

Partenariato economico globale regionale

Il 15 novembre 2020, l’ASEAN ha firmato l’accordo di partenariato economico globale regionale insieme ad Australia, Cina, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud.

Tale partenariato è il più grande della storia, coprendo circa il 30% del PIL globale (26 trilioni di dollari) e il 30% della popolazione mondiale. L’accordo potrebbe aggiungere 186 miliardi di dollari all’economia globale e lo 0,2% al PIL dei suoi membri.

In base all’accordo, le tariffe verranno eliminate sul 92% delle merci nei prossimi 20 anni. Circa il 65% del settore dei servizi sarà aperto agli investitori stranieri, aumentando il tetto per la proprietà straniera in vari settori come servizi finanziari, telecomunicazioni e servizi professionali.

La potenza economica dell’ASEAN si esplicherà nei prossimi 10 anni anche attraverso lo sviluppo degli accordi commerciali sopracitati. Anche l’importanza strategica dei dieci Paesi facenti parte del blocco ASEAN è crescente, poiché ogni Paese rappresenta ormai un Hub per diversi settori del commercio. In pochi anni, l’ASEAN può rappresentare concretamente l’alternativa alla Cina, il nuovo centro della produzione e dei consumi e la porta di ingresso per sviluppare il proprio business in Asia e nel Pacifico.

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