Li Keqiang rassicura gli investitori sul futuro economico della Cina

Il primo ministro cinese, Li Keqiang, nei giorni scorsi, al World Economic Forum di Dalian, ha affermato che l’economia cinese sta continuando nel suo processo di stabilizzazione anche se restano difficoltà per quanto riguarda la crescita; tuttavia, ha escluso la possibilità che la svalutazione dello yuan di agosto possa innescare una guerra valutaria. Il premier ha voluto rassicurare i mercati sulla tenuta della Cina, spiegando che il governo cinese ha posto in essere misure al fine di stabilizzare il mercato e prevenire la diffusione dei rischi di sistema.

Il premier ha successivamente affrontato il tema della svalutazione dello yuan, la valuta cinese, che non è indirizzata a sostenere l’export cinese.La continua svalutazione dello yuan, ha affermato il premier, non porterebbe la valuta a internazionalizzarsi, ovvero a entrare nel paniere dei diritti speciali di prelievo del Fondo Monetario Internazionale. Durante il suo intervento al forum di Dalian, Li Keqiang ha poi parlato delle difficoltà di accesso al mercato interno da parte delle imprese straniere, spiegando che la Cina si impegnerà ancora a semplificare l’accesso al mercato per gli investitori stranieri e a proseguire lungo il cammino delle riforme del sistema finanziario e dell’innovazione a livello industriale.

Il premier Li lo ha poi dedicato spazio anche alla lotta all’inquinamento. La Cina, ha promesso il premier, si assumerà le proprie responsabilità nella lotta ai cambiamenti climatici e nella riduzione delle emissioni inquinanti. Il primo ministro cinese aveva lanciato lo scorso anno la “guerra all’inquinamento” e Pechino si è impegnata a novembre scorso a raggiungere il picco delle emissioni attorno al 2030 per poi scendere gradualmente, anche se alcuni studi compiuti da istituti stranieri ritengono possibile che il picco delle emissioni cinesi possa essere raggiunto prima, già nel 2025.

Le prospettive per l’economia nel breve periodo rimangono positive, nonostante le pressioni al ribasso a cui è sottoposta la crescita cinese, che alcuni economisti ritengono inferiore al 7% raggiunto nel primo semestre di quest’anno, secondo i dati ufficiali. Li Keqiang ha infine rivendicato alcuni risultati dell’attuale leadership, come il dato dei sette milioni i posti di lavoro urbani creati nella prima metà del 2015, l’aumento dei consumi interni e la proporzione crescente del settore dei servizi tra le voci del prodotto interno lordo. I servizi sono oggi al primo posto dopo avere superato per la prima volta il manifatturiero nel 2013.

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