L’America Latina registra una vistosa contrazione degli IDE nel 2014

Dopo un decennio di crescita costante, gli investimenti diretti esteri (IDE) in America Latina sono scesi nel 2014 a seguito dell’indebolimento dei prezzi delle materie prime.

E’ stato registrato un calo del 16% nel 2014, quantificabile in 159 bilioni di dollari; esso è stato il terzo calo annuale registrato negli ultimi 10 anni (gli investimenti diretti stranieri era già calati nel 2006 e nel 2009 rispetto agli anni precedenti di riferimento).

Tale calo così vistoso è causato in particolar modo dal Messico; infatti, il Sud America ha registrato un più modesto calo del 6,9% in investimenti diretti esteri, per circa 120 miliardi di dollari, 8,8 miliardi in meno rispetto al 2013. In America centrale il calo è stato solo dell’1,9% e nei Caraibi del 4,7%.

Il Brasile, nonostante un calo del 2,3% a partire dal 2013, ha ricevuto la più grande parte degli investimenti diretti esteri in America Latina con una quota pari al 43,9% de totale. Colombia e Perù hanno, diversamente, ricevuto investimenti diretti stranieri per una quota rispettivamente pari all’11,3% e al 5,3%.Il settore delle risorse naturali, continua ad essere quello più interessato dagli investimenti stranieri.

I cali più vistosi si sono registrati in Venezuela (88%), Bolivia (63%) e Argentina (41%), a causa dell’instabilità politica ed economica degli ultimi anni.

Il calo registrato in America Centrale è, invece, spiegato dal rallentamento dell’economia della Costa Rica e di Panama, che hanno registrato un rallentamento degli investimenti diretti stranieri intorno al 20%.

Per quanto concerne l’economia caraibica, la Repubblica Dominicana è l’unico Paese che ha registrato un aumento degli investimenti diretti stranieri (11%), mentre gli altri Paesi caraibici hanno registrato tutti cali più o meno importanti.

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