I temi caldi del World Economic Forum on ASEAN

L’1 e 2 giugno si è svolto a Kuala Lumpur il World Economic Forum on ASEAN, incontro che ha voluto ribadire gli obiettivi e i principi cardine su cui si fonda l’ASEAN e la propria comunità economica. Il World Economic Forum festeggia, in tale occasione, i 25 anni dalla sua formazione. In questo periodo, la regione ha realizzato grandi progressi, conclusi con il recente lancio della Comunità Economica dell’ASEAN (AEC). L’AEC dimostra l’aspirazione della regione ad eliminare gli ostacoli alla libera circolazione di beni, servizi e persone, migliorando la sostenibilità, le infrastrutture ei mezzi di sussistenza.

Tuttavia, mentre l’ASEAN sta confermando un importante sviluppo costante, si trova comunque ad affrontare anche molte sfide. Il contesto economico globale è diventato molto più complesso, dal rallentamento e riequilibrio della Cina alla normalizzazione della politica monetaria negli Stati Uniti, alle recessioni in molti mercati emergenti e al crollo delle materie prime. Altrettanto importanti sono le evoluzioni dell’architettura economica e geo-economia della regione, tra cui la Trans-Pacific Partnership. La rapida crescita delle economie del Sud-Est asiatico rinforza anche l’imperativo di garantire una crescita con uno scopo, dando all’inclusione sociale e alla tutela dell’ambiente la stessa priorità dello sviluppo economico. Il World Economic Forum è stato ideato come piattaforma ideale per favorire una maggiore collaborazione tra industria, governo e società civile, e per affrontare le sfide regionali.

Fin dalla propria nascita, l’ASEAN si è dimostrata più attenta alla situazione socio-politica che economica e anche in tale occasione ha ribadito l’importanza di tutelare i diritti umani in tutta regione, promuovendo l’identità regionale rispettando le culture locali. Tuttavia, considerato che l’ASEAN attualmente rappresenta la nuova potenziale locomotiva dell’economia mondiale, inevitabilmente dovrà occuparsi anche della sfera economica.

Con un bacino di consumatori in costante crescita ed una enorme forza lavoro relativamente giovane, l’ASEAN, in questo Forum, ha affermato la volontà di implementare l’architettura economica regionale attraverso accordi bilaterali e lo sviluppo di infrastrutture. Nonostante il deficit infrastrutturale, sono presenti diversi esempi di eccellenze locali in tale settore come Singapore, Malesia e Indonesia. Durante il Forum si è auspicata maggiore collaborazione tra i Paesi al fine di sviluppare, su tali modelli, nuove infrastrutture anche con il supporto di best practice straniere.

Altresì, è necessario garantire in tutta la regione una crescita sostenibile e omogenea e ciò è possibile sfruttando le nuove tecnologie; è dunque necessario varare politiche per sostenere la trasformazione digitale delle industrie, estendere la rete Internet a tutta la popolazione e creare dei sistemi di condivisione digitale per favorire la diffusione dell’e-commerce e della cultura.

Durante il Forum, infine, è intervenuto anche il Segretario generale di Amnesty International, Salil Shetty, che ha sottolineato che l’ASEAN può raggiungere uno sviluppo economico importante esclusivamente se presterà molta attenzione anche alla sfera dei diritti umani. Ciò riporta, dunque, ad uno dei temi caldi dell’incontro ovvero garantire una crescita inclusiva che permetta di creare una classe di lavoratori adeguata alle sfide che dovrà affrontare l’ASEAN nel prossimo futuro. Si è auspicato, inoltre, un maggior coinvolgimento delle donne nel mondo del lavoro al fine di garantire un più rapido sviluppo sia sociale che economico.

Il Forum ha, dunque, messo in evidenza l’ormai chiaro sviluppo economico che i Paesi ASEAN stanno attraversando; tuttavia, ci si è messi in guardia su temi che hanno, negli anni precedenti, rallentato economie emergenti come Cina e India. Si sta, infatti, ponendo sin da subito grande attenzione alla sostenibilità ambientale, alla tutela dei diritti umani e del diritto del lavoro oltre che a garantire una crescita omogenea che permetta uno sviluppo regionale inclusivo.

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