Le nuove opportunità offerte dal Green Business cinese

La necessità di assicurare un notevole abbassamento dell’inquinamento ed uno sfruttamento razionale delle risorse, ha condotto il Governo a prevedere un dispiegamento aggressivo di una serie di nuove tecnologie entro il 2030. In tali programmi sorgono numerose opportunità di business per le imprese straniere che operano in tale settore e nei settori correlati.

I primi obiettivi riguardano l’introduzione di veicoli elettrici e di sistemi di gestione dei rifiuti che permetterebbero alla Cina di ridurre la domanda di petrolio del 30-40%. Il Paese, inoltre, presenta la necessità di stabilizzare la domanda di carbone ai livelli attuali.

Tuttavia, tali obiettivi richiederanno notevoli investimenti di capitale. Per i prossimi due decenni, la Cina avrebbe bisogno di spendere tra i € 150.000.000.000 e i 200.000.000.000 € all’anno al fine di portare a compimento il progetto di riqualificazione dell’ambiente.

Attualmente in Cina è in atto una vera e propria Green Revolution che sta interessando numerosi settori come l’energetico, la gestione dei rifiuti, la progettazione di edifici con materiali non inquinanti (Green Building) e la diffusione di alimenti naturali (Green Food).

Alcune stime hanno evidenziato che gli sforzi attuali della Cina e le politiche recentemente attuate potrebbero ridurre l’intensità energetica del Paese del 17% ogni cinque anni. L’obiettivo del Governo è ridurre le emissioni di anidride carbonica al 14,5 miliardi di tonnellate entro il 2030 attraverso lo sviluppo di fonti di energia alternativa ed il recupero dei materiali di scarto. Inoltre, verranno costruiti edifici a basso consumo energetico che permetteranno di ridurre la necessità di importare energia del 30% e di importare carbone dell’85%.

Al fine di raggiungere questi risultati, il Governo dovrà compiere uno sforzo significativo, rispettando rigorosamente le politiche e fornendo incentivi per gli investimenti in grado di sviluppare la Green Revolution.

La Cina ha fissato obiettivi ambiziosi per migliorare la sua efficienza energetica tra i quali i) la costruzione di nuovi centrali nucleari, ii) la riforestazione delle zone a rischio desertificazione, iii) lo sviluppo di veicoli elettrici e iv) di macchinari industriali che monitorino e emissioni di fluoruro di carbonio.

 

Green Power

Al fine di sviluppare fonti di energia alternative, per sostituire l’utilizzo del carbone e del petrolio, la Cina sta favorendo la produzione e l’importazione di strumentazioni per sfruttare l’energia solare ed eolica. Entro il 2030, la Cina potrebbe generare l’8% della sua energia attraverso il solare e il 12% attraverso l’eolico e la quota di energia elettrica generata da energia nucleare potrebbe salire al 16% rispetto al 2% attuale; un ruolo fondamentale sarà, inoltre, affidato allo sviluppo di centrali idroelettriche che costituirà il 19% dell’energia elettrica fornita.

L’energia nucleare, così come l’energia idroelettrica e le altre fonti di energia rinnovabili, potrebbero collettivamente sostituire il carbone come fonte primaria energetica della Cina.

La Cina è il più grande esportatore al mondo di pannelli solari fotovoltaici, e si ritiene che tale primato sarà mantenuto anche nei prossimi anni. Il costo delle attrezzature utilizzate in Cina per la costruzione di impianti fotovoltaici diminuirà drasticamente entro il 2030 fino a quasi l’80% in meno. Inoltre, il miglioramento della tecnologia permetterà di ridurre i costi dell’energia solare a € 0,045 per chilowattora nel 2030, il che renderà l’energia solare più costosa rispetto al carbone solo del 50% più costoso di carbone, piuttosto che cinque volte come lo è attualmente.

Allo stesso modo, la Cina aumenterà la capacità di energia nucleare di 182 GW entro il 2030. La Cina produce il 70% delle attrezzature necessarie per gli impianti nucleari, e il costo di tali apparecchiature è in netto calo grazie alle nuove tecnologie introdotte dalle società straniere nell’ultimo anno. Qualora il Paese sviluppasse l’energia nucleare come progettato, le emissioni di carbonio potrebbero diminuire di 470 milioni di tonnellate, con un costo di € 3 per tonnellata.

 

Green Transport

L’inquinamento dovuto alle emissioni dei veicoli è relativamente minore rispetto alle altre fonti di inquinamento, tuttavia, tale scenario è destinato a cambiare: entro il 2030, è previsto che la Cina sarà il paese dove circoleranno più veicoli al mondo, superando nettamente gli Stati Uniti con oltre 330 milioni di unità in più. Il Governo cinese auspica l’immediato abbassamento dei prezzi dei motori a combustione interna al fine di poter essere installati nel maggior numero di veicoli circolanti possibile.

Per tali motivi la Cina ha, inoltre, favorito lo sviluppo di veicoli elettrici e quindi sta procedendo ad agevolare gli investimenti in tal senso. La Cina diventerà il leader mondiale in tale settore anche grazie all’apertura del proprio mercato a società straniere che sviluppano e producono componentistica ad alta tecnologia per veicoli elettrici o sistemi di riciclaggio delle batterie per automobili.

Il Governo si sta muovendo, pertanto, al fine di garantire nuovi investimenti per la costruzione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici con l’aiuto di società locali e straniere specializzate in tale settore.

 

Green Factory

Le industrie chimiche, dell’acciaio, del cemento, dell’estrazione del carbone e della gestione di rifiuti hanno un ruolo da protagoniste nell’economia industriale cinese. Tuttavia esse rappresentano circa un terzo del consumo totale energetico e il 44% delle emissioni di carbonio divenendo, pertanto, alcune delle principali fonti di inquinamento dell’aria e dell’acqua. La Cina sta affrontando tale situazione chiudendo stabilimenti che posseggono strumenti obsoleti ed inquinanti, fissando obiettivi di riduzione dei consumi energetici e sta adottando le best pratice a livello mondiale nella produzione. Per tali motivi il Governo cinese favorisce ed agevola le società straniere che producono strumenti di monitoraggio dei consumi e degli scarichi delle industrie nonché le società che producono apparecchiature e macchinari per la produzione a basso impatto ambientale.

La Cina ha ampie possibilità di ridurre le emissioni attraverso lo sfruttamento delle nuove tecnologie fornite in parte dalle società straniere; tale politica permetter una riduzione di 1,6 miliardi di tonnellate di emissioni di gas serra.

Al fine di vincere la sfida dell’implementazione di nuove tecnologie sono necessari importanti investimenti e, soprattutto, tecnici specializzati e ingegneri che attualmente scarseggiano in Cina a causa della mancanza di università di ingegneria adeguate e all’avanguardia. Per tale motivo il Governo cinese spesso richiede agli imprenditori stranieri di garantire dei corsi al fine di istruire gli ingegneri cinesi e di fornire loro le competenze necessarie.

 

Green Building

La rapida espansione economica ha generato un’altrettanta rapida urbanizzazione, poiché è necessario sviluppare abitazioni, uffici e centri commerciali per ospitare l’ingresso massiccio dei capitali stranieri. Negli ultimi anni il settore edilizio ha registrato emissioni per circa 1,1 miliardi di tonnellate di gas serra all’anno, cifra destinata a crescere e ad arrivare nel 2030 a 5,1 tonnellate. Al fine di affrontare tale problematica il Governo cinese promuove l’utilizzo di materiali e tecniche di costruzione a basso impatto ambientale, agevolando le società che producono e costruiscono secondo tali direttive. Inoltre, il Governo impone l’obbligo di costruire edifici che utilizzino sistemi di riscaldamento e di aria condizionata a basso consumo, evitando l’uso del carbone e favorendo lo sfruttamento del gas naturale. Il problema delle caldaie è molto attuale ed il Governo si sta impegnando nell’opera di sostituzione delle caldaie a carbone a favore di quelle a gas naturale, al fine di evitare i picchi di inquinamento atmosferico durante i periodi più freddi.

Al di là di questi sforzi governativi, le opportunità per le imprese comprendono la sostituzione di caldaie obsolete con caldaie altamente tecnologiche, la costruzione e la ristrutturazione di edifici con materiali a basso impatto ambientale e a risparmio energetico, come le finestre isolanti.

 

La riforestazione e l’agricoltura sostenibile

Il Governo cinese sta attualmente bloccando la maggior parte delle attività che hanno portato alla deforestazione e le foreste naturali coprono solo l’11% del territorio. I programmi governativi auspicano entro il 2016 una copertura forestale del 20% permettendo, inoltre, l’introduzione dell’agricoltura sostenibile e promuovendo l’utilizzo del metano derivante dagli scarti animali per il funzionamento dei riscaldamenti e dei fornelli delle abitazioni nelle zone rurali. Pertanto, sono agevolate le imprese locali e straniere che producono sistemi di irrigazione e di coltivazione a basso impatto ambientale e che monitorano il consumo idrico. A tali politiche se ne aggiunga una ulteriore riguardante la gestione del territorio e lo sfruttamento razionale dei pascoli, che si rivolge a società che producono materiali per la costruzione dei recinti e sistemi che controllano la desertificazione e l’utilizzo razionale delle risorse idriche. E’ previsto che tali politiche, entro il 2030, ridurrà le emissioni di 0.29 miliardi di tonnellate ogni anno.

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