Vietnam, le nuove restrizioni sugli investimenti stranieri

Negli ultimi anni gli investitori stranieri hanno investito pesantemente in Vietnam. Vicino alle catene di approvvigionamento globali, il Paese è infatti considerato una delle principali alternative alla produzione in Cina, dove i salari sono in costante aumento. Altri vantaggi principali del Vietnam sono la sua relativa stabilità politica e l’adesione alla Trans-Pacific Partnership.

L’ingresso del Vietnam nel WTO ha liberalizzato l’accesso al mercato per le imprese straniere. Ciononostante, occorre osservare che in alcuni settori gli investimenti esteri diretti continuano ad essere limitati.

A differenza di altri Paesi asiatici, come la Cina o alcuni degli altri Stati membri dell’ASEAN, il Vietnam non possiede una Negative List che elenca settori per cui gli investimenti esteri sono soggetti a restrizioni, o del tutto proibiti. Tuttavia, diversi settori nell’ambito dei servizi hanno restrizioni concernenti partecipazioni azionarie straniere.

Ciononostante, con l’entrata in vigore della nuova Legge sugli Investimenti e della Legge sulle Imprese nel luglio 2015, il Paese si sta muovendo nella direzione di un sistema simile a quello della Negative List. Le due leggi, insieme con altre norme e regolamenti, creano di fatto liste di settori “vincolati”. Qualora si investa in tali settori, il Governo esamina la proposta di investimento e può imporre requisiti aggiuntivi.

Preliminarmente alla disamina di tali settore, occorre osservare che per costituire una società in Vietnam, l’investitore straniero necessita di ottenere un Certificato di Investimento da parte del governo locale. Quando l’investitore presentava la domanda per ottenere tale certificato, era necessario seguire una delle due procedure previste.

La “procedura di valutazione” veniva utilizzata qualora un investimento riguardasse uno dei settori vincolati o nel caso in cui l’importo dell’investimento superasse i VND 300 miliardi (approssimativamente pari a 13,160,000 di dollari). Tale procedura, che coinvolgeva sia il governo provinciale sia quello centrale, comportava un dispendio di tempo (e costi) maggiore rispetto alla seconda.

In tutti gli altri casi, infatti, veniva effettuata la cd. “procedura di registrazione”. Si trattava di una procedura meno lunga e complessa che non coinvolgeva il Governo centrale, ma includeva un controllo sulla fattibilità dell’investimento.

Con il varo della Legge sugli Investimenti, tale distinzione tra le due procedure viene rimossa ma, attualmente, diversi tipi di investimento hanno bisogno di una decisione da parte dell’ufficio del Primo Ministro. Questi includono:

Investimenti superiori a VND 5 bilioni;
Progetti che richiedono il trasferimento di oltre 10.000 persone negli altopiani, o 20.000 in altre zone del Paese;
Costruzione e gestione di porti e aeroporti;
Trasporto aereo;
Gioco d’azzardo;
Esplorazione petrolifera, estrazione e raffineria;
Produzione di sigarette;
Sviluppo delle infrastrutture nei Parchi Industriali;
Costruzione e gestione di campi da golf;
Investimenti esteri nei trasporti marittimi, nelle telecomunicazioni, nel rimboschimento, nel giornalismo, nell’editoria e nella costituzione di società a capitate totalmente straniero riguardanti scienza e tecnologia.
Tuttavia, l’elenco dei settori vincolati rimane distinto da quelli sopra menzionati. Infatti, se anche non ci sono più procedure differenti per gli investimenti in questi settori, potrebbero ancora essere richiesti requisiti supplementari da parte del governo vietnamita. La Legge sugli Investimenti prevede oltre 250 settori vincolati. Tra questi, i servizi finanziari e professionali, il commercio di e l’esplorazione per energia e minerali, alcuni tipi di istruzione, il funzionamento di porti, ferrovie e aeroporti, costruzione, commercio di dispositivi medici e i rilevamenti territoriali.

Come previsto dal suo accordo con il WTO, al Vietnam è permesso limitare o chiudere l’accesso ad alcuni settori da parte di investitori stranieri.

Restrizioni di capitale si applicano ai seguenti settori:

Pubblicità;
Servizi di spedizione;
Riparazione e manutenzione di attrezzature (ad esclusione delle navi);
Agenzie di viaggio e tour operator;
Produzione, distribuzione e proiezione cinematografica;
Servizi connessi alle attività estrattive e manifatturiere;
Servizi di telecomunicazione;
Distribuzione;
Istruzione;
Giochi elettronici;
Trasporto marittimo, movimentazione dei container e servizi connessi;
Trasporti stradali e ferroviari;
Manutenzione e riparazione di velivoli.
La chiusura di determinati settori agli investitori stranieri è prevista specificamente dall’accordo con il WTO. Tra questi, è compresa la fornitura di servizi legali e di architettura da parte di persone fisiche. Per le attività alberghiere e di ristorazione gestite da stranieri, è necessario che sia il soggetto estero a costruire, ristrutturare o acquistare i locali.

Infine, con la nuova Legge sugli Investimenti, il numero di settori completamente vietati dalla legislazione nazionale è stato ridotto da cinquantuno a sei. Questi sono:

Traffico di sostanze stupefacenti;
Commercio di sostanze chimiche e minerali pericolose;
Commercio di flora e fauna in via di estinzione;
Prostituzione;
Traffico di esseri umani, il commercio di tessuti umani e di organi;
Clonazione umana.

 

Fonte: Vietnam Briefing

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