Varato il nuovo piano quinquennale cinese per il periodo 2016-2020: ecco gli scenari

Il 29 ottobre scorso il Comitato Centrale del partito comunista cinese (PCC) ha studiato, elaborato e varato le principali linee-guida del tredicesimo piano quinquennale cinese (2016-2020).

Il Piano 2016-2020 è importante perché è il primo da quando Xi Jinping è divenuto segretario del Partito e Presidente della Repubblica, e sostanzialmente segnerà tutta la sua Presidenza. Proprio il segretario ha affermato che il tasso di crescita fissato al 6,5% annuo è necessario al fine di realizzare entro il 2020 l’obiettivo del raddoppio del prodotto interno lordo rispetto ai volumi del 2010. Inoltre, il documento si focalizza sugli sforzi del Governo al fine di far includere lo yuan tra le valute di riserva del Fondo Monetario, agevolando dunque la piena convertibilità della valuta. Per Xi la Cina ha il potenziale adeguato per raggiungere gli obiettivi di riduzione della povertà contenuti nel documento oltre a fornire assistenza sociale generalizzata.  Uno sforzo che, secondo le ultime stime ufficiali dello scorso anno, comprenderà l’aumento del reddito per 70,17 milioni di cittadini cinesi che vivono nella fascia della povertà nelle aree rurali del Paese.

L’aggregato economico della Cina, seconda potenza mondiale, si basa su un prodotto interno lordo pro capite di circa 7.800 dollari per una popolazione di un miliardo e 300 milioni di persone. Il terziario ormai è il secondo settore, il tasso di urbanizzazione ha superato il 55%, diverse scoperte scientifiche hanno portato la Cina a incassare grandi successi. Tuttavia, l’innovazione non è ancora sufficiente, c’è molta sovracapacità nei settori produttivi. Il divario di reddito pesa, l’invecchiamento della popolazione pure. E’ necessario approfondire la riforma fiscale, adattarsi a moderare il rafforzamento dei poteri centrali e le responsabilità di spesa. Accelerare le riforme finanziarie, migliorare l’efficienza dell’economia reale e dei servizi finanziari.

Se la riforma dei mercati occupa un ruolo importante nel nuovo piano, un capitolo a parte riguarda il welfare. La Cina ha la necessità di migliorare il sistema di assicurazione sociale e renderlo accessibile a tutti. Tuttavia, deve anche garantire la sostenibilità dei trattamenti delle società future. Introdurre la politica di progressivo aumento dell’età pensionabile. Garantire il miglioramento dei conti personali e le spese ambulatoriali complessive. Incoraggiare le forze sociali a istituire servizi sanitari, promuovendo ospedali privati senza scopo di lucro e a parità di trattamento in ospedali pubblici. A tal proposito, la regola del figlio unico è stata abolita. La misura è stata giustificata con la necessità di riempire un gap demografico che potrebbe creare un deficit di forza lavoro cinese nei prossimi anni.

Molti accademici nutrono, tuttavia, dubbi sulla sua efficacia, almeno nel periodo coperto dal Piano, certo è che le valutazioni dell’impatto economico in termini di aumento di consumi sono molto interessanti. Liang Jianzhang, professore di economia alla Peking University (da China Daily) stima 2,5 milioni di neonati in più per anno a cui corrisponderebbero 11,8 miliardi di dollari in più di consumi.

Il punto fondamentale del piano è, altresì, migliorare la qualità della crescita economica: la Cina non deve più essere la “fabbrica del mondo”, l’industria cinese deve, diversamente, crescere di qualità basandosi sull’innovazione e continuando a puntare sulla green economy. Dovranno crescere i consumi interni e quindi la crescita del reddito pro capite e il miglioramento del welfare. Occorre osservare che anche in questo piano, come nel precedente, il Governo si è prefissato l’obiettivo di assicurare una economia sostenibile dal punto di vista ambientale.

In tale contesto il ruolo del Ministero dell’Ambiente continua a crescere. Il piano prevede che avrà una funzione di controllo sui governi Locali e che i governanti ed i funzionari locali saranno ritenuti “accountable”, responsabili, per i danni ambientali prodotti negli ambiti territoriali loro affidati.

Sotto il profilo ambientale, tra le novità del plenum c’è anche la nascita del Green Development Fund per “promuovere la produzione pulita e lo sviluppo sostenibile”. Nei prossimi cinque anni, la Cina sarà impegnata nella promozione dello sviluppo sostenibile, a basso tasso di utilizzo del carbone al fine di favorire il risparmio energetico. Il Comitato Centrale del PCC prevede, altresì, l’introduzione di misure che serviranno a sviluppare l’innovazione tecnologica delle aziende. “La Cina avanzerà verso la rivoluzione energetica”, spiega il comunicato finale del plenum, con un attenzione maggiore alle fonti rinnovabili e uno sviluppo efficiente e sicuro dell’energia nucleare. Ulteriori aperture a gruppi privati sono previste anche nel settore delle energie non convenzionali, come lo shale gas e il metano coal-bed, su cui Pechino conta per replicare in chiave nazionale il successo statunitense nello sviluppo di queste fonti di energia.

In chiave anti-inquinamento è previsto l’aumento di mezzi pubblici elettrici e la promozione tra i consumatori di mezzi elettrici privati per incoraggiare uno stile di vita sostenibile. Le industrie ad alto impatto ambientale, come le acciaierie, i cementifici, l’industria chimica e quella dei materiali per l’edilizia, saranno, diversamente, soggette a maggiori controlli sulle emissioni inquinanti. Assieme allo sviluppo di energie pulite, per sviluppare una Cina verde è prevista anche una riforma dei sistemi dell’agricoltura, che vede al certo il sistema di rotazione delle coltivazioni e un piano pilota per la bonifica delle terre agricole che hanno subito danni ambientali causati dall’inquinamento del suolo e delle falde acquifere. La Cina aveva svelato per la prima volta lo scorso anno la percentuale di suoli inquinati da sostanze non organiche sul proprio territorio, equivalenti a circa un quinto (il 19%) di tutte le terre destinate a uso agricolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Follow by Email
Facebook
Google+
http://www.paesiemergenti.com/varato-il-nuovo-piano-quinquennale-cinese-per-il-periodo-2016-2020-ecco-gli-scenari">
Twitter
LinkedIn