Trade War Cina-USA: la Cina pubblica la nuova bozza della Legge sugli investimenti stranieri

Recentemente, il Governo cinese ha pubblicato la nuova bozza della Legge sugli investimenti stranieri ed ora è al vaglio dei commenti e dell’ispezione pubblica. La nuova bozza indica, chiaramente, la volontà di aprire ulteriormente il proprio mercato alle imprese straniere, affronta le perplessità e le difficoltà sollevate dagli investitori stranieri negli ultimi anni.

Non è casuale il fatto che tale bozza sia stata rilasciata durante l’aspra guerra commerciale con gli USA e ci si aspetta che, la nuova Legge sugli investimenti stranieri, allevi alcuni di questi problemi.

I punti chiave del progetto prevedono:

  • divieto assoluto per le amministrazione di utilizzare qualsiasi mezzo amministrativo per costringere le imprese straniere a trasferire la loro tecnologia;
  • diritto per gli investitori stranieri al medesimo trattamento e all’accesso al mercato al pari delle controparti nazionali, ad eccezione dei settori esclusi specificati nell’elenco degli investimenti negati agli stranieri dal Governo;
  • diritto di rappresaglia commerciale della Cina contro i Paesi che discriminano gli investimenti cinesi con misure ostative.

Tale bozza è accompagnata anche da una revisione sulla Legge sui brevetti che affronta, in modo analogo, le questioni prioritarie per le imprese straniere in materia di protezione dei diritti di proprietà intellettuale. Il tema della proprietà intellettuale, in Cina, è da sempre stato una delle criticità che gli investitori stranieri hanno sottoposto alle camere di commercio dei propri Paesi.

I punti chiave del nuovo progetto di legge sulla tutela dei brevetti includono:

  • sanzioni più severe per le violazioni;
  • la registrazione di un brevetto avrà una durata di 15 anni,contro i 10 anni attuali;
  • lo spostamento dell’onere della prova nei confronti del convenuto nell’ambito del dovere di cooperare per fornire informazioni pertinenti.

Entrambe le bozze esprimono la volontà del Governo cinese di ancora maggiore apertura verso gli investimenti stranieri. Per alcuni esperti, tuttavia, più che di una volontà del Governo si tratta di una scelta forzata imposta dalla guerra commerciale con gli Stati Uniti.

La nuova bozza di legge sugli investimenti esteri, altresì, non è l’unica concessione che la Cina ha rivolto agli investimenti esteri. Recentemente, il Governo cinese ha allentato le normative delle sue zone franche, estendendole anche al mercato locale. La Cina ha anche ridotto le tariffe per un gran numero di prodotti e, settori che in precedenza erano preclusi agli investitori stranieri, oggi sono aperti al 100%.

Certamente, oltre all’auspicio che questa guerra commerciale termini il più presto possibile, da un punto di vista normativo la Cina sta compiendo diversi sforzi per rendere il proprio mercato ancor più accessibile. Tale situazione è servita al Governo cinese per interrogarsi sulle difficoltà che riscontrano le imprese straniere nell’approcciarsi al proprio mercato e ciò è da considerarsi sicuramente fondamentale per un Paese che vuole mantenersi attrattivo nel mercato internazionale.

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