Singapore, l’innovazione del settore finanziario parte da qui

Nel 1965, ottenuta l’indipendenza, Singapore era considerato uno Stato destinato a soccombere in quanto piccolo e privo di risorse. Oggi, dove il rischio di default attanaglia Stati nettamente più grandi e ricchi di risorse in diversi settori, Singapore è diventato il principale hub finanziario asiatico facendo concorrenza a New York, Tokyo e Hong Kong. In un Paese dove le materie prime e l’agricoltura scarseggiano, si è deciso di puntare sin da subito sull’industria dei servizi, in particolar modo sul settore finanziario affrontando nuove sfide e rapidi processi digitali, applicando tecnologie blockchain e 5G al fine di divenire rapidamente l’hub mondiale del FinTech (tecnologica finanziaria).

Il FinTech, ha registrato una rapida crescita negli ultimi anni in tutto il mondo. Oltre a combinare servizi finanziari tradizionali con soluzioni tecnologiche, tale settore riunisce sotto un unico tetto anche l’e-commerce, i fornitori di servizi infrastrutturali e le società di telecomunicazioni. Mentre gli altri Paesi asiatici preferivano sfruttare le proprie risorse destinando esigui investimenti al FinTech, gli investimenti a Singapore in tale settore hanno raggiunto, nel 2018, il nuovo massimo storico a 365 milioni di dollari. Al fine di comprendere la crescente volontà di Singapore di puntare sul FinTech, basti pensare che l’investimento nel 2014 è stato di circa 21 milioni di dollari, mentre nel 2017 era passato già a 229,10 milioni.

Questa rapida crescita è dovuta in particolar modo all’eccellente contesto che Singapore offre al settore Fintech. Oltre ad un alto reddito pro capite e ad infrastrutture all’avanguardia, il Paese offre anche una rete in fibra ottica ad altissima velocità, che ha condotto Singapore al primo posto nella classifica mondiale delle connessioni a banda larga più veloci del 2018. Inoltre, la crescita del settore Fintech è facilitata da varie iniziative politiche e incentivi fiscali che hanno creato un business environment nettamente favorevole.

Sebbene a Singapore non esistano normative specifiche per il settore Fintech, diversi servizi finanziari forniti da società Fintech sono normati in diverse leggi del settore bancario. Le società che intendono investire in tale settore, infatti, esaminano dapprima se i loro servizi rientrano in uno degli attuali sistemi normativi esistenti. Responsabile della supervisione delle società Fintech è l’Autorità monetaria di Singapore che, negli ultimi anni, ha aiutato le aziende Fintech a testare le promettenti innovazioni proposte sul mercato.

Un esempio su tutti è certamente la cosiddetta “sandbox”, uno strumento che consente alle aziende Fintech di sperimentare prodotti e servizi finanziari innovativi, per un certo periodo di tempo, in un ambiente controllato. I principali vantaggi sono la facilità delle condizioni legali e normative durante il tempo della sandbox e la protezione in caso di fallimento della sperimentazione. Le aziende che desiderano candidarsi per la sandbox devono obbligatoriamente utilizzare tecnologie nuove o emergenti od utilizzare le tecnologie esistenti in modo innovativo. La candidatura viene esaminata dall’Autorità monetaria di Singapore e, al completamento della “fase sandbox”, qualsiasi agevolazione fiscale e normativa viene revocata e le aziende dovranno rispettare pienamente tutti i requisiti normativi previsti al di fuori della sandbox.

Oltre a ciò, la Banca Centrale di Singapore, a partire dal 2017, ha cominciato a varare diverse iniziative per supportare le società Fintech. E’ stato siglato, recentemente, un interessante accordo di cooperazione con il Massachusetts Institute of Technology (MIT), insieme ad altri accordi con altre istituzioni degli Stati Uniti, del Sud America, della Corea del Sud e dell’Australia. Inoltre, è previsto lo sviluppo di una piattaforma transfrontaliera per il finanziamento commerciale utilizzando tecnologie blockchain.

Nel 2017, è stato creato un edificio di circa 100.000 metri quadrati, denominato 80RR FinTech Hub SG, nel cuore del quartiere degli affari di Singapore. In due anni ha già ospitato numerose aziende locali e straniere, insieme a nuove start-up. L’edificio è completamente destinato allo sviluppo del Fintech ed è fornito di tutte le migliori tecnologie utili allo sviluppo di start-up e di altre società Fintech.

Tuttavia, ciò che ostacola ripetutamente lo sviluppo e l’implementazione del Fintech, specialmente nei Paesi europei, sono le preoccupazioni degli utenti legate alla sicurezza di tali soluzioni a tecnologia avanzata. Gli esperti vedono una soluzione a tale problema nello sviluppo di sistemi blockchains. La tecnologia blockchain è stata originariamente sviluppata per archiviare e inviare il Bitcoin. Con lo sviluppo della tecnologia, tuttavia, si è anche affermata in tutto il mondo per altri scopi, in particolare come mezzo per garantire la sicurezza informatica. Le blockchains sono database decentralizzati, spesso definiti registri digitali, che raggruppano un elenco continuo di record di dati utilizzando la crittografia. La particolarità di questa nuova tecnologia è la possibilità di memorizzare e gestire informazioni di qualsiasi tipo, piuttosto che su un server centrale, su vari computer, simile ad un database accessibile al pubblico.

È proprio tale particolare caratteristica che consente di aumentare la sicurezza informatica. Pubblicando ogni transazione, compresi anche i più piccoli dettagli, viene garantita un’enorme trasparenza tra i partner della transazione, offrendo a tutte le parti interessate un elevato livello di sicurezza e una migliore protezione dagli attacchi degli hacker.

A tal proposito, nel 2016, la Global eTrade Services (GeTS), una sussidiaria di CrimsonLogic, ha lanciato l’Open Trade Blockchain (OTB), la prima blockchain transfrontaliera al mondo per il commercio tra l’ASEAN e la Nuova Via della seta digitale cinese. Con l’aiuto delle blockchain, il commercio globale può diventare più efficiente, sicuro e trasparente e tutti i settori che dipendono dalla sicurezza informatica e dalla trasparenza possono certamente beneficiarne.

Con l’imponente sviluppo del FinTech, Singapore diventa ancor di più un ambiente attraente per la crescita e l’innovazione, sia per le aziende locali che per quelle internazionali. La metropoli finanziaria funge anche da gateway per i mercati asiatici, in particolare per gli Stati dell’ASEAN. Ad esempio, la società Grab, che è stata fondata a Singapore e offre servizi di carpooling, servizi di consegna e servizi di logistica tramite un’app, sta godendo di una crescente popolarità in alcuni paesi del sud-est asiatico come Vietnam, Indonesia, Malesia, Thailandia, Myanmar e Cambogia.
Tali mercati, tuttavia, hanno settori Fintech molto sottosviluppati, che offrono importanti opportunità per le società straniere. L’intera regione dell’ASEAN ha una popolazione di oltre 625 milioni di persone, molto più grande dell’UE con 504 milioni e degli USA con 319 milioni. Secondo le statistiche di Fintech Global, Singapore ha sostituito Hong Kong come principale hub Fintech in Asia già nel 2015 ed è stata in grado di attirare il 1200% di investimenti in più rispetto ad Hong Kong solo nella prima metà del 2018. Ciò è dovuto in parte anche al diverso sistema normativo dei due Stati, molto più complesso ad Hong Kong per via dell’influenza cinese.

Singapore, dunque, vuole affermarsi come la Nazione più verde e tecnologica del mondo. Già oggi, la piccola città-stato, che i suoi abitanti banalmente chiamano “Il piccolo punto rosso”, viene sempre più considerata la città del futuro. Effettivamente, con i numerosi incentivi ed un business environment attraente, la città offre straordinarie opportunità per diventare il paradiso globale del Fintech.

 

 

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