Singapore, il nuovo hub commerciale per Unione Europea e Cina

Il 19 ottobre 2018, l’Unione Europea e Singapore hanno firmato un patto di libero scambio (EUSFTA) al fine di approfondire le relazioni economiche già esistenti. Insieme a tale accordo, sono state firmate altre due intese: l’accordo UE-Singapore per la protezione degli investimenti (EUSIPA) e l’accordo di partenariato e cooperazione (ESPCA). I patti commerciali rappresentano il forte impegno di entrambe le parti verso il libero scambio, in un momento di crescente protezionismo, ed è anche visto come il preludio di un futuro accordo di libero scambio tra l’UE e l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN).

Gli accordi saranno approvati dal Parlamento europeo e ratificati dai parlamenti nazionali dei singoli Stati membri. Entreranno in vigore prima l’EUSFTA e l’EUSIPA ed il processo dovrebbe richiedere dai due ai tre anni per il completamento.

Attualmente, Singapore è il 14° partner commerciale dell’UE per beni e il quarto per servizi. Per Singapore, l’UE è il secondo partner commerciale per i beni e il più grande per i servizi. Le oltre 10.000 società europee che utilizzano Singapore come hub per il Sud-Est asiatico trarranno grandi benefici dall’accordo. Occorre osservare, inoltre, che, a parte il Vietnam, Singapore è l’unico altro partner dell’ASEAN a firmare un accordo di libero scambio con l’UE.

Nel 2017 l’UE ha esportato merci verso Singapore per oltre 33 miliardi di euro, mentre ha importato merci per circa 20 miliardi di euro. Ciò ha comportato un saldo commerciale positivo per l’UE di circa 13 miliardi di euro. Per quanto riguarda i servizi, l’UE ha esportato tanto quanto ha importato da Singapore circa 20 miliardi di euro.

Allo stesso tempo, gli investimenti diretti esteri (IDE) svolgono un ruolo importante nelle relazioni economiche tra Singapore e l’UE. Nel 2016, le aziende europee hanno investito oltre 167 miliardi di euro nell’economia di Singapore, ricevendone 87 miliardi. Il volume degli scambi tra le due regioni e la quantità di IDE reciproci rende Singapore un attore chiave per l’attività commerciale dell’UE in Asia.

Andando più nel dettaglio degli accordi, l’UE ha accettato di azzerare le proprie tariffe entro 5 anni dall’entrata in vigore della EUSFTA, riducendo il più presto possibile il 75% delle linee tariffarie allo 0% e le restanti linee tariffarie entro 3-5 anni. Rimarranno solo alcune tariffe riguardanti in particolare i prodotti agricoli. Singapore, invece, già ha autorizzato l’esenzione doganale per il 99% delle merci provenienti dall’UE.

L’accordo mira inoltre a rafforzare la cooperazione attraverso un’armonizzazione delle normative al fine di ridurre gli ostacoli burocratici che rallentano gli scambi commerciali. Inoltre, sono contenute norme specifiche riguardanti la sicurezza alimentare e la richiesta, da parte dell’UE, di una maggiore trasparenza sui prezzi dei farmaci. Infine, il settore della green economy come i prodotti nazionali in entrambe le regioni nell’ambito dell’accordo.

Per quanto concerne i servizi, l’UE e Singapore hanno predisposto un elenco di servizi aperti alla concorrenza dei Paesi parti dell’accordo. In questo elenco sono contenuti 12 settori che contengono oltre 160 microsettori. Si tratta prevalentemente di servizi finanziari, servizi professionali, servizi informatici, ricerca e sviluppo, servizi commerciali, servizi di telecomunicazione, servizi ambientali e servizi turistici.

Anche il servizio postale è aperto alla concorrenza, nonostante sia un settore per lo più protetto dagli Stati. Per quanto riguarda l’e-commerce, le parti hanno concordato una maggiore cooperazione nonché evitare di imporre restrizioni e regolamenti inutili, mantenendo il libero flusso di informazioni secondo gli standard internazionali di protezione dei dati.

Tali accordi sono stati visti come un modo per rilanciare i negoziati sospesi sull’accordo di libero scambio tra UE e ASEAN. I colloqui su tale accordo sono iniziati nel 2007 e si sono conclusi nel 2009 a causa delle difficoltà nel definire standard tra i paesi dell’ASEAN. Da quel momento l’UE ha cercato di concludere accordi di libero scambio bilaterali come mezzo per arrivare a negoziare un accordo di libero scambio con l’intera regione dell’ASEAN. Gli accordi di libero scambio recentemente conclusi con il Vietnam e Singapore segnano un passo importante verso un accordo di libero scambio comune tra l’UE e l’ASEAN per il prossimo futuro.

Qualche settimana dopo aver siglato i suddetti accordi con l’UE, Singapore ha firmato un aggiornamento dell’accordo bilaterale di libero scambio con la Cina (ALS). Il primo ministro cinese Li Keqiang e il primo ministro di Singapore Lee Hsien Loong hanno infatti firmato il rinnovo dell’Accordo di libero scambio Cina-Singapore 2009 (CSFTA) il 12 novembre 2018.

Il CSFTA aggiornato dovrebbe accelerare gli scambi e gli investimenti tra i due Paesi con un più ampio accesso per le aziende di Singapore nel mercato cinese. Il CSFTA aggiornato entrerà in vigore una volta completate le procedure burocratiche interne in entrambi i Paesi.

Ricordiamo che il CSFTA è stato il primo accordo di libero scambio globale firmato dalla Cina con un altro paese asiatico e si concentra in gran parte sulla liberalizzazione degli scambi di merci.

Il CSFTA elimina tariffe fino al 95% su tutte le esportazioni singaporiane in Cina.Oltre a questo, gli investitori di Singapore hanno un accesso preferenziale per investire nel sistema sanitario cinese, compresa la libera circolazione di diversi tipi di professionisti .
Per la Cina, invece, il CSFTA ha eliminato le tariffe su tutte le esportazioni cinesi verso Singapore. Mentre la maggior parte dei settori era già esente da dazi per la Cina, alcune industrie, come i produttori di birra, hanno guadagnato molto dall’accordo. Alla Cina è stato garantito inoltre un maggiore accesso agli investimenti nel settore dell’istruzione di Singapore.

Il nuovo CSTFA si concentra principalmente sugli investimenti. Attua specifiche disposizioni per investitori come quelle relative al rimborso delle tasse, al trattamento minimo e alle clausole di trasferimento. Nell’accordo è anche incluso un più solido meccanismo di risoluzione delle controversie tra investitori e Stato.

E’ stato inserito anche un impegno congiunto sull’e-commerce al fine di sviluppare un ambiente normativo internazionale. Entrambe le parti hanno concordato, infatti, diversi aspetti tecnici dell’e-commerce come l’autenticazione elettronica e la protezione dei consumatori digitali.

Fondamentale nell’accordo è anche il capitolo sull’ambiente che garantisce una cooperazione più profonda tra i due Stati nei rispettivi campi. Inoltre, contiene disposizioni specifiche per evitare il ridimensionamento delle norme ambientali per motivazioni commerciali.

In conclusione occorre ricordare che la Cina è il principale partner commerciale di Singapore, con scambi bilaterali per 137,1 miliardi di dollari nel 2017. La Cina è anche la destinazione principale per gli investimenti esteri provenienti da Singapore, mentre la Cina ha incrementato gli investimenti a Singapore con lo sviluppo della Belt and Road Initiative.
Il CSFTA aggiornato, infine, estende la cooperazione bilaterale anche al settore dei servizi, che è molto importante per Singapore in quanto ha contribuito per oltre il 70% del PIL del Paese nel 2017.

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