Pillole dall’ASEAN: le ultime da Filippine e Myanmar

Il Governo delle Filippine sta per completare la ratifica dell’accordo di libero scambi con le quattro nazioni europee che fanno parte dell’accordo EFTA (European Free Trade Association). I quattro paesi coinvolti sono Svizzera, Islanda, Liechtenstein e Norvegia. L’accordo è pronto per essere approvato dal Dipartimento per gli affari esteri e sarà successivamente inviato al Senato per la ratifica. L’accordo rientra nella strategia “dei tre pilastri” varata dalle Filippine tesa ad ampliare e rafforzare il suo accesso in Europa, considerata tra i principali clienti del paese asiatico.

Gli scambi commerciali tra i quattro Stati dell’accordo e le Filippine ha mantenuto un valore stabile che si aggira intorno agli 850 milioni di dollari nel 2015. La zona di libero scambio che verrà creata prevede l’abolizione di tutti i dazi doganali sui prodotti industriali, nonché sui prodotti ittici provenienti dalle Filippine. A sua volta, le Filippine gradualmente elimineranno i dazi doganali sui prodotti industriali e sui prodotti ittici provenienti del mare degli Stati EFTA per un periodo di almeno 10 anni. Tale accordo rappresenta il primo step verso un accordo totale di libero scambio tra Filippine e Unione Europea.

 

Il settore retail del Myanmar, dopo la revoca delle sanzioni inflitte dagli USA, sta registrando una netta crescita grazie agli investimenti stranieri. La revoca ufficiale delle restrizioni è stata formalizzata il 7 ottobre e ciò ha immediatamente restituito proprietà sequestrate al governo birmano, eliminando anche varie restrizioni finanziarie che ostacolavano gli investimenti. Esportatori e produttori saranno i principali beneficiari e il commercio al dettaglio si svilupperà attraverso diverse forme di collaborazione fra marchi occidentali e partner locali.

Con l’allentamento delle restrizioni, i partner locali saranno agevolati nel trovare aziende internazionali intenzionate ad investire nel paese e, secondo gli analisti, assisteremo a diverse due diligence. Diversi marchi sono già entrati nel mercato negli ultimi anni, tra cui KFC, Pizza Hut e Gloria Jean caffè e la società di vendita al dettaglio giapponese Aeon. Quest’ultima è stata fra le prime società straniere ad aprire negozi, soprattutto a Yangon e Mandalay. Tuttavia, per la creazione di veri e proprio centri commerciali ci vorrà ancora del tempo, in linea con i nuovi piani di urbanizzazione delle grandi città birmane.

 

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