Perù, nuova destinazione degli investimenti stranieri in Sud America

Sono in totale 229 i progetti di investimento confermati per il biennio 2016-2018, per un valore stimato di 33 miliardi di dollari, stando a dati del Banco Central de Reserva peruviano; di questi, 34 corrispondono al settore minerario per circa dieci miliardi di dollari, 18 a quello degli idrocarburi (5 miliardi di dollari), altri 34 all’energia e a seguire infrastrutture, industria e altri settori.

Nel settore minerario, spiccano il progetto di ampliamento di Toquepala, a carico di Southern Perú Corporation, i miglioramenti previsti per il sistema produttivo di Toromocho, a carico di Aluminium Corporation Of China (Chinalco), l’ampliamento della miniera Marcona (Shougang Corporation) e il progetto Tambomayo (Compañía de Minas Buenaventura).

Il settore minerario peruviano, ha osservato il presidente del direttorio del Banco, Julio Velarde, mostra alti tassi di crescita dal secondo trimestre del 2015 ed ha nettamente accelerato negli ultimi mesi; allo stesso modo, anche la produzione di elettricità continua a mostrare alti tassi di crescita, legata in parte all’aumento della domanda del settore minerario.

L’indice di rischio Paese a marzo di quest’anno è stato il più basso di tutta l’America Latina, 170 punti, meno che Messico; Brasile e Colombia. Il PIL è fra i più alti della regione, considerando il momento storico, dove l’economia statunitense sta affilando l’arma più poderosa che ha, il dollaro, per poter mangiare mercato ai concorrenti di materie prime, fra cui il petrolio, come l’America del centrosud o ai Paesi asiatici come il Giappone, la Corea del Sud, l’India e la Cina, che dal Perù non sono molto distanti, almeno per quanto riguarda investimenti e connessioni culturali. L’indice di sviluppo umano (IDH) del Paese è alto, considerando la qualità e la durata della vita e l’educazione.

Il Perù è un Paese stabile e mediamente conservatore ed ha seguito in questi anni una politica liberista continuando a camminare nel solco politico-economico tracciato dal passato governo di Alejandro Toledo.

Tuttavia, il costo per gli investitori stranieri risulta più alto rispetto a Paesi concorrenti come Cile o Colombia. Esiste ancora una netta divisione di classe, anche se la classe media è sempre più ampia (ci sono otto milioni di carte di credito in circolazione su trenta milioni di abitanti) e ha generato fino ad oggi un mercato di consumi molto estenso, dai servizi di bellezza femminile e maschile, all’arredamento e artigianato, alle auto di media e alta gamma, fino ad alcuni prodotti del mercato di lusso, che prima erano appannaggio solo della piccola ma influente classe di ricchi. Un paniere di consumi che ogni anno si va facendo sempre più dettagliato e grande, dove i consumatori diventano sempre più esigenti, perfezionisti e si abituano alle grandi marche internazionali, che hanno già invaso le più grandi città del Paese, accompagnate dalle piccole e grandi marche nazionali che hanno visto crescere notevolmente le proprie utilità negli ultimi cinque anni, anche grazie a forti investimenti stranieri, in particolar modo cileni. Un’importante nota negativa è il mercato nero e la corruzione pubblica, che è ancora un grosso problema per il Governo e per il settore privato formale che paga i propri contributi. La corruzione è proprio uno di quei fattori che hanno fatto balzare il Perù in una posizione intermedia, al posto 65 su 144, nell’indice di competitività globale del WEF (World Economic Forum). Per ultimo la Borsa di Valori di Lima, che sta ancora aspettando una riforma che le permetta di poter competere con i mercati internazionali, che proprio adesso non sta passando un buon momento, a causa dell’aumento valutario del dollaro.

 

Fonte: infomercatiesteri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Follow by Email
Facebook
Google+
http://www.paesiemergenti.com/peru-nuova-destinazione-degli-investimenti-stranieri-in-sud-america">
Twitter
LinkedIn