Nuovi aiuti dell’Unione Europea al Burkina Faso per consolidare la democrazia

L’Unione Europea ha aumentato il proprio sostegno all’attuale Governo di transizione del Burkina Faso, attraverso la firma di un contratto di assistenza del valore di 120.000.000 € da versare nei prossimi 18 mesi. Tale sostegno di bilancio è stato rapidamente posto in essere al fine di consolidare le conquiste democratiche del Paese, in seguito alla rivolta popolare scoppiata alla fine dell’ottobre 2014.
Il supporto garantirà finanziamenti supplementari per il bilancio dello Stato, che ha registrato un pesante deficit nel 2015 e che è stato duramente colpito da un calo significativo dei ricavi. Tale finanziamento sarà particolarmente utile per il mantenimento di servizi pubblici di base per la popolazione e per l’organizzazione delle elezioni.
Il sostegno sarà erogato in due fasi: un importo iniziale di € 70 milioni nel mese di luglio e un secondo importo di € 50 milioni all’inizio del 2016.
Occorre osservare che le due erogazioni saranno subordinate al proseguimento dell’attuazione della politica nazionale di riduzione della povertà e della buona gestione dei fondi pubblici. Inoltre, ulteriori garanzie riguardano l’indipendenza della magistratura, la trasparenza e la lotta alla corruzione. L’obiettivo è quello di consegnare uno stato di salute per il prossimo governo eletto.
Il Commissario europeo per la cooperazione internazionale e lo sviluppo, Neven Mimica, ha dichiarato recentemente che l’Unione Europea è costantemente impegnata a collaborare con le autorità di transizione e con il presidente Kafando al fine di contribuire a rafforzare la democrazia e garantire la stabilità e le condizioni necessarie per elezioni democratiche credibili e inclusive.Successivamente alla rivolta popolare dell’ottobre 2014, che ha costretto l’ex presidente Compaoré a rassegnare le dimissioni, il Burkina Faso è entrato in uno stato di transizione democratica. Tale transizione, basata sulla Carta di transizione, è guidata dal Presidente Michel Kafando. Il Presidente Kafando stato nominato dal consenso di tutte le parti coinvolte nel processo di transizione (partiti politici, organizzazioni della società civile laiche e religiose ed esercito). Il Presidente è assistito nel suo compito da parte del Consiglio nazionale di transizione, il quale ha assunto la qualità di assemblea legislativa provvisoria.
Il sostegno fornito dall’UE si concentrerà in particolare su tre aree: il buon governo, la salute e la sicurezza alimentare e nutrizionale. I suoi obiettivi principali sono di contribuire a dimezzare il numero di persone che vivono in estrema povertà, ridurre di due terzi il tasso di malnutrizione tra i bambini al di sotto dei cinque anni e dimezzare la percentuale di popolazione senza accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici.

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