Make in India, continuano a crescere le opportunità di investimento

Il Primo ministro Modi, da settembre 2014, ha lanciato la campagna “Make in India” al fine di potenziare e migliorare il settore manifatturiero del Paese, che rappresenta attualmente solo il 15% del prodotto interno lordo dell’India. Ogni anno, circa 12 milioni di giovani cittadini indiani entrano nella forza lavoro e la maggior parte di loro, tuttavia, risulta essere poco qualificata.

Con tale situazione demografica, il governo di Modi ha varato tale campagna, nel tentativo di spostare l’attenzione al settore manifatturiero e creare nuovi posti di lavoro per i lavoratori poco qualificati. Make in India permette di comprendere il riconoscimento da parte del Governo che i maggiori contributi da parte degli investitori esteri sono fondamentali per il successo di tale politica. Infatti, come riportato da diversi funzionari governativi, l’obiettivo principale del Make in India è quello di attrarre più investimenti diretti esteri (IDE) nel Paese.
Tale politica rappresenta, dunque, un importante opportunità per gli investitori stranieri. Ci sono 25 settori di riferimento in cui investire, tra cui i prodotti chimici, i media, le infrastrutture, la trasformazione alimentare, la chimica farmaceutica, l’energia, il turismo e il benessere.

I recenti cambiamenti politici hanno reso più agevole investire direttamente in società indiane. Gli investimenti diretti esteri sono probabilmente il modo più semplice per sfruttare il Make In India. Gli individui e le imprese possono anche decidere di incorporare una società indiana, formando una ditta individuale, o creando un ufficio di rappresentanza.

Al fine di attirare maggiori investimenti diretti esteri, il governo ha eliminato alcuni requisiti per gli IDE in 15 grandi settori. Attualmente l’India offre due percorsi per gli IDE: la via automatica – che non richiede più la pre-approvazione da parte del governo – e l’approvazione del governo. La via automatica, ha reso più facile l’investimento diretto in India. Tuttavia, anche nei settori in cui gli IDE sono autorizzati attraverso la via automatica, se tali investimenti superano determinati limiti, è necessario l’approvazione esplicita dei funzionati governativi.

Occorre rilevare, altresì, che l’India ha eliminato diverse restrizioni per gli IDE in più di una dozzina di settori, tra cui la difesa nazionale, settore bancario, assicurazioni, healthcare, fondi pensione e infrastrutture.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Follow by Email
Facebook
Google+
http://www.paesiemergenti.com/make-in-india-continuano-a-crescere-le-opportunita-di-investimento">
Twitter
LinkedIn