Luci e ombre sull’ASEAN dopo il rallentamento dell’economia cinese

Da un paio di anni l’ASEAN è una regione molto attraente per gli investimenti. La fine di questo anno vedrà la creazione della Comunità Economica dell’ASEAN (AEC) che creerà uno dei più grandi blocchi commerciali regionali. Tuttavia, recentemente alcune di queste economie sono state colpite da alcuni eventi, come il rallentamento dell’economia e la svalutazione della moneta cinese.

I dati sulla fiducia degli investitori nei paesi ASEAN, pubblicati ogni trimestre da Dun & Bradstreet, consentono di comprendere in modo chiaro la fiducia delle imprese per il prossimo trimestre, considerati il volume delle vendite, l’utile netto, il prezzo di vendita, i nuovi ordini, l’inventario, e l’occupazione.

In questo articolo forniamo una panoramica dei dati più significativi del quarto trimestre delle sei nazioni ASEAN con il PIL maggiore.

Indonesia

L’Indonesia ha registrato per il quarto trimestre consecutivo una contrazione della propria economia. Ciascuno dei sei parametri misurati dall’indice hanno registrato una contrazione rispetto al trimestre precedente. Il Paese è stato colpito da un periodo di incertezza causato soprattutto del possibile rialzo dei tassi USA e del rallentamento dell’economia cinese. Il Governo ha adottato diverse misure al fine di rilanciare l’economia, ma tali sfide risultano ancora ardue.

Malaysia

Anche la Malesia ha risentito del rallentamento dell’economia cinese e la produzione è stato uno dei settori maggiormente colpiti, in quasi tutti gli indicatori misurati. L’instabilità politica, le questioni valutarie e il ribasso dei prezzi dell’energia hanno pesato sulla fiducia degli investitori. Tuttavia, ci sono alcuni sviluppi positivi, come l’intervento del Governo sulla valuta.

Filippine

L’economia filippina ha registrato una contrazione dell’indice dell’ottimismo dal 57% nel 3° trimestre al 52% nel 4° trimestre; tuttavia mantiene la quota più alta della regione. La fiducia delle imprese rimane comunque forte e secondo la maggior parte degli analisti, l’economia filippina è la meno vulnerabile al rallentamento cinese che ha colpito, diversamente, molti dei suoi vicini. Inoltre, la valuta filippina è nettamente più resistente rispetto alle altre valute della regione e le sue riserve hanno tenuto costantemente in questi anni.

Singapore

Singapore ha visto un calo dell’indice di ottimismo dopo due trimestri in crescita. Sia il settore manifatturiero che dei trasporti ha registrato importanti cali; l’industria manifatturiera manifatturiera ha registrato una contrazione del 4,9% anno su anno. Il Purchasing Managers Index (PMI) ha evidenziato anche contrazioni per quanto riguarda i nuovi ordini e la produzione a livello nazionale è nettamente calata. Il rallentamento globale e regionale prevede un quarto trimestre ancora sotto il segno meno a causa degli effetti del rallentamento economico e dei rischi regionali in Asia-Pacifico.

Thailandia

L’indice di ottimismo per tale Paese è il secondo più basso nell’area ASEAN. La Thailandia ha registrato una contrazione in quasi tutti i parametri che costituiscono l’indice di ottimismo, con l’unico aumento evidenziato nell’inventario che è aumentato dell’8% trimestre su trimestre. Il Paese ha visto un sensibile calo nelle esportazioni e nei consumi dei privati. Inoltre, l’industria del turismo è stata penalizzata dalla bomba esplosa nel centro di Bangkok il 17 agosto. Tuttavia, tale settore sembra che si stia riprendendo rapidamente, anche se lo stretto rapporto commerciale con la Cina continuerà a influenzare l’economia thailandese.

Vietnam

Il Vietnam ha mantenuto un outlook positivo con l’indice di ottimismo che ha raggiunto il 45%, il secondo più alto nella regione dopo le Filippine. Quattro dei sei parametri misurati hanno registrato risultati molto positivi, soprattutto il volume delle vendite e l’utile netto. Nel frattempo, su base anno per anno i nuovi ordini hanno registrato il più alto incremento. Anche le recenti rettifiche sui tassi di cambio hanno avuto un impatto positivo sul settore manifatturiero. L’ottimismo è destinato a crescere nel prossimo trimestre grazie ai segnali positivi provenienti dal contesto macroeconomico locale.

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