L’Europa si apre definitivamente al mercato ASEAN. Approvato l’accordo di libero scambio con Singapore

Con 452 voti favorevoli, 186 contrari e 41 astenuti, il Parlamento Europeo ha approvato, mercoledì 13 febbraio 2019, l’accordo di libero scambio con Singapore (European Union Singapore Free Trade Agreement, EUSFTA) nell’ottica di avvicinarsi ulteriormente al mercato del Sud-Est Asiatico.

Le negoziazioni per l’accordo erano iniziate nell’ormai lontano 2010, tuttavia si erano concluse con diverse critiche da parte di alcuni Stati membri, fino a che nel 2015 è stata presentata una domanda di parere alla Corte di Giustizia Europea che ha stabilito che gli accordi di libero scambio sono di competenza esclusiva dell’UE. Successivamente, la Commissione Europea ha revisionato gli accordi e, il 19 ottobre 2018, è arrivato anche l’ok del Consiglio Europeo a margine del 12esimo Asia Europe Meeting.

Singapore, per molti esperti un’economia quasi perfetta fondata sul settore dei servizi, è considerata la porta per l’ingresso in ASEAN. Già diverse società europee sono presenti a Singapore almeno con un ufficio di rappresentanza. Attualmente, Singapore è il partner commerciale più importante dell’UE per quanto riguarda la zona ASEAN con un valore di scambi bilaterali di prodotti e servizi pari a 90 miliardi di euro. Anche per l’Italia Singapore risulta essere un partner commerciale fondamentale: sono circa 8.000 le imprese italiane presenti nel blocco ASEAN e solo con Singapore il valore dell’export è di circa 2 miliardi.

Singapore è anche un partner importante per quanto riguarda gli investimenti. Infatti, per un valore di oltre €250 miliardi, gli investimenti bilaterali tra l’UE e Singapore rappresentano quasi due terzi di tutti gli investimenti tra l’UE e l’ASEAN. Occorre anche sottolineare che Singapore è il terzo maggiore investitore nell’UE, dopo Cina e Giappone. Proprio gli investimenti saranno maggiormente tutelati attraverso una normativa che garantirà agli investitori stranieri che operano a Singapore un trattamento equo e un confortevole business environment. Ciò sarà ottenuto grazie anche ad una maggiore attenzione sui diritti dei lavoratori e all’istituzione di un nuovo sistema per la risoluzione delle controversie.

Entrando nel dettaglio dell’accordo, è prevista la completa rimozione dei dazi doganali sui prodotti europei e la riduzione degli ostacoli non tariffari agli scambi di merci. Singapore, inoltre, aprirà il proprio mercato dei servizi alle imprese europee, in particolar modo nei settori IT, ambiente, media e trasporto marittimo. Si stima che nei prossimi 10 anni tale accordo porterà benefici al PIL europeo per circa 55 milioni di euro.

Occorre osservare, inoltre, che l’accordo comprende anche un elenco di scambio di servizi: sono inclusi 12 settori con oltre 160 sottosettori. Tra gli altri, si tratta di servizi finanziari, servizi professionali, servizi informatici e correlati, ricerca e sviluppo, servizi commerciali, servizi di telecomunicazione, servizi ambientali e servizi turistici. Anche il servizio postale è compreso in questo elenco, nonostante sia un settore per lo più protetto dagli Stati. Per quanto concerne l’e-commerce, le parti hanno concordato una maggiore cooperazione al fine di evitare di imporre restrizioni e regolamenti inutili. Il libero flusso di informazioni sarà, invece, tutelato secondo gli standard internazionali di protezione dei dati.

Fondamentali nell’accordo sono anche le disposizioni sulla tutela della proprietà intellettuale che prevedono la tutela di circa 190 indicazioni geografiche dell’Unione Europee, di cui il 25% sono italiane. Tra le etichette italiane tutelate nel settore alimentare troviamo l’Aceto balsamico di Modena, la Mortadella di Bologna, il Prosciutto di Parma e quello di S. Daniele, il Gorgonzola, il Grana Padano, la Mozzarella di Bufala Campana, il Pecorino Romano, l’Arancia Rossa di Sicilia, la Lenticchia di Castelluccio di Norcia e il Pomodoro di Pachino. Per il beverage, invece, la Grappa, il Chianti, il Prosecco e il Montepulciano d’Abruzzo.

Al di là dell’impatto economico di tali accordi, è importante osservare anche la loro rilevanza geopolitica. Gli accordi con Singapore rappresentano infatti i primi accordi bilaterali in materia di scambi commerciali e di investimenti conclusi tra l’UE ed uno Stato membro dell’ASEAN. Si prospettano, dunque, altri negoziati per un accordo interregionale tra UE ed ASEAN, che permetterebbe all’UE di riempire il vuoto lasciato dagli Stati Uniti nella regione. Ciò sarà possibile anche grazie all’armonizzazione delle normative tra i Paesi ASEAN, che negli ultimi 10 anni hanno fatto registrare degli importanti passi avanti.

Nei prossimi mesi si attende, dunque, anche l’ufficializzazione dell’accordo con UE-Vietnam e la conclusione delle trattative con un altro paio di membri ASEAN, Filippine in primis. Sarà fondamentale arrivare, in breve tempo, ad un accordo region-to-region per agevolare le imprese europee intenzionate ad approcciare il mercato ASEAN, oltre che a sostenere tutte quelle imprese che intelligentemente sono già presenti in questa zona.

 

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