La nuova Legge sugli investimenti stranieri in Cina: analisi e background

Il 15 marzo 2019, la Cina ha approvato la nuova legge sugli investimenti stranieri (Foreign Investment Law, FIL), che avrà il compito di migliorare l’ambiente imprenditoriale per gli investitori stranieri e di garantire alle imprese straniere parità di trattamento rispetto alle imprese cinesi. La legge entrerà in vigore il primo gennaio 2020 e sarà la nuova guida sugli investimenti esteri in Cina.

Tale legge è stata approvata velocemente dal Governo cinese, rispetto alla versione del 2015. Ciò è dovuto al fatto che tale legge può rigenerare nuovamente il mercato cinese e ammortizzare le conseguenze della guerra commerciale con gli USA.

 

Gli investimenti diretti esteri (IDE) accumulati dalla Cina hanno superato i 2,1 trilioni di dollari alla fine del 2018, al secondo posto nel mondo secondo quanto riportato durante la Conferenza delle Nazioni Unite su commercio e sviluppo (UNCTAD).

Eppure, secondo il più recente indice della Banca Mondiale, la facilità con cui un’impresa straniera entra nel mercato cinese colloca la Cina al 46° posto nel mondo, ancora dietro molti Paesi come Stati Uniti, Malesia, Germania e Russia.
In tale contesto, è chiaro il motivo per cui la Cina ha bisogno di una legge come la FIL per dimostrare un impegno concreto a fine di migliorare il business environment.

La nuova Legge sembrerebbe, inoltre, essere stata ispirata da un’altra preoccupazione: le tre leggi esistenti sulle forme giuridiche per le società straniere e quindi imprese di proprietà interamente straniera (WFOE), joint venture contrattuali sino-estere (CJV) e joint venture sino-estere (EJV) non sono più adeguate alla situazione economica attuale. Tali strutture aziendali sono state varate tra il 1979 e il 1990, ovvero i primi tempi dell’apertura economica della Cina al commercio internazionale.

Con il rallentamento della crescita economica della Cina e l’ascesa dell’ASEAN, come destinazione alternativa agli IDE, la Cina ha bisogno di un clima di investimento più accogliente per rimanere competitiva. A tal proposito, occorre osservare che sempre più industrie ad alta intensità di manodopera e orientate all’esportazione si stanno trasferendo nei paesi dell’ASEAN per ridurre i costi. Ad esempio, nel 2017, gli afflussi di IDE nei Paesi ASEAN sono aumentati dell’11%, molto più rispetto all’aumento del 2% registrato in Cina nello stesso periodo.

Anche i settori chiave degli IDE stanno cambiando.

La percentuale di IDE nei settori manifatturiero e real estate in generale sta diminuendo, mentre la percentuale di IDE in settori High-Tech, come il settore informatico, di Internet e del FinTech, continua ad crescere.
In tale contesto, la Cina ha bisogno di una legge moderna e unificata per riflettere la sua nuova struttura economica e assicurare alla comunità degli investimenti stranieri gli incentivi competitivi rispetto ai Paesi limitrofi.

Lo sforzo legislativo, presente nella nuova FIL, mostra anche l’impegno che sta mettendo il governo cinese nella protezione dei diritti degli investitori stranieri. La nuova legge pone, difatti, grande enfasi sulla parità di trattamento tra investitori locali e stranieri, ponendo gli investitori stranieri sullo stesso piano rispetto agli investitori domestici e offrendo loro pari tutele.

Inoltre, è stato potenziato il sistema dei reclami presentati da imprese e governi stranieri, sono stati vietati esplicitamente i trasferimenti di tecnologia forzata, promettendo una migliore protezione dei diritti di proprietà intellettuale e garantendo la parità di trattamento delle imprese straniere negli appalti pubblici.

Con la nuova Legge, i governi locali dovranno standardizzare i propri regolamenti e armonizzare le attività amministrative riguardanti gli investimenti stranieri e assicurarsi che i propri funzionari agiscano legalmente. I comportamenti illegali da parte di funzionari e dunque l’abuso di potere, condotte negligenti e la divulgazione di segreti commerciali potranno portare conseguenze penali e pene molto severe.

Tuttavia, nonostante le assicurazioni dei funzionari governativi, molti analisti non sono sicuri che la Legge andrà a beneficio degli investitori stranieri che desiderano fare business in Cina.

Ciò è in parte dovuto al fatto che la nuova FIL ha una portata troppo generale e lascia molti dettagli alla definizione in regolamenti secondari. Diversi analisti la considerano come una sorta di ampio ventaglio di intenzioni piuttosto che un insieme specifico e applicabile di regole.

La mancanza di dettagli potrebbe far emergere lacune che potrebbero comportare nuove difficoltà per le imprese straniere che operano in Cina. Ad esempio, la FIL proibisce il trasferimento di tecnologia forzata con “mezzi amministrativi”, ma non definisce quali siano i “mezzi amministrativi”.

Oltre alle preoccupazioni sulla vaga formulazione della FIL, alcuni osservatori ritengono che le nuove disposizioni possano in effetti consentire al Governo di intervenire negli investimenti in caso di controversia con un Paese straniero. Ad esempio, secondo la FIL, gli investimenti stranieri potrebbero essere espropriati in “circostanze speciali” o “per l’interesse pubblico” e sono soggetti a ampi controlli di sicurezza nazionale. Ciò potrebbe, in altre parole, fornire al governo cinese una base legale per ritorsioni contro una società straniera in caso di controversia internazionale.

Nonostante le preoccupazioni per la vaga formulazione e le potenziali implementazioni, la nuova FIL risulta essere comunque un passo nella giusta direzione ovvero il varo di una Legge unificata e standardizzata per affrontare le problematiche esistenti nel lungo periodo sugli investimenti esteri. Gli investitori dovranno valutare in modo proattivo l’impatto della FIL man mano che si svilupperà ulteriormente, tenendo d’occhio la legislazione di supporto, i regolamenti e le delibere amministrative locali.

 

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