La Cina che verrà… Presentata la bozza del nuovo piano quinquennale cinese

Il 19° Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha tenuto la sua quinta sessione plenaria a Pechino dal 26 al 29 ottobre per definire le linee guida del prossimo 14° piano quinquennale (2021-2025).

Dal 1953, i piani quinquennali della Cina sono il ​​documento guida più importante che segnala la direzione politica per il futuro sviluppo economico e sociale della nazione.

Nel complesso, i documenti del plenum non hanno segnalato cambiamenti significativi in ambito politico, ma hanno, diversamente, visto l’integrazione e lo sviluppo di diversi temi che sono venuti alla ribalta negli ultimi tempi, come:

  • sostituzione di una crescita ad alta velocità con una crescita di alta qualità;
  • riequilibrare la propria economia con riforme strutturali dal lato dell’offerta;
  • espansione della domanda interna, pur continuando a sostenere i mercati di esportazione internazionali;
  • guidare la modernizzazione attraverso l’innovazione e i progressi tecnologici, promuovendo una produzione di qualità, intelligente ed eco-sostenibile.

Nonostante gli osservatori dovranno attendere fino al Congresso Nazionale del Popolo di marzo 2021 per il rilascio del 14° piano quinquennale definitivo, tuttavia tali documenti offrono già agli investitori una chiara indicazione su come il partito intende affrontare le sfide e le opportunità che la Cina dovrà affrontare. Di seguito le principali conclusioni e implicazioni per gli investitori:

Quinto Plenum 2020: panoramica e contesto
Il Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese tiene tipicamente sette plenum durante il suo mandato di cinque anni. Di questi, il quinto plenum è tra i più critici, così come lo è quando il partito si riunisce per deliberare le priorità di sviluppo del prossimo Piano quinquennale.

Sebbene ogni piano sia significativo ed emblematico del suo tempo, quello di quest’anno è particolarmente degno di nota a causa della confluenza di molti fattori, quali:

  • l’impressionante reazione della Cina durante la pandemia;
  • rivoluzione scientifica e tecnologica e riforma industriale sullo sfondo di crescenti tensioni geopolitiche;
  • il crescente profilo della Cina negli affari internazionali e il suo ruolo nella catena di approvvigionamento globale.

Il quinto plenum di quest’anno, tuttavia, ha registrato il rilascio di due progetti separati:

  1. 14° piano quinquennale (2021-2025) che fissa gli obiettivi per i prossimi 5 anni durante i quali la Cina intende costruire una società benestante a tutto tondo;
  2. 2035 Vision (2021-2035): una visione a medio termine per concentrarsi sulla “modernizzazione socialista”. Il rilascio di tale documento è pesantemente carico di significato politico. Tale piano nazionale segna il punto intermedio del centenario della Repubblica popolare cinese ed è un indicatore chiave del progetto di ringiovanimento nazionale del presidente Xi Jinping, al fine di costruire un paese socialista moderno che sia prospero, forte, culturalmente avanzato e armonioso entro il 2049.

Il 14° piano quinquennale: ideologia guida e obiettivi

Sviluppo economico
In termini di obiettivi economici, il partito ha sottolineato il passaggio da uno sviluppo ad alta velocità ad uno di alta qualità, sottolineando l’obiettivo a medio termine circa l’ottimizzazione della struttura economica per una migliore qualità e uno sviluppo dell’efficienza.

Come spiegato da Xi, ciò sarà fondamentale al fine di “prevenire e dissolvere i rischi nascosti e rispondere attivamente all’impatto e alle sfide provocate dai cambiamenti nell’ambiente esterno”.

Non è ancora chiaro se verrà fissato un obiettivo di crescita numerica del PIL per il 2025, tuttavia, se fissato, si prevede che sarà un obiettivo molto più basso rispetto a quello del 2020, in coerenza con la volontà di avere una crescita meno impetuosa ma di qualità. Tuttavia, finora, il partito ha dichiarato che il PIL pro capite della Cina sarà al livello delle “nazioni moderatamente sviluppate” entro il 2035, con un PIL pro capite di circa 30.000 dollari, tre volte il livello attuale.

Nuovo modello di sviluppo – crescita guidata dalla domanda interna
È ormai chiaro che la politica della doppia circolazione (dual circulation policy), proposta per la prima volta da Xi a maggio, giocherà un ruolo centrale nel 14° piano quinquennale. In poche parole, tale politica è una strategia di sviluppo su due fronti che coinvolge il reciproco rafforzamento dei mercati nazionali e internazionali per stimolare modelli di consumo sostenibili e di lungo termine, per proteggersi da shock esterni e instabilità nell’ambiente globale.

Il documento del plenum metterà in atto politiche volte a creare un sistema di offerta più compatibile e favorevole all’espansione della domanda interna oltre che a promuovere in modo completo gli aggiornamenti dei consumi.

Alcuni esempi presentati includono:

  • la promozione un sistema di “gestione del comportamento di acquisto” per beni di consumo come le automobili;
  • il miglioramento del moderno sistema di circolazione sviluppando servizi di transazione senza contatto, riducendo i costi di circolazione aziendale, integrando il consumo online e offline e coordinando i mercati dei consumatori urbani e rurali;
  • il bilanciamento e il coordinamento degli attori nel mercato interno (attraverso i settori a monte e a valle della catena di approvvigionamento) e l’ottimizzazione del layout del mercato, dei metodi commerciali, della struttura delle merci e del sistema logistico.

La conclusione per gli investitori qui è che c’è ancora un ampio spazio per la crescita degli investimenti; man mano che l’attenzione si sposta sull’economia domestica, investire “in Cina, per la Cina” può diventare un ritornello comune e anzi una strategia necessaria per diverse imprese. Occorre ricordare che la solidità dell’economia domestica cinese è frutto delle politiche degli ultimi 10 anni che hanno permesso alla Cina di non vivere più solamente di export (oggi vale solo l’1.7% del PIL). La forza dell’economia domestica cinese è dimostrata anche dal fatto che, nel 2020, molte società occidentali hanno salvato i loro bilanci grazie alle vendite sul territorio cinese.

Innovazione e autosufficienza tecnologica
In linea con questo programma, l’innovazione è stata salutata come il concetto centrale che guida la modernizzazione della Cina, con l’indipendenza tecnologica e l’autosufficienza come pilastri strategici di supporto a questo nuovo modello di sviluppo.

Non diversamente dal 13° piano quinquennale e dal rilascio di Made in China 2025, il 14° piano continuerà la transizione dalla produzione di beni a basso costo e a bassa tecnologia a beni di fascia alta e specializzati, incoraggiando la transizione al “tech-self sufficiency“.

Mentre in precedenza tali tipi di politiche erano sottovalutati e implementati in modo frammentario, specialmente dopo la guerra commerciale USA-Cina, la loro attuazione nei prossimi cinque anni sarà probabilmente accelerata e più omogenea in tutto il Paese. Sebbene non esplicitamente dichiarato, la produzione di chip sarà probabilmente l’obiettivo chiave nei prossimi cinque anni, poiché la Cina cercherà di sviluppare la sua capacità endogena.

Oltre a ciò, il plenum ha rinnovato l’enfasi sulla protezione dei diritti di proprietà intellettuale, sull’attrazione dei talenti, sulle infrastrutture tecnologiche e sulla creazione di centri di innovazione interdisciplinare e interregionale di massa, sfruttando anche la vicinanza con Singapore patria del Fin-Tech.

L’investimento in ricerca e sviluppo sarà potenziato al massimo, in particolare in sette campi emergenti: intelligenza artificiale, informazioni quantistiche, circuiti integrati, scienze della vita e della salute, scienze neurali, allevamento biologico e tecnologia aerospaziale.

I documenti del plenum hanno, inoltre, promesso un maggiore sostegno per le imprese e gli imprenditori.

Alle imprese verrà assegnato un ruolo più importante al fine di assumere la guida nei consorzi per l’innovazione e intraprendere importanti progetti scientifici e tecnologici a livello nazionale. Gli imprenditori potranno avvalersi di politiche aperte sui talenti, sulla formazione e sulla distribuzione dei profitti che riflettono pienamente il valore dell’innovazione e delle risorse umane impiegate.

In sintesi, le imprese e gli imprenditori locali e stranieri possono aspettarsi un sostegno continuo quando lavoreranno in queste sette aree emergenti, in particolar modo dove vengono effettuati investimenti in ricerca e sviluppo.

Riforme aziendali e del business

  • maggiore apertura e migliore accesso al mercato;
  • riforma finanziaria;
  • migliorare le politiche sulla concorrenza e sulla capacità di supervisione del mercato;
  • maggiori riforme orientate al mercato del lavoro, del capitale, della tecnologia e dei dati.

In termini di riforme di mercato, sembra che il 14° piano quinquennale ridurrà nuovamente i settori vietati agli imprenditori stranieri, espandendo metodicamente l’apertura del settore dei servizi, salvaguardando i legittimi interessi delle società straniere e ottimizzando la struttura legale, politica e di servizio per incoraggiare e proteggere gli investimenti in uscita.

Quattro settori in particolare trarranno vantaggio da tali riforme orientate al mercato: energia, ferrovie, telecomunicazioni e industrie dei servizi pubblici.

Inoltre, saranno accelerati gli sforzi per espandere e diversificare il moderno settore dei servizi, creando nuove opportunità nel campo della salute, dell’assistenza agli anziani, dell’assistenza all’infanzia, della cultura, del turismo, dello sport, delle pulizie, della proprietà, rafforzando l’offerta del benessere pubblico e delle industrie dei servizi di base.

Sarà, altresì, fornita una maggiore autonomia alle zone di libero scambio e il porto di libero scambio di Hainan sarà ulteriormente sviluppato.

La maggior parte di questi impegni sono ormai familiari nei piani quinquennali cinesi, tuttavia gli investitori possono aspettarsi un potenziamento delle politiche esistenti, come un incremento del numero delle Free Trade Zone e una maggiore trasparenza nell’accesso al mercato cinese.

Produzione avanzata
La trasformazione nella catena di approvvigionamento industriale è riconosciuta come necessaria per sostenere la domanda interna e costruire capacità di innovazione endogena.

Coerentemente con le tendenze aziendali nel clima post COVID-19, l’industria manifatturiera vedrà anche una spinta verso una tecnologia più high-end, intelligente e verde.

Verranno implementate politiche per accelerare:

  • 5G, big data e integrazione dell’intelligenza artificiale in cluster di produzione avanzati all’interno di vari settori;
  • miglioramenti alla qualità delle infrastrutture nazionali, rafforzamento degli standard sui brevetti e altri sistemi;
  • sviluppo digitale nell’industrializzazione;

Occorre osservare che l’aggiornamento della produzione è stato evidenziato anche nel 13° piano, ma ora le nuove politiche per la produzione avanzata dovrebbero essere codificate nel 14°, alla luce anche dell’evidente dipendenza del mondo dalla catena di approvvigionamento cinese.

Urbanizzazione
Durante il plenum è stata riconosciuta la persistente e crescente disuguaglianza tra le aree rurali e urbane. È importante sottolineare che il 13° piano quinquennale ha registrato importanti risultati in termini di urbanizzazione e miglioramenti della qualità della vita, tra cui:

  • oltre 60 milioni di nuovi posti di lavoro nelle aree urbane;
  • il tasso di istruzione obbligatoria di nove anni è cresciuto dell’8% e l’iscrizione lorda all’istruzione superiore ha superato il 50%;
  • l’assicurazione medica di base copre più di 1,3 miliardi di persone;
  • 75 milioni di abitanti delle zone rurali sono usciti dalla povertà.

La Cina si è impegnata a compiere ulteriori progressi su tutti questi fronti, ponendo l’accento sui miglioramenti della struttura salariale, sul rafforzamento delle politiche occupazionali, sulla costruzione di un sistema educativo di alta qualità, sul miglioramento del sistema di sicurezza sociale e sulla diminuzione del tasso di povertà, concentrandosi sull’affrontare lo squilibrio tra zone costiere e zone continentali e sul crescente divario di ricchezza.

Assistenza sanitaria
Naturalmente, nel clima post-COVID-19, nessun piano politico nazionale può omettere la questione dell’assistenza sanitaria. È probabile che il 14° piano vedrà la prosecuzione della Healthy China 2030 Vision, introdotta nel 2016. Come previsto, la raccomandazione del Partito ha posto un’enfasi maggiore sulla salute pubblica, sulla prevenzione e sul rafforzamento del sistema di risposta precoce.

Obiettivi più specifici sollevati durante il plenum includono: riequilibrare le risorse mediche e accelerare la costruzione di diagnosi gerarchiche e sistemi di trattamento a più livelli, rafforzare la costruzione e la valutazione della gestione degli ospedali pubblici e promuovere la riforma dell’approvvigionamento centralizzato e dell’uso di farmaci. La telemedicina, i servizi di assistenza agli anziani e la salute mentale sono stati considerati prioritari e tali segmenti vedranno probabilmente un rapido sviluppo nei prossimi cinque anni.

Ambiente e cambiamento climatico
Riconoscendo che la protezione ecologica e ambientale del Paese ha ancora molta strada da fare, la Cina sta ancora una volta facendo del cambiamento climatico una priorità politica centrale.

La Cina dovrebbe attuare una serie di piani ambiziosi e aggressivi per lo sviluppo verde e a basse emissioni di carbonio al fine di raggiungere il picco delle emissioni di carbonio entro il 2030 e diventare a impatto zero entro il 2060 (obiettivi stabiliti dal presidente Xi Jinping all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre 2020).

Ciò porterà ad ulteriori investimenti e supporto in certe tematiche:

  • Green Economy,
  • innovazione tecnologica verde,
  • impianti di produzione puliti;
  • industrie di protezione ambientale;
  • trasformazione green delle industrie chiave.

Verrà inoltre sostenuta una lotta per la protezione ecologica e ambientale su più fronti, tra cui il suolo, l’aria e l’acqua. Inoltre, la Cina lavorerà anche per allocare energia e risorse in modo più efficiente attraverso l’attuazione di programmi nazionali di risparmio idrico, il miglioramento del meccanismo di formazione del prezzo delle risorse e la promozione della classificazione dei rifiuti.

Vecchie politiche, nuove priorità

Il tema generale del nuovo piano quinquennale è, dunque, “progresso mantenendo la stabilità” e si basa su cinque concetti chiave di sviluppo: innovazione, coordinamento, green, apertura e condivisione.

Di conseguenza, il 14° piano porta avanti molti degli stessi temi introdotti per la prima volta dal 13°. La differenza, tuttavia, è la nuova enfasi su tali temi. Ad esempio, l’innovazione e la produzione avanzata, sebbene prominenti nel 13° piano, sono state ora elevate ad essere le massime priorità nazionali.

Allo stesso modo, l’autosufficienza e l’aumento della domanda interna, che erano temi emergenti nel 13° piano quinquennale, sono ora divenuti molto più pronunciati.

Il testo completo del 14° piano quinquennale sarà pubblicato, come scritto, a marzo 2021, con ulteriori dettagli che dovrebbero essere rilasciati progressivamente fino ad allora. L’importanza di rimanere aggiornati sugli ulteriori sviluppi sarà quanto mai fondamentale per cogliere prontamente le novità che il mercato cinese offrirà nei prossimi anni. Sarà, altresì, fondamentale che il mondo occidentale si scrolli da dosso tutti i preconcetti negativi sulla Cina e cominci a valutare questa nazione per quello che è e per quello che sarà. Solo in questo modo l’economia mondiale ne potrà avere dei benefici nel medio-lungo termine. E’ uno sforzo che a breve sarà inevitabile, anche alla luce dello sviluppo della Nuova Via della Seta, al fine di non rimanere dei rami secchi nell’economia mondiale.

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