Kenya, FMI rivede le stime sulla crescita economica

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha rivisto le stime di crescita dell’economia del Kenia ad un 6,5% per quest’anno, abbassando la stima precedente del 6,9%.

La più grande economia dell’Africa orientale presenta prospettive di crescita nonostante la serie di sfide che ha dovuto affrontate nel corso dell’anno passato, compresi gli attacchi dei terroristi somali, che hanno messo in fuga i turisti, e le diverse siccità periodiche che hanno ridotto notevolmente la produzione agricola.

L’economia del Kenya è cresciuta del 5,3% nel 2014 rispetto al 5,7% dell’anno precedente, a causa di un rallentamento della produzione del turismo e della pastorizia.

Il Kenya ha risentito inevitabilmente delle turbolenze politiche interne; tuttavia, il PIL crescerà del 6.1% nel 2015, attraverso l’aumento degli investimenti stranieri nei settori delle infrastrutture, dell’energia rinnovabile e del turismo. Il Kenia, negli ultimi anni, ha attirato un numero crescente di imprenditori stranieri poiché è ritenuto un mercato molto dinamico e promettente.

E’ stato registrato, altresì, un aumento del deficit fiscale superiore alle attese e tale aumento proseguirà anche nell’anno fiscale 2015/2016.

Il bilancio 2014/15 aveva fatto registrare un deficit pari al 7,4% del PIL e, nell’anno fiscale 2015/16, secondo quanto riferito da funzionari governativi, la quota salirà all’8,2%.

Il Fondo Monetario Internazionale ha osservato che per garantire una crescita costante al Paese, il Governo keniota dovrà risolvere le problematiche collegate all’instabilità politica e supportare gli investimenti locali e stranieri nei settori ritenuti pionieri, come infrastrutture e turismo. Infine, sarà necessario varare una riforma amministrativa volta al decentramento ed al rafforzamento della rete di sicurezza sociale.

 

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