Iran, previste importanti agevolazioni fiscali per gli investitori stranieri

Nei prossimi mesi il Governo di Teheran si accingerà a offrire un’esenzione fiscale del 50% agli investitori stranieri che costituiranno joint-venture con aziende locali ed esporteranno all’estero almeno il 20% della loro produzione.

Tale misura sarà introdotta al fine di promuovere le esportazioni iraniane e per raggiungere un tasso di crescita dell’8% annuo per i prossimi cinque anni. Recentemente, il presidente iraniano Hassan Rouhani ha osservato come il sostegno al settore privato e la promozione delle esportazioni non-petrolifere siano le priorità principali del Governo.

Dopo anni di chiusura, dunque, l’Iran apre il proprio mercato alle multinazionali straniere, in particolar modo nei settori ad alta tecnologia. A tal proposito, sono stati varati due progetti: il primo concerne la privatizzazione di parte del settore petrolchimico e degli impianti per la raffinazione del greggio; il secondo prevede invece l’adozione d’un pacchetto di misure volte ad attrarre investimenti stranieri, soprattutto nel settore High-Tech.
Importanti agevolazioni sono previste per la ricerca e lo sviluppo: infatti, le società estere che decideranno di investire nella costruzione di centri di ricerca nel Paese beneficeranno di una serie di agevolazioni fiscali. Si avrà la disponibilità di somme significative da impiegare sotto forma di crediti d’imposta in proporzione ai costi sostenuti per l’avvio e la gestione delle attività di ricerca. La somma stanziata dovrebbe essere pari a 1 miliardo di dollari. Ad ogni modo, alle grandi aziende straniere interessate sarà comunque garantito un rimborso pari al 50% delle spese qualora i fondi disponibili terminassero.
Una seconda norma di favore consentirebbe ai grandi investitori, holding, grandi gruppi o multinazionali di beneficiare del medesimo trattamento riservato alle imprese domestiche. Punto questo che determinerebbe un sostanziale taglio delle imposte dovute all’erario.

Tali novità saranno accompagnate da una totale riforma del sistema fiscale iraniano. In programma oramai da anni, sembra esser giunta alla fase di approvazione: si sta valutando un aumento del livello di tassazione, considerato decisamente basso. La necessità di rivedere al rialzo la tassazione complessiva è dovuta alla crisi del settore petrolifero che, negli anni precedenti, garantiva introiti extra non indifferenti alle casse iraniane. Tuttavia, ora, è necessario trasformare l’economia iraniana passando da un mercato egemonizzato dalle attività e dai ricavi petroliferi, ad una produzione diversificata, puntando sulla ricerca, sulle nuove tecnologie, sull’informatica e sulle manifatture, settore nel quale l’Iran ha importanti possibilità di competere anche sul piano internazionale.

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