Indonesia-Singapore: a giugno 2016 scade l’accordo reciproco sulla protezione degli investimenti

L’accordo bilaterale firmato da Indonesia e Singapore nel 2005, con scadenza a giugno 2016, non si rinnoverà, secondo quanto riferito dal Governo indonesiano. Tale accordo bilaterale, comunemente conosciuto come un accordo di garanzia degli investimenti, garantisce una protezione per gli investitori di Singapore in Indonesia.

Il primo ministro di Singapore, Lee Hsien Loong, ha riferito nei giorni scorsi che l’accordo definisce il quadro giuridico per quanto concerne la tutela degli investitori. Attraverso tale accordo gli investitori provenienti da Singapore erano tutelati dai governi dei due paesi e, pertanto, era incentivati ad investire in Indonesia.

I governi hanno confermato, tuttavia, che tutti gli investimenti che verranno effettuati entro la scadenza dell’accordo saranno coperti da tale tutela.

Attraverso tale accordo l’Indonesia è riuscita a sviluppare diverse zone economiche speciali, agevolando le imprese di Singapore nell’investimento nelle medesime mediante esenzioni fiscali e doganali.

Il primo trimestre del 2015 ha fatto segnare un record di investimenti diretti stranieri in Indonesia pari a   124.600 miliardi di rupie (US 9,7 miliardi di dollari), in crescita del 16,9% rispetto al quarto trimestre del 2014, come rivelato dalla Indonesia Investment Coordinating Board (BKPM). Investimenti diretti nazionali ha investito per un quota pari a 42.500 miliardi di rupie, in crescita del 22,8% rispetto all’anno precedente.

L’Indonesia, dunque, può raggiungere l’obiettivo di 519.500 miliardi di rupie (US $ 40 miliardi dollari) di investimenti esteri e nazionali, entro la fine dell ‘anno. Il governo del Paese si aspetta che il tasso di crescita degli investimenti totali, nel secondo trimestre del 2015 rimanga al di sopra del 16% al fine di mantenere gli incentivi fiscali finora previsti.

Occorre osservare, infine, che Singapore e il Giappone sono stati costantemente i due principali investitori diretti esteri dell’Indonesia, investendo, solo nel primo trimestre 2015, un totale di 1,2 miliardi di dollari ciascuno, seguiti da Corea del Sud, Regno Unito, Stati Uniti, Malesia e Paesi Bassi. I settori che sono stati maggiormente interessati da tali investimenti diretti sono: il minerario, l’agroalimentare, utility industriali e terziario.

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