Il Timor dell’Est pronto per l’ingresso nell’ASEAN

Il Timor dell’Est, piccolo Paese vicino l’Indonesia, ha portato a termine diversi incontri con l’ASEAN e con ognuno dei Paesi che lo compongono al fine di diventare l’undicesimo membro di questa Associazione. Il Timor dell’Est presentò la sua domanda di adesione nel 2006, tuttavia la mancanza di supporto da parte dei paesi membri ha pregiudicato l’ingresso. Attualmente è l’unico paese nel sud-est asiatico a non far parte dell’ASEAN, ma negli ultimi anni ha varato diverse misure al fine di soddisfare i requisiti per l’ingresso. Ha guadagnato l’appoggio di diverse nazioni del sud-est asiatico, in particolare dell’Indonesia, il suo ex colonizzatore. Se il Timor dell’Est riuscirà effettivamente ad entrare nell’ASEAN, è probabile che si registrerà immediatamente un rapido sviluppo in questo Paese e presenterà, indubbiamente, interessanti opportunità di investimento.
Attualmente il paese si basa molto sulle sue esportazioni di petrolio e gas, ma sta rapidamente esaurendo le riserve e ha necessità di diversificare la propria economia. il PIL del Timor dell’Est è in gran parte costituito dal settore industriale (77%), con l’agricoltura che lo compone solo per il 5,9%. Il tasso di crescita della produzione industriale è stato del 6% nel 2015 e ha visto una crescita del PIL del 4,1% nel 2015, registrando un calo rispetto agli anni precedenti a causa di una diminuzione dei prezzi del petrolio e del gas.

Mentre il Paese mostra il potenziale al di fuori del settore petrolifero e del gas, la mancanza di infrastrutture di base e la carenza di manodopera qualificata rappresentano dei gravi ostacoli alla crescita. Secondo il Rapporto sulla competitività globale del World Economic Forum, Timor dell’Est si classifica al 133° posto su 143 paesi per infrastrutture e 117° in materia di istruzione primaria. Tuttavia, Il Timor dell’Est è politicamente stabile e unendosi all’ASEAN avrebbe l’opportunità di sfruttare l’esperienza e i forti investimenti dei Paesi vicini.

Le aziende straniere potranno investire direttamente in tale Paese nel prossimo futuro, in particolar modo potranno beneficiare in larga misura degli accordi presi dall’ASEAN con l’Europa anche in tale Paese, nel momento in cui il Timor dell’Est si unirà all’ASEAN. FDI è di 34 milioni di dollari, ma tale cifra è destinata ad aumentare drasticamente con l’ingresso nell’ASEAN. L’obiettivo principale per quanto riguarda l’attrazione degli investimenti è attualmente in infrastrutture di base e la creazione di una zona economica speciale. Oltre a questo ci sono alcune restrizioni sui settori in cui le aziende possono investire. Tali settori riguardano i servizi postali e la produzione di armi , che attualmente non consentono investimenti esteri. Dal momento che le riserve di petrolio e di gas potrebbero esaurirsi prima del previsto, si punterà molto sulle infrastrutture e sulle telecomunicazioni.

Al fine di attrarre investimenti esteri, il governo di Timor Est è stato varato un sistema fiscale agevolato e una semplice procedura per la costituzione delle società straniere. L’intero processo dura solo 9 giorni, durata molto bassa rispetto agli altri Paesi ASEAN. Gli investimenti esteri che sono al di sopra 1.5 milioni di dollari beneficeranno di una esenzione quinquennale sulle imposte sul reddito, sulle vendite, di servizio, e sui dazi doganali dei beni utilizzati per la costruzione o la gestione degli investimenti. Questo beneficio di imposta aumenta a 8 anni nelle zone rurali e a 10 nelle zone periferiche.

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