Il nuovo Zimbabwe, tra edilizia ed energia

La Banca delle Infrastrutture dello Zimbabwe ha raccolto 22,5 milioni di dollari attraverso l’emissione di obbligazioni al fine di finanziare progetti di sviluppo immobiliare e al fine di potenziare la rete locale di trasporti. In base a quel che viene riportato dai media locali, a garantire il piano di finanziamento sono stati alcuni istituti bancari che hanno assicurato fondi per diversi progetti. Come riportato da Thomas Sakala, direttore esecutivo della Banca delle Infrastrutture dello Zimbabwe, un anno fa è stata emessa un’obbligazione pari a 3,2 milioni di dollari per finanziare il nuovo parco di Marimba nella capitale Harare e il complesso immobiliare di Clipsham a Masvingo. Attualmente, invece, sta per essere immessa sul mercato un’obbligazione da 5,8 milioni di dollari per un altro progetto edilizio a Hwange, che garantirà 2.135 abitazioni con accesso ad acqua, elettricità e sistema fognario. Secondo quel che viene riportato, nel primo quadrimestre del 2017, la Banca delle Infrastrutture dello Zimbabwe emetterà un ulteriore titolo obbligazionario da 10,7 milioni di dollari per supportare un altro progetto di sviluppo immobiliare. Oltre ai capitali raccolti attraverso le emissioni obbligazionarie, in considerazione della scarsa liquidità sul mercato interno, l’Istituto cercherà anche altri finanziamenti attraverso iniziative pubblico-private e mediante l’apertura di linee di credito garantite da istituti finanziari internazionali.

A ciò si aggiunga l’ipotesi di realizzare 18 mini centrali idroelettriche nei pressi di altrettante dighe sparse sul territorio nazionale per aiutare il Governo a porre fine alla crisi energetica che sta attraversando il Paese ormai da mesi. Si intendono realizzare iniziative congiunte con aziende private già in grado di compiere dei primi studi di fattibilità sui modelli, l’installazione e il mantenimento di mini centrali idroelettriche nelle 18 dighe selezionate in tutto il Paese. L’energia sarebbe inoltre generata da fonti pulite e rinnovabili e servirebbe ad incrementare la produzione attuale generata dalle centrali già esistenti. Gli scarsi livelli d’acqua della centrale idroelettrica di Kariba hanno ridotto l’erogazione di energia da 730 megawatts a 490 megawatts e anche la centrale di Hwange, la principale dello Zimbabwe, funziona ad intermittenza a causa dei ricorrenti problemi tecnici. L’iniziativa mira in particolar modo a garantire l’erogazione di energia elettrica in aree del Paese che, al momento, ne sono prive; oltre a ridurre l’importazione di elettricità dai Paesi limitrofi, come il Sudafrica, ad alti costi. Lo Zimbabwe, al momento, importa 300 megawatts al mese dalla compagnia statale sudafricana Eskom al prezzo di 0,14 dollari per kilowattora. Il Governo ha già discusso la costruzione di una prima mini centrale idroelettrica nei pressi della diga di Tokwe Mukosi da 15 megawatt per un costo complessivo di 25 milioni di dollari. I primi 7 milioni di dollari necessari per la fase di scavo saranno garantiti dalla Banca allo Sviluppo dello Zimbabwe, incaricata anche di trovare investitori per il restante ammontare per la realizzazione dell’opera.

 

Fonte: Info Mercati Esteri

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