Il nuovo accordo USMCA (USA-Messico-Canada) e le ripercussioni su Cina e mercato internazionale

Dopo più di un anno di accesi colloqui, Stati Uniti, Canada e Messico hanno finalmente siglato un nuovo accordo commerciale trilaterale poco prima della scadenza del 30 settembre autoimposta dall’amministrazione Trump. Il nuovo accordo, che aggiorna l’accordo di libero scambio nordamericano del 1994 (NAFTA), è stato denominato USMCA.

La decisione di abbandonare il “libero scambio” in nome del patto si tradurrà in un rafforzamento della posizione degli USA nella sua costante guerra commerciale con la Cina e in generale l’accordo diminuirà la frequenza di liberi scambi commerciali.

I dettagli dell’accordo sono stati approvati dai negoziatori, tuttavia i legislatori di ciascun Paese devono ancora ratificare l’accordo. Qualora venga approvato, l’USMCA, entrerà in vigore non prima della fine del 2020.

Ma in cosa differisce l’USMCA del NAFTA?

Il rinnovo del NAFTA era una delle promessa chiave della campagna elettorale del Presidente Trump e il nuovo accordo non è altro che un mix del vecchio NAFTA e del Trans-Pacific Partnership (TPP), da cui Trumo si è chiamato fuori nel gennaio 2017.

Occorre osservare sin da subito che alcune modifiche introdotte nell’accordo USMCA avranno impatti enormi per il settore automotive, per il mercato agricolo, per la regolamentazione ambientale, per la proprietà intellettuale e per il commercio digitale.

Tuttavia, l’aspetto più eclatante è il modo in cui l’USMCA sia in prima linea nel sostenere il commercio americano e gli interessi economici rispetto ai principi del libero mercato e del libero scambio.

Il potere di veto sulla Cina

Ciò che ha destato maggiore stupore è l’articolo 32.10 dell’accordo USMCA, che spiega le conseguenze della negoziazione di un accordo di libero scambio con le c.d.”economie non di mercato”, ovvero la Cina.

Ciò significa che se Canada o Messico decidessero di negoziare un accordo commerciale con la Cina, dovrebbero informare gli Stati Uniti tre mesi prima. Diversamente, in caso di accordo di libero scambio bilaterale con la Cina, ciascuno dei tre partner commerciali può liberamente decidere di rescindere dall’USMCA con un preavviso di soli sei mesi.

In poche parole è una chiara politica “o noi o loro” che più che simbolica sembra nettamente sostanziale.

L’articolo 2205 del precedente accordo NAFTA già prevedeva la possibilità per ciascun firmatario di recedere dall’accordo con un preavviso di sei mesi. Allo stesso modo, l’articolo 34.6 dell’USMCA consente anche a qualsiasi paese di recedere dall’USMCA con preavviso di sei mesi senza bisogno di giustificazione.

Tuttavia, ciò non sembra destare particolare preoccupazione in Canada e Messico. Occorre osservare che entrambi i Paesi non sono in trattativa con la Cina per nessun tipo di accordo. Il Canada, in particolare, ha ratificato accordi di libero scambio con il Vietnam e sta esplorando tutto il blocco ASEAN. Il Messico, diversamente, è intenzionato a rafforzare la sua posizione in America per la produzione e l’approvvigionamento a basso costo, divenendo un’alternativa al mercato cinese.

L’USMCA e le ripercussioni sul settore automotive: paese di origine e salario minimo

In base al nuovo accordo, automobili e camion dovranno possedere il 75% dei componenti fabbricati negli Stati Uniti, in Messico o in Canada per beneficiare di tariffe zero. Il limite era del 62,5% sotto il vecchio NAFTA.

Ciò, naturalmente, obbligherà le case automobilistiche che vendono ai consumatori nordamericani di interrompere l’approvvigionamento di alcune parti provenienti da destinazioni asiatiche più economiche, tra cui Cina, Vietnam e India, al fine di usufruire dei vantaggi tariffari, aggiungendo però in modo significativo costi al consumatore.

Inoltre, per la prima volta, è stata imposta al settore auto la regola del salario minimo. L’USMCA richiede che il 40-45% delle auto venga prodotto da lavoratori che guadagnano almeno 16 dollari l’ora entro il 2023.

In ogni caso, le regole sul salario e sul paese di origine disincentivano le società automobilistiche ad andare a produrre in Cina o in Vietnam, dove la manodopera e la produzione a basso costo hanno da tempo portato alla perdita di posti di lavoro e impianti negli Stati Uniti.

Tuttavia, standard salariali così elevati e vincoli di approvvigionamento renderanno le auto nordamericane meno competitive sul mercato internazionale; la produzione più costosa determinerà certamente prezzi più elevati di auto e camion. Ciò potrebbe provocare la riduzione delle loro esportazioni verso il resto del mondo, poiché le case automobilistiche in Asia e in Europa non sono soggette alle stringenti regole dell’USMCA.

Se un tale scenario dovesse concretizzarsi, le case automobilistiche europee ed asiatiche non sarebbero più costrette a diversificare i loro investimenti in mercati non nordamericani. Nonostante ciò la Cina rimarrebbe ancora il più grande mercato automobilistico del mondo, anche se negli ultimi anni si è registrato un rallentamento fisiologico delle vendite. Effettivamente, secondo alcuni analisti di mercato, in Cina, l’interesse per l’acquisto di auto elettriche, lusso tedesco e marchi giapponesi continua ad essere la tendenza principale.

Proprietà intellettuale e commercio digitale

L’USMCA estende i termini del copyright da 50 anni oltre la vita dell’autore a 70.

Nel settore biofarmaceutico, il nuovo accordo aumenta le protezioni per i farmaci biologici da 8 a 10 anni, proteggendo i nuovi farmaci dalla concorrenza di produttori generici e meno costosi.

Infine, l’USMCA introduce disposizioni mirate per l’economia digitale. Non impone alcun obbligo di controllo sui prodotti acquistati elettronicamente, come download di musica o e-book, in modo che non siano responsabili dei contenuti prodotti dagli utenti sulle loro piattaforme.

Protezione per i governi dalle cause avanzate dagli investitori

Il capitolo 11 del NAFTA consentiva agli investitori di citare in giudizio i Governi per cambiamenti delle politiche che avrebbero danneggiato i loro profitti futuri.

Ciò è stato eliminato per gli Stati Uniti e il Canada, mentre per il Messico è limitato a pochi settori, come l’energia. L’eliminazione è dovuta al fatto che spesso il meccanismo veniva utilizzato dalle aziende per contestare le normative in materia di salute e ambiente.

Scadenza dell’accordo

L’USMCA prevede che i termini dell’accordo scadranno automaticamente dopo 16 anni, a meno che non venga esplicitamente rinnovato dalle parti. Gli Stati Uniti inizialmente auspicavano una clausola di caducità quinquennale che però è stata rifiutata dagli altri due Paesi.

Il patto USMCA, come riferito in precedenza, deve essere approvato dai legislatori di tutti e tre i Paesi affinché diventi effettivo. Se vi è un rifiuto da parte di uno dei firmatari, l’accordo potrebbe non esser mai ratificato.

Ciò che mette dubbi sull’effettiva ratifica dell’atto sono le imminenti elezioni, soprattutto in Messico e Canada. Il primo vedrà presto un nuovo Governo, considerato che il 1° dicembre il Presidente uscente Nieto lascerà il proprio incarico. Mentre, il Canada, attende di tornare al voto nel 2019 e gli accordi siglati con gli USA, su agricoltura e materie prime, saranno oggetto di acceso dibattito elettorale.

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