Il miracolo economico dell’Angola, tra diversificazione e contraddizioni

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Il Parlamento di Luanda ha varato all’unanimità la nuova legge sugli investimenti privati, che prevede tra l’altro l’eliminazione dell’obbligo di dover coinvolgere un partner locale per investire nel Paese. Secondo quanto specificato dal Governo, il provvedimento stabilisce inoltre che l’investimento privato non dovrà più essere pari ad almeno un milione di dollari, ma può prevedere anche importi inferiori.

La nuova legge viene considerata un tassello fondamentale per la nuova politica economica del presidente Joao Lourenço, che intende diversificare ed aprire l’economia angolana al fine di ravviare la crescita rallentata dal crollo dei prezzi del petrolio degli anni precedenti.

In precedenza, la legge angolana prevedeva che ogni investitore estero operasse insieme a un partner locale che doveva detenere una quota pari ad almeno il 35% del capitale. La nuova legge stabilisce, tuttavia, l’obbligo di impiegare lavoratori angolani, garantendo loro la necessaria formazione professionale e condizioni salariali adeguate.

L’Angola, prima del rallentamento dei prezzi del greggio, ha registrato dal 2005 al 2012 un aumento del PIL di circa il 12%. Negli ultimi anni, nonostante un discreto sviluppo, l’ex colonia portoghese ha dovuto varare diverse politiche di diversificazione: il greggio, infatti, resta la maggior risorsa per questo Paese grazie anche alla scoperta di nuovi giacimenti; tuttavia, il Governo ha dovuto incentivare lo sviluppo di altri settori al fine di garantire uno sviluppo costante e sostenibile.

Gli investimenti esteri continuano ad aumentare e tra i maggiori investimenti spiccano quelli su infrastrutture e trasporti. Tale fermento si sta traducendo in netti miglioramenti nei collegamenti via terra e via aerea. I risultati sono una maggiore mobilità interna, in particolar modo nel trasporto tra l’entroterra e i porti sulle coste. Il sito ETS Solution, specializzato in analisi di mercato e finanziarie, ha rilevato come la nuova politica business friendly ha condotto diverse imprese estere ad investire nel Paese in settori come real-estate, agro-alimentare e manifatturiero.

Nonostante diverse difficoltà, l’Angola è ritenuta da diversi esperti un vero e proprio miracolo economico. Miracolo che si concretizza in una vera e propria vendetta della storia: vi sono, difatti, aziende angolane che investono in Portogallo mentre non pochi portoghesi cercano e trovano lavoro a Luanda. Alcune testimonianze portoghesi raccontano che, in Angola, hanno trovato opportunità e occasioni di lavoro inimmaginabili in patria. Stipendi alti e ricerca di professionisti qualificati per sostenere la crescita economica dell’Angola hanno portato, secondo dati ufficiali dell’Ambasciata Portoghese a Luanda, ben 150.000 portoghesi a trasferirsi in Africa.

Il ribaltamento dei ruoli tra ex madre patria ed ex colonia è testimoniato anche negli investimenti. Occorre osservare che l’Angola ha condotto già sostanziosi investimenti e acquisti nel Banco Bpi e Bic, due tra i più importanti gruppi bancari portoghesi; ha acquistato quote importanti della compagnia Galp e di un colosso delle telecomunicazioni come Zon Multimedia. L’Angola resta, tuttavia, un Paese con molte contraddizioni e difficoltà ma è innegabile che stia diventando una location interessante proprio dal punto di vista occupazionale e di investimenti.

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