Il Bitcoin a servizio dell’Asia

[amazon_link asins=’8820351250,8820348608,882038065X’ template=’ProductCarousel’ store=’paesiemergent.21′ marketplace=’IT’ link_id=’95122352-f636-11e7-8549-ef08dfc7b583′]In questo momento il Sud-Est Asiatico non ha bisogno di Bitcoin o di criptovalute similari. Ogni singolo Paese del blocco ASEAN ha economie in crescita costante, situazioni politiche stabili o in stabilizzazione, riforme adeguate e mirate oltre ad un grande spirito di cooperazione.

Ma è realmente così?

In primo luogo, le basi. Bitcoin è la versione peer-to-peer di denaro elettronico che consente transazioni digitali veloci ed economiche indipendenti da istituzioni finanziarie di terze parti.

Il Blockchain, invece, è la spina dorsale tecnologica del Bitcoin, una struttura dati che consente a una rete di computer di condividere tra loro un libro mastro digitale di transazioni a prova di manomissione.
Secondo Eddie Chng, vicepresidente del Business Development & Partnership della piattaforma di trading Singapore Quoine, la Regione ha sia il pool di talenti necessari per sviluppare tale tecnologia, sia un bacino di consumatori in continua crescita. E’ presente una forza lavoro estremamente competente in grado di identificare e creare soluzioni per gli innumerevoli casi d’uso che il Blockchain offre. Nel blocco ASEAN, inoltre, sono presenti Paesi che sono i clienti ideali per molti di questi servizi, Paesi con elevato utilizzo di smartphone ed un’alta presenza di popolazioni di immigrati.

Ricordiamo che il popolo asiatico è molto legato al contante, per tale motivo sistemi di pagamento come Paypal sono stati respinti (il caso di Indonesia e Malesia) e, anche se il Bitcoin è una moneta virtuale, la possibilità di essere quantificata la rende molto attraente nel mercato asiatico.

Occorre osservare, altresì, come la Cina, un gigante nell’estrazione di Bitcoin e Singapore, un noto hub per il settore Fintech stanno aiutando la crescita del settore in Asia. Secondo alcuni l’Asia può addirittura superare i paesi occidentali in termini di adozione ma non di speculazione.

Uno degli aspetti più interessanti del Bitcoin, dal punto di vista asiatico, sono le transazioni transfrontaliere. Le transazioni con Bitcoin sono notevolmente più veloci e meno costose rispetto a quelle che attraversano i canali tradizionali poiché eliminano le commissioni di intermediazione e i vincoli temporali imposti dalle istituzioni finanziarie.

Domini Dominik Weil, co-fondatore di Bitcoin Vietnam, la prima società di Bitcoin a servizio completo nel Paese,[amazon_link asins=’8820348608,8820371774,882038065X,B078PGTDQC,8820351250′ template=’ProductCarousel’ store=’paesiemergent.21′ marketplace=’IT’ link_id=’129411f7-f636-11e7-963b-abc7e94b6c37′] osserva che mentre il Bitcoin funziona più o meno solo come risorsa speculativa per gli occidentali, che non hanno a che fare con il cross-border transazionale più di una volta o due nella loro vita, in Vietnam, quasi tutte le famiglie devono fare i conti con le transazioni transfrontaliere. Queste spaziano dalle famiglie che ricevono denaro da parenti che lavorano all’estero, dai genitori che inviano denaro ai figli che studiano all’estero o dalle imprese che accettano pagamenti da clienti all’estero.
Tuttavia, c’è ancora molto da fare per sfruttare efficacemente questo bacino di utenza. Attualmente, come in Occidente, il Bitcoin è ancora più popolare come risorsa speculativa rispetto a una valuta alternativa.

In Malesia, ad esempio, alcuni investitori usano Bitcoin per proteggersi dal deprezzamento del Ringgit, che ha registrato un forte calo negli ultimi anni, afferma Colbert Low, fondatore di Bitcoin Malaysia, un fornitore di servizi di consulenza sulle criptovalute. Negli ultimi mesi si è affermata la tendenza ad investire in oro o in Bitcoin ogniqualvolta si assiste ad una flessione del mercato azionario o del mercato immobiliare.

In Indonesia, secondo Suasti Atmastuti Astaman, Business Development Manager di Bitcoin Exchange Indonesia, è stato lanciato un programma che cerca di fornire un’educazione e una consapevolezza sul Bitcoin offrendo seminari gratuiti, sponsorizzando progetti comunitari e facendo promozioni online.

Oltre ad educare i consumatori, esiste anche la preoccupazione dell’opinione pubblica sulla sicurezza di tale tecnologia che diverrà probabilmente una priorità, specialmente dopo il furto del 2 agosto di oltre 60 milioni di dollari dal Bitcoin Exchange di Hong Kong.

Tuttavia, la sfida più grande per il settore probabilmente è la regolamentazione. Qualsiasi tecnologia innovativa difficilmente riesce ad inserirsi in un regolamento già esistente e, in questo caso, non è facile classificare da un punto di vista giuridico le valute digitali in modo da proteggere i cittadini ed allo stesso tempo evitare di applicare regole troppo rigide che potrebbero soffocare la crescita.

Ciò che emerge chiaramente è l’incolmabile distanza tra la visione asiatica e occidentale sul Bitcoin e sulle criptovalute in generale. Possiamo serenamente affermare che l’occidentale vede nelle criptovalute un modo per arricchirsi in breve tempo per poter scappare dalla sua realtà quotidiana, senza avere una visione di insieme. La visione asiatica, diversamente, sta tentando di approfondire il tema per capire se tale sistema e il Fintech in generale possano dare lo slancio definitivo a tutta l’economia asiatica. A modesto parere di chi scrive, sono visioni che per il momento viaggiano parallele ma che in futuro potrebbe scontrarsi. Se l’Asia riesce a costruire un sistema stabile e regolamentato sulle criptovalute, la speculazione occidentale potrebbe destabilizzarlo.

La diversa visione sul Bitcoin si può spiegare così: il mondo occidentale è più orientato a giocare d’azzardo e ad arricchirsi come privato, il mondo asiatico è più pragmatico e studia ogni sistema possibile per migliorare come popolo e non come singolo. Non a caso il gioco d’azzardo in Asia è pressoché vietato ovunque, gli asiatici che giocano d’azzardo sono emarginati sociali, mentre in occidente (soprattutto in Europa) è una delle maggiori industrie per fatturato.

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