Guerra commerciale USA-Cina, ne beneficia il settore manifatturiero indiano

Con l’intensificarsi della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, centinaia di compagnie americane stanno cercando di spostare le loro catene di approvvigionamento dalla Cina al fine di evitare qualsiasi contraccolpo tariffario, con l’India che ne potrebbe beneficiare in modo rilevante. Durante l’ultimo Forum strategico per il partenariato Usa-India (USISPF) sono stati discussi i piani per aiutare 200 società statunitensi a creare un base alternativa di approvvigionamento in India.

Tuttavia, già prima dell’inizio della guerra commerciale nel 2018, diversi marchi globali come Adidas, Delta Electronics Inc. e Samsung avevano già iniziato a spostare la loro base di produzione dalla Cina al fine di ridurre i costi e diversificare la loro catena di fornitura. Infatti, secondo alcuni esperti, la guerra commerciale ha solamente accelerato tale processo.

Qualche esempio: nel luglio 2018, Samsung Electronics ha aperto un nuovo stabilimento in India, che è risultato essere il più grande impianto di produzione di telefoni cellulari del mondo. Quest’anno, Apple ha iniziato ad assemblare alcuni nuovi modelli di Iphone nel Paese attraverso l’unità locale di Foxconn, con sede a Taiwan. L’altro produttore dell’azienda, la Wistron Corp, produce già vecchi modelli di iPhone presso uno stabilimento di Bengaluru.

Nelle ultime settimane, gli Stati Uniti hanno aumentato i dazi all’importazione dal 10 al 25% su importazioni cinesi da 200 miliardi di dollari, chiedendo alla Cina di ridurre il massiccio deficit commerciale con gli Stati Uniti, che ha raggiunto, lo scorso anno, oltre 539 miliardi di dollari.

Per le aziende che cercano di compensare il costo delle tariffe sui prodotti fabbricati in Cina, l’India rappresenta, dunque, l’alternativa ideale. A tal proposito, occorre ricordare che il governo locale sta attuando una serie di iniziative in materia fiscale e di diritto della proprietà intellettuale che stanno stimolando l’economia indiana, in particolar modo il settore manifatturiero. Una parte di tali iniziative include il programma Make in India, lanciato a settembre 2014 al fine di facilitare gli investimenti, promuovere l’innovazione, migliorare lo sviluppo delle competenze, proteggere la proprietà intellettuale e costruire nuove infrastrutture.

La potenza del settore manifatturiero indiano risiede anche nel suo vasto bacino di ingegneri competenti, in una giovane forza lavoro, in salari che sono la metà di quelli cinesi e in un significativo consumo interno di manufatti. La manodopera a basso costo, tuttavia, è certamente il più grande vantaggio offerto dal Paese. Occorre osservare che i costi medi del lavoro in India sono inferiori a quelli della Cina e di quasi tutti i paesi del blocco ASEAN, ad eccezione del Myanmar.

Inoltre, l’India è una nazione molto attiva in Asia, avendo diversi accordi di libero scambio sia all’interno che all’esterno della regione. L’India è anche uno dei principali partner dell’ASEAN e ciò garantisce alle aziende che intendono stabilirsi in India un facile accesso all’economia del sud-est asiatico.

Le difficoltà finora incontrate dalle aziende straniere in India sono legate perlopiù ad una burocrazia complessa e farraginosa. Ciò è dovuto principalmente al fatto che l’India è uno stato federale e, dunque, tutte le politiche di agevolazione legate al business vengono applicate non in modo uniforme, oltre al discorso legato ad un diverso sviluppo delle infrastrutture da regione a regione.

Stati come Andhra Pradesh, Gujarat, Maharashtra, Tamil Nadu, Telangana e West Bengal hanno lanciato le proprie politiche industriali che promuovono, facilitano e sviluppano il settore manifatturiero. Diversamente, Gujarat offre incentivi e strutture per la creazione di unità produttive in chimica farmaceutica, tessile e gioielli, Maharashtra è un’opzione popolare per la creazione di produzione automobilistica e di componenti auto. Uttar Pradesh e Tamil Nadu sono emersi come hub principali per l’assemblaggio e la produzione di componenti elettronici.

La diversità intrinseca e la vastità dell’India rendono fondamentale per le aziende stabilire una solida conoscenza dell’economia prima di identificare la posizione ottimale per la creazione di un stabilimento di produzione. È consigliabile, dunque, che le aziende utilizzino un servizio professionale con conoscenza nella regione al fine di valutare in modo corretto la pianificazione della propria strategia di produzione.

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