Gli Emirati Arabi scelgono la Cina come principale partner commerciale

Gli Emirati Arabi Uniti sono divenuti, nel corso degli ultimi decenni, un attore importante nei collegamenti commerciali della Cina con il Medio Oriente, in particolar modo per quel che riguarda la regione del Golfo Arabo.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno sostenuto le ambizioni della Cina nella costruzione della Nuova Via della Seta, nonché su diversi obiettivi di politica estera come il miglioramento della South-South Cooperation, ovvero per la cooperazione tra i Paesi in via di sviluppo e il Sud del mondo nel campo delle risorse e della tecnologia. Nel frattempo, il commercio bilaterale tra i due Paesi si è continuato a rafforzare, con le esportazioni cinesi negli Emirati Arabi Uniti che mostrano una crescita inarrestabile e costante. Ciò ha favorito lo sviluppo di un ambiente in cui le partnership con le aziende cinesi garantiscono agli Emirati rapida crescita in settori ad alto potenziale come l’energia, le infrastrutture e il Fintech.

Relazioni commerciali Cina-Emirati Arabi Uniti

La Cina e gli Emirati Arabi Uniti hanno stabilito le loro relazioni diplomatiche per la prima volta nel 1984. Mentre la Cina ha un’ambasciata ad Abu Dhabi e un consolato generale a Dubai, gli Emirati Arabi Uniti hanno un consolato generale a Hong Kong e un’ambasciata a Pechino. La Cina e gli Emirati Arabi Uniti sono da tempo partner stretti, collaborando ampiamente sul fronte economico, politico e culturale.

Il commercio bilaterale tra Cina ed Emirati Arabi Uniti ha raggiunto nuove vette nel 2021, superando i 75,6 miliardi di dollari. Si contano circa 6.000 aziende cinesi operano negli Emirati Arabi Uniti, con una numero importante di cinesi che lavora in loco principalmente nei settori delle infrastrutture e dell’energia. Gli Emirati Arabi Uniti sono anche il secondo partner economico della Cina in Medio Oriente, dopo l’Arabia Saudita.

Nel 2018, il presidente cinese Xi Jinping si è recato in visita di stato negli Emirati Arabi Uniti, entrando nella storia come il primo capo di stato cinese a visitare il paese negli ultimi 29 anni. La visita è stata determinante per elevare le relazioni bilaterali a un “partenariato strategico globale”.

Il commercio non legato a petrolio è aumentato del 27% nel 2021 rispetto all’anno precedente, con la Cina al primo posto come principale partner del Paese e responsabile dell’11,7% del suo commercio estero totale. Il valore dello scambio commerciale non petrolifero tra i due paesi ha raggiunto i 57,71 miliardi di dollari.

Nel luglio 2022, le esportazioni cinesi negli Emirati Arabi Uniti sono aumentate di 1,78 miliardi di dollari (53,2%) a 5,12 miliardi di dollari, rispetto a luglio 2021, mentre le sue importazioni hanno raggiunto i 3,94 miliardi di dollari. Le principali esportazioni del Paese negli Emirati Arabi Uniti includono telefonia (377 milioni), computer (350 milioni), dispositivi a semiconduttore (149 milioni), componentistica per autoveicoli (107 milioni) e display video (95,3 milioni). D’altra parte, il petrolio greggio (3,04 miliardi), il gas derivante dal petrolio (414 milioni), i polimeri di etilene (160 milioni) e il petrolio raffinato (92,3 milioni) hanno rappresentato i prodotti più importati.

Investimenti bilaterali
Gli Emirati Arabi Uniti e la Cina stanno pensando a un “accordo quadro” per collaborare a numerosi progetti. Oltre a sfruttare il già esistente Comitato d’affari Emirati Arabi Uniti-Cina a fine di cooperare nei settori della logistica, dei trasporti, dell’industria, della tecnologia, dell’intelligenza artificiale, delle energie rinnovabili e della sicurezza alimentare, nonché nella formazione per le piccole e medie imprese, i due Paesi intendono lavorare insieme in settori che coinvolgono l’innovazione, il trasferimento tecnologico e la diversificazione economica.

Su questo sfondo, la cinese COSCO Shipping Limited, il più grande operatore di container al mondo, ha scelto il porto di Khalifa ad Abu Dhabi come centro per le sue operazioni in Medio Oriente. L’intenzione è anche quella di aumentare la capacità annua delle strutture portuali a 6 milioni di teu, rendendolo il più grande terminal per il trasporto di container nell’area.

Flussi

Nonostante l’impatto negativo del COVID-19 sulle economie globali, gli investimenti diretti esteri (IDE) negli Emirati Arabi Uniti sono aumentati del 4% nel 2021 rispetto al 2020; l’importo totale degli IDE in entrata ricevuti dagli Emirati Arabi Uniti è stato di circa 171,6 miliardi di dollari. Per salvaguardare e promuovere gli investimenti, gli Emirati Arabi Uniti hanno siglato oltre 106 accordi con i propri partner commerciali.

Secondo i dati dell’Ambasciata cinese negli Emirati Arabi Uniti, l’investimento diretto totale della Cina negli Emirati Arabi Uniti è aumentato del 171% rispetto all’anno precedente a 650 milioni di dollari nel gennaio-settembre 2019. L’importo rappresentava il 54% degli investimenti della Cina nei 22 Paesi della Lega Araba.

Secondo i dati della Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD), l’afflusso di IDE negli Emirati Arabi Uniti è aumentato complessivamente del 32,8% a 13,8 miliardi di dollari nel 2019, il livello più alto dal 2007.

Si prevede che una relazione più stretta tra i due Paesi rafforzerà la funzione degli Emirati Arabi Uniti come hub per la Cina nella regione e incoraggerà ulteriormente gli investimenti cinesi, poiché le principali infrastrutture e i progetti energetici già avviati saranno integrati da nuove iniziative congiunte legate al commercio, alla logistica e ai progetti di sostenibilità ambientale.

Accordi transfrontalieri
Negli ultimi 10 anni, la Cina e gli Emirati Arabi Uniti hanno costituito diverse joint venture (JV) nelle zone di libero scambio costruendo porti, infrastrutture e creando zone economiche orientate esclusivamente all’esportazione e alla creazione di progetti industriali. Inoltre, sia la Cina che gli Emirati Arabi Uniti intendono espandere la loro cooperazione attraverso investimenti congiunti nelle isole del Pacifico e nel continente africano, dove la Cina ha già una forte influenza.

I due Paesi sono desiderosi di approfondire le loro relazioni anche sui servizi finanziari consentendo alle rispettive banche nazionali di collaborare per assistere il commercio e gli investimenti bilaterali, migliorando il dialogo finanziario tra la Borsa di Shanghai e i centri finanziari internazionali negli Emirati Arabi Uniti. La Belt and Road Exchange istituita ad Abu Dhabi nel 2018, ad esempio, è stata progettata per diventare un’importante piattaforma internazionale di raccolta di capitali, assistendo le imprese cinesi, le società straniere e le organizzazioni internazionali nel finanziamento dei loro investimenti. Inoltre, al fine di migliorare le continue partnership di Abu Dhabi con il Governo cinese, l’Abu Dhabi Global Market (ADGM) ha aperto il suo primo ufficio di rappresentanza estera a Pechino.

Sulla stessa linea, ADGM e la Borsa di Hong Kong hanno recentemente deciso di collaborare per promuovere l’innovazione dei servizi finanziari a Hong Kong e negli Emirati Arabi Uniti. Insieme, le due autorità sperano di rafforzare il settore finanziario in entrambi i loro mercati interni e di creare ecosistemi fiorenti per il FinTech.

Un altro esempio di collaborazione fra Cina e Paesi arabi è fornito dall’istituzione del programma di partenariato tra Cina e nazioni arabe in scienza e tecnologia, volto a delineare ulteriori aree di cooperazione nel campo dell’istruzione, della scienza e della tecnologia. I giovani scienziati degli Emirati avranno l’opportunità di svolgere ricerche scientifiche a breve termine in Cina e apprendere nuove tecnologie attraverso tale programma.

Nuovi equilibri geopolitici e nuovi blocchi si sono ormai formati ed è ora che il mondo occidentale ne prenda consapevolezza per non rimanere fuori dalle principali rotte commerciali. Sistemi politici diversi ed economie diverse che, tuttavia, possono coesistere e devono coesistere per portare avanti progetti di sviluppo indispensabili per tutti gli attori coinvolti, nessuno escluso. Mentre l’Europa e gli USA si chiudono nei loro confini tentando nello stesso tempo di mantenere il proprio primato economico e politico a livello mondiale, l’altra parte del mondo (circa 2/3!) costituita da Cina, Oceania, India, Russia e ASEAN, collabora e sigla partenariati che garantiscono uno sviluppo rapido e sostenibile ed un rapido consolidamento economico.

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