Filippine, Outlook 2019: crescita sostenibile e apertura agli investimenti stranieri

Nonostante il pesante impatto dell’inflazione nelle Filippine, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) prevede una crescita economica del Paese del 6,6% per il 2019. Si stima, infatti, che l’inflazione torni a scendere al 4% dal 6,7% del tasso attuale. Il Fondo Monetario Internazionale osserva che tra i fattori che hanno influito maggiormente sull’aumento dell’inflazione ci siano maggiori accise e l’aumento del prezzo del petrolio.

Anche la World Bank ha rilasciato delle previsioni positive per le Filippine soprattutto in termini di crescita sostenibile ed inclusività sociale. Il Governo filippino, attualmente, sta portando avanti un’attenta politica fiscale ed un programma di investimenti pubblici dedicato alle infrastrutture (“Build, Build”), che aiuteranno il Paese a diminuire il livello di povertà aumentando il benessere della popolazione. La spesa per le infrastrutture aumenta di anno in anno con 44 dei 75 progetti già operativi. Il presidente Duterte, intende accelerare l’implementazioni dei progetti restanti, soprattutto quelli nelle zone più ambite dagli investitori stranieri.

Alla fine del 2017, le Filippine hanno registrato il più alto tasso di incremento di investimenti diretti esteri di tutta la regione ASEAN. Gli investimenti diretti esteri sono continuati a crescere del 42% nella prima metà del 2018 grazie al miglioramento complessivo del business environment che portato un sensibile aumento della fiducia degli investitori stranieri. L’autorità di statistica filippina ha rilevato un totale di investimenti stranieri approvati nel secondo trimestre del 2018 pari a 575,9 milioni di dollari.
Al fine di rafforzare tale incremento, il 29 ottobre 2018, Duterte ha firmato l’ordine esecutivo n. 65 che promulgava l’elenco aggiornato dei settori dove sono vietati gli investimenti stranieri. La lista è stata aggiornata al fine di includere cinque settori dove l’investitore straniero potrà operare in piena autonomia.

L’Autorità nazionale per lo sviluppo (NEDA) ha inserito le seguenti aree:

  • E-commerce;
  • Centri di formazione impegnati nello sviluppo di competenze ad alto livello a breve termine che non fanno parte del sistema di istruzione formale;
  • Finanza;
  • Benessere.

Aprire il mercato filippino agli investitori stranieri e ridurre i vincoli burocratici legati al business sono tra le maggiori priorità del governo Duterte. Il Presidente, a tal proposito, ha più volte sostenuto l’importanza di modificare la costituzione del 1987 per eliminare le restrizioni sugli investimenti esteri al fine di liberalizzare ulteriormente il mercato nazionale. Occorre osservare, altresì, che le Filippine hanno recentemente affrontato un importante problema di politica industriale introducendo un terzo operatore  (TELCO) nel settore delle telecomunicazioni al fine di porre fine ad una situazione duopolistica e consentire l’ingresso di nuovi players.

Le Filippine hanno, inoltre, potenziato tutti i servizi legati alla connessione Internet. Duterte sostiene che gli investimenti stranieri in tale settore sono necessari perché agevolano la crescita di altri settori collaterali, rafforzando l’economia.

Infine, per quanto riguarda Banking e credito, Moody’s mantiene sulle Filippine un rating Baa2 con caratteristiche molto positive. Moody’s prevede una crescita stabile del credito per i prossimi 12-18 mesi, osservando che il rapporto costo-benefici sta nettamente migliorando. La Banca centrale del Paese, ha esteso il tasso debitore di 150 punti base per far fronte all’inflazione e si prevede che aumenti fino al prossimo anno. Intanto, le Filippine hanno anche tagliato una parte del debito estero negli ultimi anni, diminuendolo YoY dell’1,4%, attestandosi a 997 milioni di dollari.

La diminuzione della povertà ed una riduzione del tasso di disoccupazione al di sotto del 5% contribuiranno ad una crescita sostenibile delle Filippine nel 2019. L’aumento della popolazione, stimata in 106,6 milioni, rende il Paese decisamente attraente per gli investimenti stranieri grazie ai suoi lavoratori giovani, ben istruiti e dinamici, oltre che ad un crescente bacino di consumatori. Il rapporto della Banca Mondiale prevede, inoltre, che l’inflazione media scenderà al 3% entro il 2019, dunque entro l’intervallo target del 2-4% indicato dalla Banca centrale filippina. Si aspetta, inoltre, che il settore dei servizi diventi il ​​principale motore della crescita economica e che le Filippine insidino il primato economico dell’ASEAN detenuto attualmente dal Vietnam.

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