Esportare prodotti agroalimentari nella Repubblica Popolare Cinese: etichettatura e controlli doganali

Export-food-to-China

L’export italiano in Cina

Secondo il rapporto 2012-2013 dell’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) l’export italiano verso la Cina, nonostante le difficoltà della crisi globale, continua a espandersi. Le vendite delle imprese italiane all’estero nel 2012 sono cresciute del 3,7%; tra i diversi settori, quello agroalimentare è uno tra i più dinamici del Made in Italy in Cina. Il nostro paese è il primo fornitore di cioccolato (con una quota di mercato del 40,3%), il secondo per pasta (18,8%), olio d’oliva (21,6%) e spumante (12,2%), il terzo per le acque minerali (14,2%), il quarto per il caffè (5,1%) e, infine, il quinto per vino (6,1%) e formaggi (3,2%).

Affacciandoci, nello specifico, al mercato cinese urge partire dal presupposto secondo il quale la vendita di prodotti alimentari è costantemente protetta da particolari cautele riguardanti la sicurezza, l’igiene e l’informazione sul prodotto alimentare. Alla luce di ciò, l’imprenditore che vende prodotti alimentari ad acquirenti all’estero deve prestare massima attenzione alla conformità dei prodotti, alle normative vigenti ed alle procedure necessarie all’importazione.

Precedentemente, una delle problematiche più rilevanti concerneva la questione inerente alle normative specifiche applicabili, nel paese di destinazione, ai prodotti oggetto della vendita. La peculiarità dell’argomento ha portato a prevedere una limitazione dell’obbligo di garanzia a carico dell’esportatore, limitando la responsabilità all’obbligo di consegnare un prodotto che sia conforme alle normative vigenti nel proprio paese, prevedendo espressamente a carico dell’acquirente l’onere di verificare la conformità dei prodotti alimentari compravenduti alle normative del paese di destinazione. L’acquirente deve fornire informazioni in merito: i) all’eventuale adeguamento dei prodotti e dei relativi imballaggi ai fini della rivendita nel paese di destinazione; ii) alle eventuali procedure necessarie all’importazione in tale paese.

 

Gli ostacoli all’esportazione e l’importanza dell’etichetta

L’imponente crescita, negli ultimi anni, dell’importazione in Cina di prodotti agroalimentari ha evidenziato numerosi ostacoli che si frappongono fra l’esportatore straniero e l’importatore rivenditore cinese. Gli ostacoli maggiori concernevano la complessità delle procedure amministrative e del sistema delle certificazioni, un sistema di autorizzazioni frammentario e le restrizioni igienico-sanitarie. Il legislatore ha posto l’attenzione su tali aspetti fornendo, tramite leggi e regolamenti, una disciplina alquanto dettagliata.

Ogni prodotto agroalimentare confezionato e importato in Cina deve possedere l’etichettatura originale in lingua cinese. Le Norme Generali per l’Etichettatura dei prodotti alimentari pre-confezionati (General Rules of Pre-packaged Food Labeling, 2004), nel capitolo secondo, indicano gli elementi che l’etichetta deve obbligatoriamente contenere: i) denominazione del prodotto: ogni parola, immagine, marchio o descrizione che identifichi il prodotto; ii) ingredienti: ogni sostanza ed additivo utilizzato nella preparazione; iii) data di fabbricazione: data in cui l’alimento è divenuto prodotto finale; iv) data di scadenza: data entro cui il prodotto manterrà la sua qualità ed in cui sarà pienamente commerciabile; v) configurazione: rapporto fra peso netto ed unità che compongono l’alimento preconfezionato nel caso sia formato da più alimenti preconfezionati.

Oltre a tali elementi, lo Standard Generale dell’etichettatura per i prodotti alimentari pre-confezionati per particolari usi dietetici (General Standard of Labeling for Pre-packaged Food of Special Dietary Use, 2004), ha inserito ulteriori elementi che l’etichetta deve contenere obbligatoriamente: i) nome del produttore; ii) nome ed indirizzo dell’importatore distributore; iii) date ed istruzioni di magazzinaggio; iv) paese di origine.

E’ bene ricordare che dall’1 ottobre 2012 tutti gli esportatori di prodotti agroalimentari e vino, verso la Cina, hanno l’obbligo di registrarsi sul sito (http://ire.eciq.cn/, disponibile anche in lingua inglese) dell’Amministrazione cinese per la supervisione della qualità, l’ispezione e la quarantena (Admnistration of Quality Supervision, Inspection and Quarantine, AQSIQ[1]). La registrazione prevede la compilazione, da parte dell’azienda esportatrice di un formulario online con le informazioni relative alla ditta e ai suoi importatori/agenti autorizzati in Cina.

I documenti necessari che l’esportatore deve preparare per esportare la propria merce in Cina sono:

  1. contratto di vendita o la conferma d’ordine;
  2. fattura;
  3. packing list[2] (la distinta dei colli);
  4. cargo manifest;
  5. polizza di carico (bill of lading);
  6. avviso di spedizione (dallo spedizioniere all’importatore);
  7. certificato di origine;
  8. certificato sanitario per l’esportazione;
  9. campione dell’etichetta conforme alla normativa cinese;
  10. coppie di campione dell’etichetta tradotte in cinese;
  11. certificato fitosanitario[3] (richiesto anche per imballaggi in legno).

Il capitolo terzo delle Norme Generali per l’Etichettatura dei prodotti alimentari pre-confezionati, indica, diversamente, i requisiti di base che deve presentare l’etichetta per considerarsi legale. L’etichetta: i) deve essere conforme agli standard della sicurezza alimentare; ii) deve essere chiara, evidente, indelebile e facile da leggere per il consumatore; iii) supportata da dati scientifici veri ed accurati; iv) non deve essere separata dal prodotto alimentare a cui si riferisce; v) deve essere scritta in caratteri cinesi normali (ad eccezione del marchio registrato) in maniera corretta e leggibile; vi) può essere scritta anche utilizzando parole del pinyin cinese o di lingue di altre minoranze etniche, ma la dimensione delle parole non deve superare quella dei caratteri cinesi corrispondenti.

 

L’importanza della figura dell’importatore cinese

Al fine di portare a termine in modo sicuro l’esportazione, diviene necessario affidarsi alla figura dell’importatore cinese vista la consuetudine dei grandi clienti (catene di hotel, grande distribuzione ecc.) di non importare mai direttamente, rendendo il passaggio attraverso l’importatore l’unico canale di accesso possibile. L’importatore ha la funzione di: i) supportare la predisposizione della documentazione necessaria per l’esportazione, comprese le etichette; ii) fornire direttamente, o con società collegata, la licenza di importazione; iii) curare lo sdoganamento del prodotto ed il pagamento degli oneri connessi; iv) provvedere direttamente, o con società collegate, alla distribuzione nel territorio interno; v) assicurare, nel caso in cui curi la distribuzione, tutte le attività di promozione, marketing e vendita del prodotto.

Per quanto riguarda più nello specifico l’etichettatura, l’importatore può aiutare l’esportatore nella predisposizione/applicazione delle etichette mediante due procedure differenti:

  • l’esportatore fornisce le informazioni di base all’importatore che provvederà a realizzare un modello di etichetta conforme alle norme cinesi, ottenendo anche un pre-assenso informale da parte delle autorità locali. Tale procedura presenta il vantaggio che la merce una volta giunta in Cina non deve essere manipolata e consente anche di applicare l’etichetta sul packaging originale con evidenti risultati di immagine;
  • l’importatore provvede ad applicare le etichette all’arrivo della merce in Cina all’interno di un magazzino franco. In tal caso, pertanto, l’esportatore invia in Cina la merce e fornisce i contenuti obbligatori delle etichette conformi alla normativa cinese all’importatore, il quale provvede a stampare ed applicare le etichette direttamente in Cina. Tale soluzione permette una maggiore flessibilità e capacità di reazione in caso di errori nella predisposizione dell’etichetta, tuttavia, comporta un incremento dei costi legato alla manipolazione del prodotto, all’uso del magazzino franco ed alle prestazione di servizi addizionali da parte dell’importatore. Si consiglia di preferire tale soluzione per le spedizioni iniziali o per forniture con piccoli quantitativi.

 

Tempistica ed esiti del controllo doganale

Una volta in Cina, all’arrivo in dogana, le Autorità locali preposte effettueranno il controllo delle etichette avviene contestualmente alle altre verifiche previste dalle procedure di ispezione e quarantena. In base alla nuova normativa saranno oggetto del controllo allo stesso momento le etichette, i prodotti e i documenti di accompagnamento della merce. In particolare la CIQ (China Inspection and Quarantine Service) verificherà la corrispondenza dell’etichetta ai requisiti stabiliti dalle citate leggi e norme sugli standard cinesi, e ispezionerà l’autenticità e la qualità del prodotto.

I possibili esiti del controllo sono due:

  • esito positivo: qualora l’etichetta risulti conforme alle norme e agli standard della normativa cinese e il prodotto superi i controlli di qualità, la CIQ emetterà un certificato di ispezione attestante che il prodotto è conforme alle norme cinesi e contenente la dicitura “Label approved” (etichetta approvata);
  • esito negativo: qualora l’etichetta non risulti conforme a quanto stabilito dalla normativa cinese e laddove leggi e regolamenti amministrativi non dispongano diversamente, la CIQ può ordinare la distruzione delle merci importate; diversamente, l’esportatore può notificare una dichiarazione di reso (return notice) alla Dogana in forma scritta affinché essa curi le formalità per la spedizione delle merci che non hanno superato il controllo doganale, evitando in tal modo la distruzione delle stesse.

La procedura di ispezione e controllo ha una durata variabile da una a tre settimane in base al tipo di prodotto ed in base alla complessità dei controlli sulla qualità.

In conclusione, alla luce del continuo aggiornamento della normativa cinese a favore delle importazioni ed alla luce dei nuovi accordi commerciali tra Roma e Pechino, stanno nascendo fiorenti opportunità per il Made in Italy, favorite anche dalla continua ricerca del consumatore cinese di prodotti di alta qualità e dalla ottima reputazione dei prodotti italiani nel mercato cinese ed asiatico. Per le imprese italiane ed europee tali opportunità rappresentano un buon viatico per sopperire alla debolezza della domanda del mercato interno sfruttando mercati dove la domanda è costantemente in crescita e dove scarseggiano prodotti di qualità a causa di imprese locali non ancora adeguate ed all’avanguardia.

[1] L’AQSIQ gestisce la supervisione dei prodotti alimentari, delle bevande e dei materiali di scarto controllando direttamente o indirettamente migliaia di prodotti, tra cui: prodotti chimici, cosmetici, qualsiasi elemento che richiede un marchio CCC, elementi che richiedono l’ispezione obbligatoria e macchinari specializzati. L’AQSIQ ha 19 reparti interni e 15 affiliati separati e partecipa alla pianificazione e al controllo dell’apertura dei porti nazionali verso il mondo esterno; formula l’elenco dei prodotti di base in entrata e uscita che sono oggetto di ispezione e quarantena; amministra il controllo e la liquidazione delle merci in entrata e uscita relative all’ambiente, alla salute, alla salute del regno animale e vegetale, alla sicurezza umana; effettua l’ispezione e la vigilanza sull’importazione e l’esportazione delle materie prime e dei loro imballaggi; conduce ispezioni legali ed effettua test di campionamento su materie prime non quotate.

L’AQSIQ è responsabile per il controllo e la vigilanza sull’importazione e l’esportazione di qualsiasi prodotto specificatamente indicato sotto la sua autorità e sui campioni di prova delle materie prime non quotate.

[2] Si tratta di uno dei documenti più utili in fase di spedizione delle merci giacché riporta la lista dei colli contenenti la merce spedita, identificandone il contenuto di ciascuno di essi ed attestandone il peso lordo, la tara e il peso netto. Ha la funzione di descrivere il tipo, la natura (casse, cartoni, gabbie, scatole, pallets, sacchi) ed il numero degli imballi contenenti la merce da spedire, nonché il contenuto di ciascuno di essi. Si tratta di un documento di massima utilità per tutti i soggetti coinvolti in un’operazione di spedizione merci ed in particolare al personale di magazzino ed allo spedizioniere per la preparazione della dichiarazione di esportazione e dei documenti di trasporto.

[3] Il certificato di ispezione delle merci è un documento tipico nel commercio internazionale che attesta lo standard qualitativo e quantitativo delle merci oggetto di compravendita. La sua funzione è di assicurare l’acquirente/importatore che i beni da lui acquistati esistono effettivamente e sono conformi per quantità, peso, qualità, caratteristiche, a quanto pattuito in sede negoziale, come indicato nel contratto, nell’ordine di acquisto, nella fattura proforma o in altro documento contrattuale. Il certificato viene rilasciato da una società od altro organismo specializzato nel settore delle ispezioni, verifiche e controlli delle merci e certificazioni. Tale garanzia di conformità sarà tanto maggiore quanto più approfonditi saranno i controlli richiesti all’ente di ispezione da effettuarsi sulla merce, in relazione alla tipologia della merce stessa.

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