Cina 2022: istruzioni per l’uso

Sebbene la crescita economica della Cina sia rallentata negli ultimi mesi a causa di diversi focolai di COVID-19, di carenze energetiche e di un giro di vite regolamentare in alcuni settori, la ripresa economica complessiva è stabile. La crescita del PIL annuale dovrebbe raggiungere l’8% nel 2021 (previsione del Fondo Monetario Internazionale di ottobre), in calo dello 0,1 rispetto alle previsioni di luglio.

Entrando nel 2022, gli economisti ipotizzano che il governo cinese potrebbe attenersi a quanto dichiarato negli ultimi incontri, stabilizzando l’economia attraverso una politica monetaria più accomodante e mantenendo una liquidità ragionevole che possa fornire un sostegno fiscale mirato alle piccole e medie imprese. Il Governo intende puntare su innovazione scientifica e tecnologica e sviluppo green, per stimolare la crescita nel breve termine, portando avanti le riforme inserite quest’anno nel lungo periodo.

Le aziende operanti in Cina, quest’anno, hanno dovuto far fronte a improvvisi cambiamenti nel mercato locale, poiché il Governo ha deciso di dare priorità alla politica socioeconomica, al fine di garantire una crescita sostenibile e più razionale. Una serie di nuove leggi e regolamenti sono stati introdotti con breve preavviso, presentando molteplici rischi ma anche molteplici opportunità. A coloro che investono in Cina, sia privati che aziende, è sempre consigliabile contestualizzare ogni regolamento ed ogni iniziativa del Governo, poiché tutte le novità normative sono sempre inserite in programmi più ampi e volti sempre al lungo periodo.

Ma ripercorriamo questo 2021 decisamente movimentato per il mercato cinese dove sono stati inaspriti i divieti di monopolio e di pratiche anticoncorrenziali, sono state imposte drammatiche riforme sull’istruzione e molto altro ancora.

La Cina nel 2021: un breve riassunto

A partire dal 2021, la Cina è entrata nel 14° Piano quinquennale (2021-2025). Il Partito Comunista Cinese ha celebrato il suo centenario a luglio e ha concluso il sesto plenum del Comitato Centrale del partito a novembre, che apre la strada alla nomina della prossima leadership cinese.

Il 1° gennaio 2021 è entrato in vigore il primo codice civile del Paese, seguito da una serie di nuove leggi, in particolare la legge sulla sicurezza dei dati (DSL) e la legge sulla protezione delle informazioni personali (PIPL), che aggiungono normative legate alla crescente regolamentazione sul controllo dei flussi di dati transfrontalieri e sulla protezione delle informazioni personali.

I legislatori hanno anche iniziato a rinnovare la legge antitrust e a reprimere i comportamenti anticoncorrenziali, in parte per frenare il tentacolare settore tecnologico privato, in particolare la cosiddetta “economia della piattaforma”. Allo stesso tempo, il Governo sta costringendo tale settore ad abolire la politica illegale del lavoro “996” e a migliorare il piano welfare per i dipendenti.

Sotto la pressione di un crescente squilibrio demografico, la massima legislatura cinese ha finalmente modificato la legge sulla popolazione e sulla pianificazione familiare, abrogando le misure di controllo delle nascite e ha legalizzato la politica dei tre figli. Il governo ha anche un forte interesse sulla qualità della prossima generazione cinese, imponendo riforme radicali nel settore dell’istruzione che hanno drammaticamente vietato a tutte le imprese private a scopo di lucro di insegnare le materie dell’istruzione obbligatoria.

Il governo desidera, inoltre, da tempo, spezzare il circolo vizioso della speculazione immobiliare e dell’espansione del credito. Le ultime regole includono maggiori restrizioni al finanziamento degli sviluppatori degli acquirenti di case, dando un duro colpo al settore immobiliare. Nel frattempo, China Evergrande, uno dei più grandi sviluppatori immobiliari cinesi, si è trovata in una crisi di liquidità da prima pagina, seguita da Kaisa e altri sviluppatori.

All’interno del settore immobiliare, la Cina ha introdotto una tassa sulla proprietà in ottobre. Nell’ambito della campagna per ridurre un enorme divario di ricchezza e promuovere la “prosperità comune”, l’Assemblea nazionale del popolo (NPC) ha autorizzato il Consiglio di Stato ad implementare uno schema pilota di imposta sulla proprietà in determinate regioni.

Per quanto concerne la politica estera, il 2021 ha visto intensificarsi la concorrenza tra gli Stati Uniti e la Cina, in particolare nelle arene tecnologiche, finanziarie e militari. A giugno, il Senato degli Stati Uniti ha approvato l’American Innovation and Competitiveness Act per competere con la tecnologia cinese e la Cina ha approvato la legge anti-sanzioni straniere per contrastare le sanzioni degli Stati Uniti e dei suoi alleati.

Nonostante i leader dei due Paesi abbiano accettato di “guardare” attorno alle loro relazioni bilaterali, in un incontro virtuale a novembre, gli Stati Uniti continuano a inserire nella lista nera le aziende cinesi di informatica quantistica e semiconduttori. Di recente, le due potenze si sono scontrate anche a Wall Street, con le società cinesi quotate negli Stati Uniti nel mirino geopolitico.

Pechino è determinata a sviluppare la sua capacità tecnologica per risalire la catena del valore globale, il che la porterà inevitabilmente in conflitto con gli interessi statunitensi (che ricorda la rivalità commerciale USA-Giappone durata dagli anni ’60 agli anni ’90).

Uno dei pochi settori in cui le due potenze possono lavorare insieme è probabilmente la lotta al cambiamento climatico. Durante gli ultimi giorni del vertice COP26, gli Stati Uniti e la Cina hanno rilasciato una sorprendente dichiarazione congiunta per cooperare sulle questioni climatiche nel prossimo decennio.

In vista del vertice COP26, la Cina ha annunciato il tanto atteso piano d’azione per raggiungere il picco di emissioni di carbonio entro il 2030. A settembre, il presidente cinese Xi Jinping ha affermato che la Cina smetterà di sostenere nuovi progetti di energia a carbone all’estero. Al fine di raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette di carbonio, la Cina dovrebbe implementare più politiche per regolamentare le industrie di materie prime inquinanti, l’inquinamento dei trasporti e i rifiuti domestici; di conseguenza, ci saranno diverse opportunità nei settori dell’energia sostenibile e della protezione dell’ambiente.

Il 2021 ha anche segnato il 20° anniversario dell’adesione della Cina all’Organizzazione Mondiale del Commercio. A settembre, la Cina ha formalmente chiesto di aderire all’Accordo commerciale globale e progressivo per il partenariato transpacifico (CPTPP) e due mesi dopo ha chiesto di aderire all’Accordo di partenariato per l’economia digitale (DEPA).

Inasprimento delle normative sui dati personali
“Regolamentazione sui dati personali” è stata sicuramente una parola chiave per la Cina nel 2021. Nella seconda metà dell’anno, la Cina ha introdotto una serie di leggi e regolamenti che inaspriscono il controllo sui dati:

  • Il 10 giugno 2021, la massima legislatura cinese, il Congresso nazionale del popolo (NPC), ha approvato ufficialmente la legge sulla sicurezza dei dati (DSL), entrata in vigore dal 1° settembre 2021. La legge stabilisce come i dati debbano essere utilizzati, raccolti, sviluppati, e protetti in Cina;
  • il 10 luglio 2021, la Cyberspace Administration of China (CAC) ha iniziato a rivedere le misure di revisione sulla sicurezza informatica dopo l’indagine sulla società di viaggi Didi Chuxing. Le misure per la prima volta propongono che qualsiasi società cinese, che detenga le informazioni personali di un milione o più di utenti, debba richiedere una revisione della sicurezza informatica al Governo prima di essere quotata all’estero;
  • il 20 agosto 2021, l’NPC ha adottato la Legge sulla protezione delle informazioni personali (PIPL), che è entrata in vigore dal 1 novembre 2021. La legge rafforza il controllo sulla raccolta e sull’uso delle informazioni personali e stabilisce regole rigorose su come le aziende dovrebbero gestire questo tipo di dati;
  • il 30 settembre 2021, il Ministero dell’Industria e delle Tecnologie dell’Informazione (MIIT) ha elaborato le Misure di Gestione per la Sicurezza dei Dati nel Campo dei Settori Industriali e delle Tecnologie dell’Informazione. Le Misure chiariscono come le imprese dovrebbero gestire i dati sensibili industriali e delle telecomunicazioni e classificare i dati in categorie “core”, “importanti” e “ordinarie”;
  • il 29 ottobre 2021, il CAC ha pubblicato la bozza delle misure per la valutazione della sicurezza nell’esportazione dei dati. Le misure offrono chiarimenti sull’ente governativo responsabile della supervisione delle valutazioni di sicurezza e sulle procedure che le aziende devono sottoporsi per ottenere l’autorizzazione al trasferimento dei dati all’estero;
  • il 14 novembre 2021, il CAC ha rilasciato il regolamento sulla gestione della sicurezza dei dati di rete (Exposure Draft), che unifica le regole di sicurezza dei dati introdotte da CSL, DSL e PIPL e ha implementato i requisiti di revisione per le aziende che perseguono IPO a Hong Kong.

Come leggere questi sviluppi?
Finora, le tre leggi generali (CSL, DSL e PIPL) costituiscono insieme il quadro giuridico per la governance del cyberspazio, della sicurezza delle informazioni e della la protezione dei dati in Cina.

La DSL, in vigore dal 1 settembre, contiene un’ampia gamma di disposizioni relative alla sicurezza dei dati, di cui forse la parte più importante è probabilmente la trattazione dei “dati importanti”, che generalmente si riferisce a dati relativi alla sicurezza e all’ economia nazionale e al sostentamento delle persone. La DSL e alcune altre normative hanno ripetutamente stabilito che il trasferimento di “dati importanti” all’estero è soggetto ad una revisione del governo.

Il PIPL, in vigore dal 1° novembre, è la prima legge cinese che regola specificatamente la protezione delle informazioni personali, con un impatto di vasta portata sulla conformità alla privacy dei dati delle imprese. Un punto particolarmente importante è che per le aziende che trattano dati personali superiori a un determinato importo (stabilito dal CAC) e gli operatori CII, le informazioni personali raccolte o generate all’interno del territorio cinese devono essere conservate all’interno della Cina. Se è necessario fornire i dati all’estero, l’azienda deve sottoporsi in anticipo a un controllo di sicurezza condotto dal CAC.

Quanto alla domanda su come verrà condotta la revisione da parte del governo, a ottobre il CAC ha rilasciato la tanto attesa bozza di misure per la valutazione della sicurezza dell’esportazione dei dati, che approfondisce le procedure a cui le aziende devono sottoporsi per ottenere l’autorizzazione al trasferimento dei dati all’estero.

Lotta alle pratiche anticoncorrenziali
Da novembre 2020, quando la Cina ha sospeso l’IPO di Ant Group, il braccio finanziario di Alibaba, le autorità di regolamentazione hanno affrontato un problema che ribolliva da tempo nel settore tecnologico: le pratiche anticoncorrenziali.

Dopo un’indagine anti-monopolio durata quattro mesi, Alibaba è stata multata con una multa record di 18 miliardi di RMB (2,77 miliardi di dollari). Inoltre, al colosso fintech Ant Group è stata richiesta una rettifica ad ampio raggio, compresa la rettifica delle sue pratiche di prestito e il miglioramento della protezione della privacy dei dati.

Anche altri conglomerati di Internet, tra cui Tencent, Baidu, ByteDance e Didi Chuxing, sono stati multati per aver violato la legge anti-monopolio. Le aziende Internet più piccole, comprese le imprese a investimento straniero, non sono state immuni: ad esempio, ad aprile, la piattaforma inglese da asporto Sherpas è stata multata di 178.000 dollari dall’autorità di regolamentazione del mercato di Shanghai per condotta anticoncorrenziale.

Una serie di comportamenti anticoncorrenziali, come accordi di esclusività forzata , strategie di “brucia contanti” per guadagnare quote di mercato, attività di fusione e acquisizione non approvate che possono causare un monopolio del settore, pubblicità ingannevole e prezzi sleali, sono stati presi di mira dall’autorità di regolamentazione del mercato.

Nell’ambito della campagna antimonopolio, la Cina ha imposto le linee guida antitrust per le piattaforme digitali. A novembre, inoltre, è stato lanciato un nuovo ufficio antitrust, che sarà responsabile della conduzione delle indagini e della supervisione delle attività di fusione e acquisizione e della concorrenza di mercato.

Riorientare l’istruzione per la prossima generazione
Con l’obiettivo di ridurre il carico di lavoro degli studenti e promuovere l’equità educativa, la Cina ha avviato riforme del proprio sistema educativo, compresi i divieti di tutoraggio a scopo di lucro nell’istruzione di base e la cancellazione degli esami scritti in prima e seconda elementare.

A luglio, il Consiglio di Stato ha pubblicato le Linee guida per alleggerire ulteriormente l’onere dei compiti a casa eccessivi e del tutoraggio fuori sede per gli studenti nella fase dell’istruzione obbligatoria. Tali linee prevedono che:

  • Le istituzioni esistenti che insegnano materie del curriculum scolastico (di seguito “istituzioni di formazione disciplinare”) debbano registrarsi come enti senza scopo di lucro;
  • Alle società quotate è fatto divieto di finanziare o investire in istituti di formazione disciplinare attraverso il mercato azionario, né di acquistare i beni di tali istituti mediante emissione di azioni o pagamento in contanti;
  • Ai capitali stranieri è vietato investire in istituti di formazione disciplinare tramite fusioni e acquisizioni, sviluppo di franchising;
  • Nessuna agenzia di formazione fuori sede può organizzare formazione disciplinare durante le festività nazionali statutarie, i giorni di riposo, le vacanze invernali ed estive;

Tuttavia, mentre il Governo sta limitando gli investimenti stranieri sul tutoraggio accademico per gli studenti in età scolare e sta aumentando il controllo sugli insegnanti stranieri e sui materiali didattici importati, gli investitori devono essere consapevoli che le opportunità esistono ancora: il Governo sta contemporaneamente promuovendo investimenti privati ​​in settori come l’istruzione professionale al fine di migliorare le competenze della forza lavoro del Paese.

Oltre a prendere di mira il settore dell’istruzione, l’attenzione della Cina sulla crescita della prossima generazione si è estesa anche al settore dei giochi online. Per evitare che la dipendenza dal gioco danneggi lo sviluppo accademico e personale dei bambini, ad agosto la Cina ha limitato la quantità di tempo che i bambini possono dedicare ai videogiochi, un duro colpo per il più grande mercato di giochi online del mondo.

Inizia il viaggio verso zero emissioni nette
Nel settembre 2020, il presidente cinese Xi Jinping ha promesso che la Cina avrebbe raggiunto il picco di emissioni di carbonio prima del 2030 e sarebbe diventata a zero emissioni prima del 2060.

In vista del vertice COP26 di novembre, la Cina ha pubblicato il tanto atteso piano d’azione per raggiungere il picco di emissioni di carbonio entro il 2030. Il piano d’azione elenca tre importanti traguardi del carbonio (fissati per il 2025, 2030 e 2060) e dieci compiti chiave al fine di raggiungere l’obiettivo, che dovrebbe comportare rischi di conformità per settori come carbone, petrolchimico, chimico, siderurgico, fusione di metalli non ferrosi, edilizia e trasporti, nonché opportunità nel prossimo decennio per l’energia verde e a basse emissioni di carbonio, tecnologia verde ed economia circolare.

A luglio, la Cina ha lanciato il più grande mercato di scambio di carbonio al mondo a Shanghai per ridurre la crescita delle emissioni di carbonio. Al momento del lancio, il mercato del carbonio copre oltre 2.225 aziende che gestiscono impianti a carbone e gas per produrre energia e calore, ma i funzionari governativi intendono espandere tale mercato anche ad altre industrie inquinanti, tra cui acciaio, cemento, prodotti chimici e aviazione.

Finanza verde
Raggiungere questi obiettivi di carbonio significa investire importanti quantità di denaro. Si stima che nei prossimi trent’anni saranno necessari quasi 140 trilioni di RMB (22,4 trilioni di dollari USA), oltre cinque volte le dimensioni dell’attuale economia tedesca.

La strategia del Governo sta promuovendo attivamente la finanza verde, una serie di politiche e incentivi per incanalare il capitale del settore privato, principalmente attraverso prestiti e obbligazioni, in progetti e industrie verdi.

Sta adottando diversi strumenti per la finanza verde, anche rendendola più attraente per le banche. Ad esempio, a novembre, la banca centrale ha lanciato il proprio strumento di supporto alla riduzione del carbonio, progettato per fornire finanziamenti a basso costo alle istituzioni finanziarie che operano a livello nazionale al fine di convogliare prestiti a basso costo alle imprese nei settori dell’energia pulita, della protezione ambientale, del risparmio energetico e della riduzione del carbonio.

Inoltre, il governo sta valutando il “credito verde” e il “commercio verde”. Il ministero del Commercio ha recentemente pubblicato il piano quinquennale per la promozione del commercio estero, che propone di istituire un “indice del commercio verde” e raccogliere dati sull’intensità di carbonio del commercio.

Esternamente, la Cina sta anche cercando di allineare gli standard di finanza verde con le migliori pratiche internazionali. Con un occhio agli investimenti transfrontalieri, la Cina e l’UE hanno finalmente formulato uno standard riconosciuto congiuntamente per la definizione di progetti verdi a novembre, con l’obiettivo di aiutare a convogliare il capitale globale verso le imprese sostenibili nei due mercati.

Prosperità comune
Quest’anno gli alti funzionari cinesi hanno promosso sempre più la “prosperità comune”. In effetti, questo concetto è alla base di molte delle decisioni chiave dei massimi leader, tra cui il sostegno alle piccole e medie imprese, la repressione normativa sui giganti della tecnologia, il miglioramento della protezione del lavoro, le riforme del sistema educativo, il sussidio alla formazione professionale, l’introduzione della proprietà fiscale e l’incoraggiamento alla carità e alle donazioni da parte di gruppi e imprese ricchi.

Si prevede che nei prossimi decenni il Paese sarà più concentrato sull’affrontare la disuguaglianza, sulla ridistribuzione della ricchezza (anche tra le regioni) e sulla creazione di maggiori opportunità per la mobilità sociale ascendente.

Senza dubbio questo concetto ha preoccupato individui facoltosi, imprese dalle tasche profonde e alcuni settori (come l’industria del lusso). Al fine di scoraggiare la fuga di capitali, gli alti funzionari hanno sottolineato tuttavia che la prosperità comune non significa “uccidere i ricchi per aiutare i poveri”, bensì creare un bacino di consumatori sempre più ricco e sempre più ampio per aumentare i consumi interni.

Il secondo giorno del Sesto Plenum, è stato affermato che lo sviluppo rimarrà la priorità assoluta per la Cina per realizzare la prosperità comune. Ciò significa che la prosperità comune non riguarda solo l’equa distribuzione della ricchezza esistente, ma anche l’espansione della ricchezza del Paese e la crescita della classe media.

La prosperità comune è un requisito essenziale del socialismo cinese e avrà un impatto sulla definizione delle politiche nel 2022. Pertanto tutte le politiche e le normative che si sono susseguite nel 2021 non vanno valutate nel breve periodo ma nel lungo e soprattutto contestualizzate nel programma a lungo periodo che sta portando avanti il Governo cinese.

Affrontare le interruzioni della catena di approvvigionamento
Per la Cina, l’enigma della catena di approvvigionamento è più spinoso e duplice, con sfide sul fronte logistico e della domanda, nonché sui blocchi tecnologici imposti dagli Stati Uniti.

Per sostenere le sue catene di approvvigionamento, finora Pechino ha adottato quattro strategie interconnesse: la Dual Circulation Strategy (DCS), l’innovazione interna, la Belt and Road Initiative (BRI) e un regime legale contro le sanzioni.

Gli investitori stranieri sono, a tal proposito, preoccupati che la Cina stia cercando di sostituire la tecnologia straniera. Il Paese sta infatti spingendo l’innovazione interna, in particolare con un focus su alcune aree chiave: semiconduttori, informatica quantistica, 5G, biotecnologie, intelligenza artificiale, ecc.. Allo stesso tempo, sta cercando di costruire catene di approvvigionamento globali diversificate e affidabili per garantire l’approvvigionamento energetico e alimentare.

Il 2022
Il 2021 ha lanciato numerose sfide per molte aziende e molti investitori in Cina, che hanno affrontato gli sviluppi del mercato locale e le preoccupazioni sistemiche che affliggono le catene di approvvigionamento globali esacerbate dalla pandemia.

Poiché i politici cinesi si concentreranno maggiormente sulla qualità della traiettoria di sviluppo del Paese, guardando al 2022, il Governo dovrebbe:

  • dare priorità alle politiche relative a una società che invecchia;
  • garantire che l’impiego del capitale privato (compreso il capitale straniero) sia in linea con i principali obiettivi di sviluppo;
  • rafforzare la resilienza e la sicurezza delle catene industriali e di approvvigionamento;
  • rafforzare il controllo sulle aree legate alla sicurezza nazionale.

Molti dei problemi che la Cina ha dovuto affrontare nella seconda metà del 2021 dovrebbero continuare nel 2022, con l’aumento dei numeri legati a Covid-19, in particolare, che potrebbero danneggiare i profitti all’inizio dell’anno. Allo stesso tempo, uno sviluppo più mirato e volto ad aree chiave dell’economia porterà maggiori opportunità di crescita, soprattutto laddove tali aree contribuiranno a sostenere i profitti della Cina in termini di stabilità economica e mezzi di sussistenza delle persone.

Dato il clima geopolitico e imprenditoriale dinamico, la comprensione delle politiche e degli obiettivi di sviluppo della Cina è necessaria per apportare modifiche tempestive alle strategie di sviluppo del business ed evitare rischi di conformità.

Ciò che comunque emerge è la prospettiva di prosperità di lungo periodo che vuole garantire il governo cinese alla nazione. Tutte le normative di quest’ultimo anno hanno l’obiettivo di assicurare sostenibilità alla crescita cinese. Dunque, la Cina non vuole autodistruggersi, sono state varate tutte normative in linea con il Piano Quinquennale varato l’anno scorso e che convogliano nella direzione volta a razionalizzare l’economia cinese per assicurarle un tasso di crescita meno impetuoso ma più costante nel tempo.

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