ASEAN, le zone economiche speciali fanno gola anche agli USA

Al fine di consolidare la propria potenza economica e attirare sempre più maggiori investimenti dall’estero,  i Paesi del blocco ASEAN hanno costruito negli anni, sull’esempio della Cina, zone economiche speciali (ZES). Tali zone comprendono parchi industriali, aree per l’export, parchi tecnologici e aree di ricerca e sviluppo ed hanno acquisito un’importanza crescente dopo l’istituzione della ASEAN Economic Community (AEC) nel 2015. Le ZES rappresentano una opportunità importante per le imprese occidentali e negli ultimi anni si è assistito ad un evidente avvicinamento a tali zone anche da parte delle imprese statunitensi, sempre più ostacolate dalla guerra commerciale USA-Cina.

A tal proposito, occorre osservare che il commercio totale tra l’ASEAN e gli Stati Uniti ha raggiunto 260 miliardi di dollari nel 2018. Gli Stati Uniti, inoltre, sono anche il quarto partner commerciale dell’ASEAN e che nell’ultimo decennio la presenza statunitense nel sud-est asiatico è sempre più tangibile.

Le principali categorie di esportazione dall’ASEAN verso gli Stati Uniti sono macchinari, tessuti, indumenti e calzature. Il Vietnam è stato il maggiore esportatore verso gli Stati Uniti, con un volume pari a 49,2 miliardi di dollari nel 2018, insieme a Malesia (39,4 miliardi di dollari), Thailandia (31,9 miliardi di dollari), Singapore (27 miliardi di dollari) e Indonesia (21 miliardi di dollari).
Tuttavia, è sempre necessario effettuare uno studio attento e analitico prima di decidere su quali ZES puntare, considerato che ogni Paese del blocco ASEAN ha istituito tali zone con finalità economiche e di sviluppo eterogenee.

Thailandia

Nel 2015 la Thailandia ha avviato lo sviluppo di 10 SEZ situate al di fuori delle aree di confine contigue a Myanmar, Malesia, Laos e Cambogia. L’obiettivo dell’iniziativa era trarre vantaggio dall’aumento del commercio di frontiera tra questi stati limitrofi, che nel 2018 è stato valutato in 1 trilione di baht thailandesi (circa 32 miliardi di dollari) di esportazioni. Il Governo ha affermato recentementeche gli investimenti totali nelle sue ZES hanno raggiunto i 23 miliardi di dollari dal 2015 al 2019.

Le principali categorie di esportazione dalla Thailandia negli Stati Uniti includono computer, pneumatici, semiconduttori, chip per computer e pietre preziose, per un totale di oltre 30 miliardi di dollari nel 2019.

Il Governo ha preso di mira 13 settori prioritari da sviluppare attraverso le ZES, tra cui l’industria agroalimentare, la produzione di motori e componentistica per veicoli e la produzione tessile. Le imprese che si insediano nelle ZES usufruiscono una serie di incentivi che vanno dall’esenzione dell’imposta sul reddito delle società per otto anni e un’ulteriore riduzione della medesima del 50% per ulteriori cinque anni.

Ci sono anche ulteriori incentivi fiscali attraverso la politica “Thailand Plus” (il dettaglio potete trovarlo in uno dei nostri recenti articoli). Parte di questa politica incoraggia lo sviluppo del settore scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico (STEM), vitale per l’avanzamento delle numerose attività manifatturiere nelle ZES.

Indonesia

Il Paese attualmente gestisce 13 ZES situate in tutto il vasto arcipelago, offrendo opportunità crescenti per investimenti in produzione, agricoltura, risorse naturali e turismo.

Attualmente sono in fase di sviluppo altre 7  ZES poiché il Governo mira ad attirare oltre 50 miliardi di dollari di investimenti nelle sue SEZ nel prossimo decennio. Nel corso del 2019 c’è stato un volume di scambi commerciali per circa 25 miliardi di dollari tra l’Indonesia e gli Stati Uniti, in particolare per prodotti ittici, gomma, tessuti e indumenti, olio di palma e prodotti petroliferi.

Il Paese varerà ulteriori incentivi fiscali, come le la sospensione dell’imposta sul reddito delle società per 20 anni su investimenti per un valore superiore a 1,4 miliardi di dollari, nonché aumento degli incentivi per le industrie orientate all’esportazione che operano nelle ZES.

Filippine

Le Filippine hanno 12 ZES, 22 zone agricole e altre 300 zone economiche proclamate, sparse in tutto il territorio. Tali zone economiche coprono diversi settori, dalla produzione al turismo passando per il digitale.

Componentistica per computer, chip, trasformatori e cavi isolanti hanno rappresentato le principali esportazioni verso Stati Uniti nel 2019, pari a oltre 12 miliardi di dollari.

Vi sono, inoltre, sette principali agenzie di promozione degli investimenti (IPA), la più grande delle quali è la Philippine Economic Zone Authority (PEZA). Ogni IPA ha l’autorità di concedere propri incentivi, finanziari e non finanziari. Tuttavia, ciò cambierà con l’introduzione del Corporate Recovery and Tax Incentives for Enterprises Act, una nuova legge finalizzata a razionalizzare gli incentivi fiscali offerti dagli IPA. Ciò significa che gli IPA non avranno più l’autorità di emettere i propri incentivi individualmente ma dovranno seguire le nuove regole stabilite dalla nuova legge.

Singapore

Singapore ha il porto più grande del mondo per volume di spedizioni ed è considerata la porta per entrare nel mercato del sud-est asiatico. Tuttavia, ha un’estensione territoriale molto limitata per avere delle proprie zone economiche speciali. Ha optato, dunque, per un collaborazione con il Governo Malese al fine di creare la Iskander SEZ nella vicina Johor Baru e con il Governo indonesiano per creare la zona di elaborazione delle esportazioni di Batam. Entrambe riscuotono un grande successo, in particolare per le aziende di Singapore, che utilizzano tali zone come base per estendere la produttività delle proprie fabbriche e vendere in tutto il mercato asiatico e non solo.

L’Indonesia ha recentemente semplificato il rilascio delle licenze commerciali a Batam e, l’autorità di questa zona di libero scambio, ha affermato che tale progetto potrebbe attrarre un volume di investimenti pari 60 miliardi di dollari.

Il commercio totale tra Singapore e gli Stati Uniti ha raggiunto i 57 miliardi di dollari nel 2019, principalmente per prodotti e servizi di alto valore, come vaccini, parti di motori, motori di aerei, servizi finanziari, Fintech, ricerca e sviluppo e servizi di gestione professionale.

Vietnam

Il Vietnam ha iniziato ad espandere la sua politica sulle zone economiche speciali creano, negli ultimi anni, ben 18 zone economiche costiere e 325 parchi industriali.

Il Vietnam si è classificato all’11° posto per volume di scambi nel 2019 con gli Stati Uniti, per un totale di oltre 25 miliardi di dollari. Le principali esportazioni del Vietnam verso gli Stati Uniti riguardano il settore tessile, i mobili e la componentistica High-Tech.

Il parlamento del Paese ha ritardato l’emissione di una nuova legge sulle zone economiche speciali, che vedrebbe la creazione di tre nuove ZES sul territorio. Situate nelle province di Quang Ninh e Khanh Hoa e nell’isola di Phu Quoc, queste ZES sono destinate a fornire agli investitori stranieri un contratto di locazione di 99 anni oltre ad altri importanti incentivi.

Malesia

La Malesia, a differenza degli altri Paesi limitrofi, invece di avere delle zone economiche speciali ha dei veri e proprio corridoi destinati allo sviluppo industriale ed economico.

La Malesia spedisce annualmente verso Stati Uniti oltre 4 miliardi di dollari di chip di computer, oltre a 890 milioni di dollari di semiconduttori, 600 milioni di dollari di telefoni cellulari e oltre 400 milioni di dollari di gomma e relativi accessori.

Entro il 2018, i corridoi di investimento avevano creato quasi 2 milioni di posti di lavoro e hanno attirato investimenti per un valore di 78 miliardi di dollari. Il corridoio di Iskander, è divenuto uno snodo fondamentale per la costa orientale della Malesia, area chiave per lo sviluppo del libero scambio in ASEAN. Fin dalla sua istituzione nel 2006, tale regione ha raddoppiato le sue dimensioni ed è sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo di investimento di 91 miliardi di dollari entro il 2025.

L’ECER, che è l’altro principale corridoio, mira ad attirare 120.000 nuovi posti di lavoro e 70 miliardi di ringgit (circa 16 miliardi di dollari) negli investimenti entro il 2025. L’ECER offre incentivi competitivi agli investitori, come l’esenzione dall’imposta sul reddito del 100% per i primi 10 anni e l’esenzione dall’imposta di bollo su terreni o fabbricati acquistati per lo sviluppo industriale.

Cambogia

La Cambogia ha 31 SEZ in tutto il Paese che coprono in totalequattro zone, ovvero la zona di Phnom Penh, la zona di Sihanoukville, la zona di Manhattan e la zona Bavet di Tai Seng. Il Paese registra solo circa 5 miliardi di dollari nelle esportazioni verso gli Stati Uniti, anche se gli USA rappresentato il principale partner per le esportazioni. I principali prodotti esportati sono principalmente tessuti e capi di abbigliamento, prodotti in pelle e calzature, che rappresentano oltre 1 miliardo di dollari all’anno.

L’autorità responsabile delle ZES della Cambogia è il Consiglio Speciale per le zone economiche della Cambogia, che opera sotto l’egida del Consiglio per lo sviluppo economico cambogiano. In queste zone sono offerti diversi incentivi fiscali, che vanno dall’esenzione sul reddito di impresa al 100% per un massimo di nove anni all’esenzione dai dazi all’importazione e all’esportazione.

Tra le società statunitensi operanti nelle ZES della Cambogia troviamo la Coca-Cola, che ha aperto un impianto da 100 milioni di dollari alla Phnom Penz SEZ (PPSEZ) nel 2016. Da allora, altri marchi come Apple, Timberland, Puma e IBM hanno stabilito una presenza in tale zona.

Myanmar

Il Governo, nel 2011, ha istituito la ZES di Thilawa che però è divenuta operativa solo nel 2015. Altre due SEZ sono ancora in fase di sviluppo, vale a dire le ZES di Dawaei e di Kyuakpyu. Il commercio totale tra Myanmar e Stati Uniti ha raggiunto solo 1,1 miliardi di dollari dal 2019, con la maggior parte delle esportazioni verso gli Stati Uniti che riguardano il settore tessile.

Il progetto Thilawa SEZ era una joint venture tra Myanmar e Governo giapponese. 90 aziende internazionali si sono già trasferite nella zona dal 2015, provenienti da una vasta gamma di settori che vanno dalla costruzione navale alla produzione di abbigliamento.

La Thilawa SEZ ha inoltre sviluppato un centro di assistenza unico per fornire un servizio efficiente ed efficace agli investitori stranieri (one-stop service). Il centro è composto da funzionari di 13 ministeri e utilizza tecnologie avanzate per elaborare i permessi commerciali oltre a trasmettere importanti informazioni legali.

Ciò che si evince da questo quadro è che l’importanza economica e politica dell’ASEAN è crescente in ambito internazionale. Avvicinarsi a tali mercati è, oggi, quasi una scelta obbligata per rimanere competitivi nel commercio internazionale. Non solo le imprese, ma anche investitori privati hanno cominciato ad investire in tali mercati, poiché sono tra i pochi mercati, insieme alla Cina, ad avere una crescita costante e ottime prospettive di lungo periodo. Siamo all’interno di un processo inesorabile che sta spostando il centro del commercio internazionale verso Oriente e vi sono delle opportunità irripetibili sia per le aziende straniere che per gli investitori privati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Follow by Email
Facebook
Google+
http://www.paesiemergenti.com/asean-le-zone-economiche-speciali-fanno-gola-anche-agli-usa">
Twitter
LinkedIn