Africa e Covid-19, le ripercussioni economiche causate soprattutto dallo stretto legame con la Cina

Il Coronavirus (COVID-19) ha provocato interruzioni della produzione di massa e interruzioni della catena di approvvigionamento a causa delle chiusure dei porti in Cina, causando effetti a catena a livello globale in tutti i settori economici in un raro “doppio shock tra domanda e offerta”. Con 18 Paesi africani che hanno già segnalato i primi casi di COVID-19, l’Africa sta cominciando a mettere in campo tutti i piani in grado di controllare e gestire le sfide umanitarie che il virus porterà su tutto il continente. Economicamente, gli effetti sono già stati avvertiti: la domanda di materie prime africane in Cina è diminuita e l’accesso dell’Africa a componenti industriali e manufatti della regione cinese è stato limitato. Ciò sta causando ulteriore incertezza in un continente già alle prese con una diffusa instabilità geopolitica ed economica.

Occorre osservare, inoltre, che l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha comunicato che “la crescita annua del PIL globale dovrebbe scendere al 2,4% nel 2020 nel suo insieme, da un già debole 2,9% del 2019, con una crescita che potrebbe anche essere negativa nel primo trimestre del 2020”.

L’incertezza sulla diffusione di COVID-19 è elevata e si prevede che il suo impatto sull’Africa sia grave, data l’esposizione del continente con la Cina. Sebbene la crescita cinese cadrà a breve termine, si prevede che rimbalzerà rapidamente, alcuni suggeriscono che ciò potrebbe accadere addirittura già nel secondo trimestre del 2020. Nel frattempo, le banche centrali stanno attuando misure per mitigare gli effetti del virus sull’economia, tagliando i tassi di interesse e iniettando liquidità nei sistemi bancari in alcuni Paesi.

All’inizio di marzo, inoltre, la World Bank ha annunciato che avrebbe impegnato 12 miliardi di dollari in aiuti ai Paesi in via di sviluppo per aiutarli ad affrontare l’impatto del virus e limitarne la diffusione. Nel 2017 la World Bank ha anche introdotto una “obbligazione pandemica”, che, nell’ambito del meccanismo di finanziamento di emergenza pandemica, intendeva fornire denaro per aiutare i Paesi in via di sviluppo in caso di una pandemia che raggiungesse determinate soglie. Tuttavia, questi criteri non sono stati ancora soddisfatti e l’obbligazione non è stata ancora erogata.

Secondo l’agenzia di rating Fitch, l’epidemia di Coronavirus porterà rischi sulla crescita a breve termine dell’Africa sub-sahariana, in particolar modo in Ghana, Angola, Congo, Guinea Equatoriale, Zambia, Sudafrica, Gabon e Nigeria, ovvero tutti i Paesi che esportano grandi quantità di materie prime per la Cina.

Certamente, è probabile che COVID-19 ostacoli, in generale, le opportunità di investimento in Africa, la produttività e la domanda dei consumatori, considerato che, con il diffondersi del virus in Africa, anche la Cina, partner economico fondamentale, troverebbe delle difficoltà ad operare sul continente.

Tuttavia, si auspica che il contenimento del virus in Africa coincida con l’attuazione dell’Area africana continentale di libero scambio (AfCFTA) nel luglio 2020, che dovrebbe fornire un ulteriore impulso alle attività produttive africane nei prossimi anni. L’AfCFTA è il primo accordo commerciale africano in tutto il continente che ha l’obiettivo di facilitare e armonizzare lo sviluppo del commercio e delle infrastrutture in tutto il continente.

Poiché la crescita economica globale è un fattore chiave per i prezzi delle materie prime, i prezzi locali sono diminuiti sensibilmente a causa dell’impatto globale del virus sulla domanda. L’incertezza dell’impatto di COVID-19, anche sui mercati finanziari locali, dovrebbe comportare una maggiore avversione al rischio da parte degli investitori che attendono di vederne il potenziale impatto in Africa.

Infrastrutture

La Cina è un partner chiave nello sviluppo delle infrastrutture in Africa. Diversi studi hanno dimostrato che la Cina ha preso di mira l’Africa sub-sahariana negli ultimi anni, sia per sopperire alle sue necessità di risorse naturali sia per lo sviluppo della Nuova Via della Seta (Belt & Road Initiative, BRI). Basti pensare che le banche politiche cinesi hanno prestato 19 miliardi di dollari per progetti energetici e infrastrutturali nella regione dal 2014-2017, quasi la metà dei quali solo nel 2017. Nonostante l’incalzare del virus, la BRI rimarrà una priorità per la Cina, ma la risposta a breve e lungo termine del governo cinese a COVID-19 distoglierà l’attenzione e le risorse ufficiali dalla BRI nei prossimi 12 mesi e potenzialmente più a lungo.

Ciò può significare una riduzione degli investimenti nei mercati più piccoli e meno fondamentali per la BRI in cui le opportunità di collegare gli investimenti alla fornitura globale sono limitate. Di conseguenza, l’Asia centrale, l’Africa sub-sahariana e l’Europa orientale vedranno un calo a breve termine dell’attività relativa alla BRI, rispetto, per esempio, al sud-est asiatico. Tuttavia, la Cina sosterrà tutti i Paesi della BRI (ciò già sta avvenendo con l’Italia) nella lotta al Coronavirus condividendo la sua preziosa quanto dolorosa esperienza. Dunque, in diversi Paesi aderenti alla BRI, si assisterà non più ad investimenti cinesi nelle infrastrutture ma nei sistemi sanitari locali.

Commercio

Si prevede che COVID-19 avrà un impatto importante sul commercio globale della Cina e del mondo per diversi mesi. Poiché la Cina, come detto, è il principale partner commerciale dell’Africa, gli effetti di COVID-19 si stanno già avvertendo. Con la Cina che ha chiuso i suoi maggiori centri di produzione e i suoi porti, c’è stata una inevitabile diminuzione della domanda di materie prime africane. Gli importatori in Cina stanno annullando gli ordini a causa della chiusura dei porti, anche come conseguenza della riduzione dei consumi in Cina dovuta alla quarantena forzata. I venditori di materie prime in Africa sono costretti, dunque,a scaricare prodotti altrove ad un prezzo più che scontato.

Oltre tre quarti delle esportazioni africane verso il resto del mondo sono fortemente focalizzate sulle risorse naturali e qualsiasi riduzione della domanda incide sulle economie della maggior parte del continente. Paesi come la Repubblica Democratica del Congo, lo Zambia, la Nigeria e il Ghana sono significativamente esposti al rischio in termini di esportazioni di materie prime industriali verso la Cina.

L’impatto di COVID-19 si farà sentire naturalmente anche nel settore manifatturiero. Poiché la Cina fa parte della catena di approvvigionamento globale, le chiusure di fabbriche aumentano il rischio di interruzioni di tale catena per società multinazionali con ritardi, carenze di materie prime, aumento dei costi e riduzione degli ordini che colpiscono già gli impianti di produzione in tutto il mondo, anche in Africa.

Con la diffusione del virus, è difficile prevedere come le catene di approvvigionamento possano essere adattate rapidamente per soddisfare le richieste. Nonostante diverse catene di approvvigionamento erano state già spostate in Indonesia e Vietnam durante la guerra commerciale USA/Cina, queste sono già quasi a pieno regime e potrebbero non essere in grado di soddisfare tutte le richieste, soprattutto se questi Paesi dovranno affrontare ulteriori sfide causate da COVID-19.

Healthcare

Da un punto di vista strettamente più sociale si prevede che un potenziale focolaio africano su larga scala eserciterebbe enormi pressioni sui sistemi sanitari pubblici locali già carenti, che potrebbe avere come conseguenza pesanti ritardi nel contenimento del virus. Il riconoscimento dei casi Covid-19 nei Paesi africani è da considerarsi una sfida a causa della mancanza di laboratori e di forniture mediche. L’OMS ha dichiarato di aver equipaggiato 36 paesi africani con kit per i test e ha anche contribuito a fornire dispositivi di protezione individuale agli operatori sanitari africani.

Tecnologia, media e telecomunicazioni (TMT)

Si prevede che quest’anno il settore TMT in Africa attirerà investimenti di alto valore, con molte società di telecomunicazioni che cercheranno di sviluppare le infrastrutture e dunque il settore dell’e-commerce, in forte crescita in tutto il continente. Tuttavia, l’incertezza legata a COVID-19 porterà ad un ritardo negli investimenti previsti poiché gli investitori tecnologici attenderanno l’evolversi della situazione e il superamento delle conseguenze che porterà il virus.

La maggior parte dei colossi del settore High-Tech ha affermato che l’impatto della riduzione della domanda per i loro prodotti in Cina e l’effetto della rottura nella catena di approvvigionamento per i materiali necessari alla produzione dei loro prodotti, hanno avuto un impatto negativo sulle loro attività. Molti sono stati costretti a chiudere negozi, fabbriche, impianti di produzione e uffici e consentire ai dipendenti di lavorare da casa. Le industrie ad alta intensità di manodopera sono le più colpite dal virus e ciò ha influito su progetti già pianificati, sullo sviluppo e sul rilascio di prodotti in tale settore. Ciò potrebbe causare un effetto a catena e causare ritardi nei progetti, dunque, anche in Africa.

Basti pensare che Wuhan è il più grande produttore al mondo di fibre ottiche e cavi, rappresentando un quarto del mercato internazionale. Una rottura nella catena di approvvigionamento di tali prodotti comporta che l’industria delle telecomunicazioni africane e la ricerca di implementare le infrastrutture tecnologiche della quarta rivoluzione industriale africana potrebbero essere colpite. Il cavo in fibra ottica, ad esempio, è un componente necessario per la banda larga ad alte prestazioni, essenziale per la tecnologia e l’implementazione di 4IR.

Turismo e ospitalità

Circa un milione di cinesi vivono e lavorano in Africa e molti africani visitano la Cina come studenti, turisti e viaggiatori d’affari. Ora che la Cina e altre regioni colpite dal virus hanno limitato i viaggi non essenziali e vietato eventi e raduni di massa per contenere il virus, l’impatto sul turismo africano sarà notevole. A livello globale, le attività legate ai viaggi come hotel, compagnie aeree, beni di lusso e beni di consumo hanno già sofferto a causa del divieto di viaggio in entrata e in uscita dalla Cina. Inoltre, l’epidemia sta minacciando le compagnie aeree africane, con un notevole calo del numero di voli per la Cina e per l’Europa dall’Africa.

Tra i lati positivi, tuttavia, ci sono dei segnali che indicano come l’Africa stia diventando una potenziale meta di vacanza alternativa per i viaggiatori che non sono più in grado di visitare le aree più colpite.

 

La gravità della situazione africana, nonostante il numero contenuto di casi, a differenza di altre zone, comincia dalle conseguenze economiche e potrebbe solo successivamente sfociare in un problema sociale. Ciò fa comprendere ancor di più come sia necessari ulteriori sforzi per l’Africa per diversificare ulteriormente la propria economia, sia a livello di settori che di partner.

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