Brunei: diversificare l’economia per attrarre maggiori investimenti

Il Brunei ha riconosciuto la necessità di diversificare la propria economia, evitando la concentrazione esclusivamente sul settore petrolifero e del gas naturale. In tale direzione andrà anche tutta la Comunità Economica dell’ASEAN, la quale punterà sulla creazione di nuove industrie in settori potenzialmente ad alto tasso di crescita.

Il Brunei è uno dei primi Paesi ASEAN che sta varando una politica in tal senso, volta ad attrarre maggiori investimenti stranieri in settori diversificati. Il piano del Governo, denominato Vision 2035, ha l’obiettivo di creare un ambiente imprenditoriale più attraente, mantenendo l’economia del Paese stabile e sicura.

Tuttavia, l’economia del Sultanato è ancora è ancora fortemente dipendente dal petrolio e dal gas. Secondo il ministro dell’industria e delle risorse primarie del Paese, Pehin Hj Yahya, il settore del petrolio e del gas attualmente costituiscono il 67% del  prodotto interno lordo; rappresentano, altresì, quasi il 90% delle entrate del Governo e contribuiscono con uno sbalorditivo 96% al totale delle esportazioni, impiegando tuttavia solo il 5% della forza lavoro disponibile nel Paese.

Il governo del Brunei ritiene che il Paese ha potenzialmente molto da guadagnare attraverso una maggiore integrazione economica nell’ASEAN. Pertanto, sono già stati apportati cambiamenti in tale direzione, come:

– l’aggiornamento delle tariffe doganali ai parametri ASEAN;
– una maggiore tutela agli investimenti diretti esteri;
– il varo di una normativa nazionale sulla concorrenza;
– la creazione di un ambiente imprenditoriale stabile;
– semplificazione delle procedure burocratiche e amministrative.

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